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9 marzo 2016

Senza categoria · Cultura · Trento Film Festival 2016 · Festival ed Eventi Cinematografici

64° TRENTO FILM FESTIVAL. E’ il Cile il paese ospite dell’edizione 2016

Il manifesto del 64° Trento Film Festival

Il manifesto del 64° Trento Film Festival

TRENTO FILM FESTIVAL: PRIME ANTICIPAZIONI DELLA 64^ EDIZIONE, A TRENTO DAL 28 APRILE ALL’8 MAGGIO 2016

Sarà il Cile il Paese ospite della 64^ edizione del Trento Film Festival, la manifestazione di cinema e incontri, la prima e più antica rassegna al mondo dedicata alla montagna, che si svolgerà dal 28 aprile all’8 maggio 2016 a Trento. L’omaggio al Paese sudamericano è inserito nella sezione “Destinazione…”, un itinerario cinematografico e artistico, tra film e documentari, in prime italiane, mostre e spettacoli.

Queste alcune delle delle anticipazioni del festival presentate oggi a Trento dal presidente Roberto De Martin; dalla direttrice, Luana Bisesti e dal responsabile del programma cinematografico, Sergio Fant.

OMAGGIO AL CILE NELLA SEZIONE “DESTINAZIONE… “

La sezione – organizzata in collaborazione con l’Ambasciata del Cile in Italia – racconterà la storia, la cultura e l’ambiente naturale del Cile con i parchi naturali tra i più importanti del mondo per le varietà di specie animali e vegetali e le montagne della Terra del Fuoco e del versante cileno della Patagonia. L’omaggio è organizzato anche in occasione del sessantesimo anniversario della storica scalata, per la cresta sud, del Monte Sarmiento (definito da Charles Darwin come “la cosa più cospicua e sublime in questa regione”) compiuta da Carlo Mauri e il trentino Clemente Maffei, con una spedizione ideata e diretta da padre Alberto De Agostini. Scalata che sarà rievocata proprio durante il festival. Il Cile, soprattutto, la Patagonia cilena (oltre a quella dell’Argentina) è una delle mete predilette dagli alpinisti, soprattutto trentini. Sulle pareti delle sue montagne, come il Fitz Roy (Cerro Chaltén) al confine tra Cile e Argentina, le Torri del Paine, il Sarmiento, sono state realizzate scalate epiche.

Molti eventi dedicati al Cile saranno organizzati con il Museo Nazionale della Montagna Cai-Torino, il Muse, mostre, incontri letterari, spettacoli. Il programma cinematografico di “Destinazione… Cile” si avvale della collaborazione ufficiale con CinemaChile, ente nazionale di promozione cinematografica e ChileDoc, istituzione incaricata di sostenere e promuovere il cinema cileno documentario.

“Grazie a registi ancora giovani ma già considerati maestri del cinema contemporaneo, come Carlos Reygadas e Pablo Larraín – ha spiegato Sergio Fant, responsabile del programma cinematografico della rassegna – il cinema cileno è ormai da anni una presenza costante nei più importanti festival, dove si succedono regolarmente le scoperte di nuovi autori e opere da un Paese che ha saputo puntare anche sulla cultura per ripresentarsi sullo scenario internazionale dopo gli anni bui e l’isolamento della dittatura. Con la sezione “Destinazione…” si andrà alla scoperta del Cile attraverso opere in gran parte inedite in Italia, soprattutto documentarie, che raccontano il Paese in primo luogo attraverso il suo territorio, secondo la tradizione del Trento Film Festival. Sono quindi attualmente otto, come i giorni di programmazione cinematografica del festival, le proiezioni previste in cui verranno presentati insieme documentari e cortometraggi recenti, più una con un lungometraggio di fiction”.

ANTEPRIMA DEL FESTIVAL AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA IL 26 APRILE: OMAGGIO ALL’ALPINISTA RENATO CASAROTTO

Tra gli eventi annunciati l’anteprima del festival, il 26 aprile, al Teatro Olimpico di Vicenza per una cerimonia in omaggio a una delle figure più importanti dell’alpinismo contemporaneo, l’indimenticabile Renato Casarotto, cittadino benemerito di Vicenza, scomparso trent’anni fa durante una spedizione alpinistica. Al grande alpinista sarà dedicato lo spettacolo teatrale dal titolo “Due amori, storia di Renato Casarotto”, da una scrittura di Nazareno Marinoni, con Massimo Nicoli; musiche di Francesco Maffeis, regia di Umberto Zanoletti (evento organizzato con il patrocinio del CAI di Vicenza).

IL MANIFESTO

Durante la presentazione del festival è stato svelato il manifesto della rassegna quest’anno firmato dall’artista e illustratore trentino Michele Tranquillini, collaboratore da più di vent’anni del “Corriere della Sera”. Si tratta di un’immagine con la quale la rassegna vuole invitare al racconto, evidenziando allo stesso tempo come si possa fare “arte” anche utilizzando materiale di riciclo, contribuendo così alla salvaguardia del nostro ambiente naturale. “Nel manifesto, al quale è stato dato il titolo “Storie nel vento” – ha spiegato la direttrice del Trento Film Festival, Luana Bisesti – sono raffigurate numerose bandierine al vento, come quelle che si trovano anche in montagna, realizzate dall’artista attraverso un paziente lavoro di riciclo di materiali utilizzati nella vita di tutti i giorni e poi dipinte, con la tecnica a china, con immagini di storie: storie del festival, storie di montagna, storie di popoli, piccole e grandi, che con il tempo, come le bandierine, si sfilacciano e si disperdono, creandone però di nuove”.
“Il senso del manifesto, che esce un po’ dagli schemi dell’immagine iconografica della montagna triangolare – ha aggiunto l’artista Michele Tranquillini – si basa proprio sul concetto che le storie, anche le più importanti, dopo un po’ si sfilacciano, sbiadiscono, proprio come delle bandierine al vento, perdendo pezzi che, però, volando via, alimentano nuove storie. La nostra vita e quindi anche quella in montagna è un intrecciarsi di storie, dove anche gli eventi più drammatici ne sono produttori, penso per esempio ai canti di montagna dei soldati della Grande Guerra, molti dei quali erano arie musicali ottocentesche alle quali sono state aggiunte delle parole, dei racconti”.

DICHIARAZIONI

Sono davvero numerosi i film che hanno chiesto d’iscriversi al festival (oltre 470 film) superando il record dello scorso anno, con opere provenienti da tutto il mondo. “Questo andamento – ha evidenziato il presidente del Trento Film Festival, Roberto De Martin – testimonia come la rassegna rappresenti sempre più per mondo del cinema di montagna e per tutti gli appassionati delle “alte quote” un importante e imprescindibile punto di riferimento internazionale. Ma al di là dei numeri, l’aspetto forse più significativo è il consolidamento del posizionamento del festival, considerato un trampolino di lancio internazionale come poche altre manifestazioni in Italia e all’estero, così come per esempio è avvenuto per film molto meritevoli come Nini. Consolidamento testimoniato anche con gli ottimi rapporti con distributori nazionali e internazionali, film institutes e produttori esterni al circuito “mountain film”. Ma soprattutto dal favore del pubblico che, anno dopo anno, cresce di numero e in fedeltà, basti pensare che lo scorso anno, nei vari appuntamenti del festival che continuano anche dopo la rassegna principale con “Trento Film Festival 365”, hanno partecipato più di 65 mila persone, con 17 mila presenze alle proiezioni dei film, più di 28 mila a MontagnaLibri, più di 12 mila agli spettacoli, convegni e incontri letterari”.

“Il Trento Film Festival – ha evidenziato l’assessore alla Cultura del Comune di Trento, Andrea Robol – è, per la città di Trento, un vero e proprio fiore all’occhiello, esattamente come la genziana che va al vincitore. É ormai acclarato che la settima arte rappresenta – sia con i video che con i film veri e propri – una delle forme di comunicazione più potenti ed efficaci che abbiamo oggi a disposizione per diffondere messaggi e concetti. Il modo migliore per capire e far capire che abbiamo il dovere di custodire con cura il nostro bellissimo pianeta”.

“Quella di quest’anno – ha commentato il presidente generale del Cai, Umberto Martini – è un’edizione del Trento Film Festival ricca di partecipanti e di concorrenti, ma soprattutto una manifestazione che, ancora una volta, non nasce con l’obiettivo di rivolgersi solo agli “addetti ai lavori”, ma a tutti gli appassionati che vivono il mondo della montagna con amore e intensità, per creare proselitismo nei confronti di questo straordinario ambiente naturale e umano non solo in Italia, ma anche all’estero”.