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13 gennaio 2016

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CARNEVALE DI SAURIS, uno dei più antichi dell'arco alpino. Sabato 6 febbraio 2016

Carnevale di Sauris. Fonte: press evento

Carnevale di Sauris. Fonte: press evento

TORNA IL 6 FEBBRAIO IN CARNIA, IL CARNEVALE DI SAURIS, TRA I PIU’ ANTICHI E CARATTERISTICI DELL’ARCO ALPINO

Ritorna tra i monti della Carnia uno dei più antichi e caratteristici Carnevali dell’arco alpino, quello di Sauris,  che si svolge da secoli secondo i medesimi rituali e quest’anno avrà il suo clou sabato 6 febbraio.

Il Carnevale di Sauris ha due protagonisti incontrastati, il Rölar e il Kheirar. Il Rölar è una figura magica e demoniaca armata di una scopa che avverte la gente che si prepari per la mascherata. Il suo nome deriva dai “rolelan”, i campanelli che porta legati attorno alla vita e agita in continuazione. Il suo volto e le sue mani sono annerite dalla fuliggine; indossa abiti rozzi ed ha la testa fasciata con un fazzoletto a frange. Con lui c’è il Kheirar, il re delle maschere che orchestra lo svolgimento della festa: il suo volto è celato da una maschera di legno, ha vesti lacere e una scopa in mano che usa per battere alle porte delle abitazioni in cui vuole entrare. Dopo aver spazzato il pavimento, introduce a turno coppie di maschere che intrecciano antiche danze al suono della fisarmonica.

IL CORTEO DI MASCHERE PER LE VIE DEL PAESE

Nel pomeriggio di sabato, le due figure percorreranno le vie di Sauris e delle sue frazioni, accompagnate da un corteo di maschere, brutte o belle: l’importante è che i partecipanti siano irriconoscibili e  abbiano il volto coperto.

Le maschere sono di legno e si rifanno a quelle antiche, di cui sono conservati bellissimi esemplari antichi al Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Tolmezzo.

LA NOTTE DELLE LANTERNE

Il carnevale culmina con la Notte delle lanterne, una suggestiva passeggiata che si svolge, all’imburnire,  fra i boschi.
Un corteo, guidato dalle maschere, parte da Sauris di Sopra al lume delle lanterne e si inoltra nel bosco alla volta di un grande falò propiziatorio innalzato in una radura, attorno al quale ci si può riscaldare con vin brulè e rifocillare con dolci, fra cui le tradizionali frittelle di Carnevale insaporite con la salvia.

La serata si conclude con piatti tipici saurani, musica, balli e con la premiazione delle migliori maschere.

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