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8 settembre 2010

Ambiente · Ambiente e Territorio · Blatterbach · Catinaccio-Latemar · Dolomiti · experience · Marmolada · ricerca · Val di Fassa · Ambiente e Territorio

75 SCIENZIATI IN VAL DI FASSA PER STUDIARE LA GEOLOGIA DOLOMITICA

Dolomiti e Val di Fassa al centro della ricerca scientifica. Fino al 10 settembre la valle ladina ospita settantacinque tra docenti e ricercatori universitari, provenienti da diversi Paesi d’Europa, Stati Uniti e Cina.

Marmolada, CatinaccioLatemar, Blatterbach e gli altri siti dolomitici riconosciuti dall’Unesco “Patrimonio Naturale dell’Umanità sono presentati e analizzati in occasione del convegno “Dolomites – Field trip to the World Heritage Site of the Tethyan Triassic”, nell’ambito del “7th International Triassic Field Workshop”.

L’incontro è organizzato dal professor Piero Gianolla del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, già coordinatore scientifico per la candidatura Unesco delle Dolomiti. Collaborano, all’evento di rilevanza internazionale, Marco Avanzini, del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento, Evelyn Kustatscher, del Museo di Scienze naturali di Bolzano, Paolo Mietto e Nereo Preto, del dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, Guido Roghi, del CnrIstituto di Geoscienze e Georisorse di Padova, con il patrocino della “Cordanza per l Ciadenac”, del Comun General de Fascia e dell’Apt della Val di Fassa.

Durante i giorni di permanenza, gli esperti del Triassico si recano in alcuni dei luoghi più rilevanti, dal punto di vista geologico che hanno contribuito all’ottenimento del marchio Unesco. Strategica la scelta della Val di Fassa per il convegno perché, lungo la ventina di chilometri della sua estensione, si ritrova un concentrato di fenomeni geologici unici al mondo, attualmente oggetto di studio di numerose università e materiale per diverse tesi di laurea. «L’interesse verso le Dolomiti – spiega Gianolla – è altissimo da parte della comunità scientifica e il convegno ha destato davvero molta curiosità». Una richiesta di partecipazione tanto elevata che ha costretto gli organizzatori a rifiutare una cinquantina di domande. «È complicato – dice Gianolla – portare un numero elevato di persone su sentieri d’alta montagna. I ricercatori, infatti, verranno divisi in gruppi che andranno ad analizzare, di volta in volta, le piattaforme carbonatiche, piuttosto che le rocce d’origine vulcanica».

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