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7 dicembre 2015

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BORGHI ALPINI. Perchè il ritorno alla montagna è possibile. Torino, 14 dicembre 2015

600px-UNCEM_Borghi_alpini_copertinaPRESENTAZIONE DEL VOLUME “BORGHI ALPINI. PERCHÉ IL RITORNO ALLA MONTAGNA È POSSIBILE”: LUNEDI 14 DICEMBRE A TORINO

Lunedì 14 dicembre a Torino, presso il Centro incontri della Regione Piemonte (corso Stati Uniti 23),  nell’ambito del convegno “Borgate montane. Il nuovo Piemonte, la nuova Montagna”, verrà presentato il libro di Uncem Borghi alpini. Perché il ritorno alla montagna è possibile”. Il volume raccoglie 70 buone pratiche di rivitalizzazione dei borghi delle Terre Alte.

Da lunedì sarà scaricabile gratuitamente in e-book dal sito www.uncem.piemonte.it e a gennaio dal sito www.borghialpini.it. In 200 pagine il testo presenta le esperienze di Comuni e professionisti che stanno lavorando al recupero. Ma anche storie di “chi è tornato” a vivere e a fare impresa nelle Terre Alte.

LE QUATTRO SEZIONI DEL LIBRO

“Borghi alpini. Perché il ritorno alla montagna è possibile” è diviso in quattro parti. La prima, il “Viaggio in otto borghi” è un percorso da compiere grazie alle schede realizzate dall’Istituto di Architettura montana del Politecnico di Torino. Si tratta di otto borgate di Comuni piemontesi sulle quali vi sono già embrionali studi di fattibilità sul recupero e sui possibili reinsediamenti, grazie a investimenti pubblici o privati. L’analisi scientifica svolta dai docenti e dai ricercatori del Politecnico si presta ad approfondimenti da compiere con gli Enti locali e con i privati proprietari degli immobili.
La seconda parte, “Storie di abbandono, recupero, ritorno” raccoglie una serie di schede su diversi borghi di Comuni alpini e appenninici del Piemonte. Dove è evidente l’impegno di Comuni e singoli cittadini nell’avviare operazioni virtuose di recupero. Alcune schede si riferiscono ad alberghi diffusi o locande che hanno ridato vita a pezzi di territorio prima marginali e abbandonati. Alcune situazioni e opportunità sono state segnalate da studenti e docenti universitari, ma anche da professionisti (in particolare architetti) che hanno scelto i borghi come luogo di lavoro e approfondimento. Ancora, si racconta in alcune schede di operazioni di recupero già effettuate e di borghi oggi sul mercato. Il filo rosso che unisce i borghi è l’impegno di persone o intere comunità per il loro rilancio. Un fattore di successo da considerare sfogliando l’intero volume.
La terza parte, “Progetti e interventi” racchiude storie di impegno di Comuni e associazioni che sul loro territorio stanno sviluppando particolari progetti di rivitalizzazione. Dal coworking agli incentivi rivolti a giovani coppie per vivere in montagna. Pillole anche su rifugi e certificazioni, progetti europei e opportunità di sviluppo che fanno bene alla montagna.
L’ultima parte, la quarta, è interamente dedicata alla misura 322 del Psr2007-2013 che ha permesso il recupero di 34 borghi con 46 milioni di euro investiti. Le schede sono un invito a scoprire direttamente quanto è stato realizzato nei “villaggi”. Altresì, dimostrano quanto debba essere forte l’impegno congiunto pubblico-privato nel proseguire il lavoro.

 

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