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3 marzo 2016

Senza categoria · Ice Climbing · Vertical

ANGELIKA RAINER. Riflessioni a stagione conclusa.

Angelika Rainer, Rabenstein - Foto: Patrick Schwienbacher

Angelika Rainer, Rabenstein – Foto: Patrick Schwienbacher

ICE CLIMBING: A CONCLUSIONE DELLA STAGIONE DI COPPA DEL MONDO, ANGELIKA RAINER FA QUALCHE RIFLESSIONE

“Sono finite le gare per questa stagione. Per me è stata una stagione abbastanza deludente, iniziata con un fortissimo raffreddore alla gara di Bozeman dove mi sono comunque piazzata terza; anche a Ouray, Saas Fee e Rabenstein non è mai andata veramente come volevo.
Sono arrivata seconda, quarta e quinta in queste gare. Non sono sicuramente dei brutti risultati, ma non è facile gareggiare per anni sempre a massimi livelli.

Ho sempre cercato di dare il massimo, ho cercato di scalare veloce, ho preso decisioni sbagliate e ho preso rischi, come si deve fare se si punta ai primi posti, e non ha mai funzionato.
Questa è la prima stagione, dopo quella in cui ho vinto la prima gara di Coppa del Mondo nel 2008, in cui non ho vinto nessuna gara.
Mi sono preparata ed allenata per le gare per mesi e ho investito tempo e forza mentale. Poi in gara
tutto si concentra in pochi minuti di scalata, bisogna prendere decisioni entro pochi secondi e
alcuni millimetri di distanza della piccozza piazzata sulla presa possono fare la differenza tra
un primo posto, un piazzamento sul podio oppure un piazzamento più dietro. In gara è tutto o niente.

Angelika Rainer, Rabenstein - Foto: Patrick Schwienbacher

Angelika Rainer, Rabenstein – Foto: Patrick Schwienbacher

Cerchi di dare tutto te stesso, ma il risultato non dipende solo da te; ma è proprio questo che
rende le gare così affascinanti, è questo mettersi in gioco e riprovarci sempre e sempre ancora, che
mi ha colta da ormai quasi 18 anni.

Oltre le gare, quest’inverno ho avuto anche diversi progetti all’aperto, vie di DryTooling, di Misto e
vari viaggi in giro per il mondo e questi mi hanno dato delle bellissime soddisfazioni, delle quali vi racconterò a breve.”

Foto Patrick Schwienbacher for UIAA