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16 luglio 2014

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CARNIA: “FASJN LA MEDE”. A Sutrio, il 27 luglio si ritorna al passato

Carnia. Fasjn la mede. Fonte immagine: www.udine20.it

Carnia. Fasjn la mede. Fonte immagine: www.udine20.it

CARNIA: FASJN LA MEDE. RITORNO AL PASSATO

Torna anche quest’anno a Sutrio (UD), in Carnia, la tradizionale festa popolare “Fasjn la mede”, ovvero “Facciamo i covoni di fieno”, in cui si inscena l’antico rito della fienagione.

In programma domenica 27 luglio, la festa è nata per ricordare e, soprattutto, per far conoscere alle giovani generazioni e ai turisti uno dei più diffusi fra gli antichi lavori della montagna carnica, ovvero la fienagione in montagna, dalla falciatura dell’erba alla composizione di grandi covoni di fieno. Un compito che era appannaggio principalmente del mondo femminile e che verrà riproposto da gruppi di donne di Sutrio vestite con gli abiti tradizionali, affiancate da uomini e bambini, pure in costume. Una giornata all’aria aperta a 1200 metri di altitudine (dove si arriva comodamente in auto), in un clima gioioso e festoso, in cui la tradizione del lavoro del fieno si mescola alla creatività delle sculture col fieno.

Dalla mattina alle 9.30 nei prati dello Zoncolan si susseguiranno le varie fasi della fienagione: gli uomini che falciano l’erba; quindi le donne che sparpagliano il fieno e poi, a mezzogiorno, si siedono all’ombra degli alberi per rifocillarsi con la cjacule (il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto); e poi ancora le donne che raccolgono il fieno in altissimi covoni, la “mede”, appunto.

PERCORSO GASTRONOMICO-NATURALISTICO

All’ora di pranzo, negli stavoli (le tradizionali baite carniche in pietra e legno) si potranno degustare piatti tradizionali della Carnia ed ottimi dolci, in un originale percorso gastronomico-naturalistico in molteplici tappe. Così, passando da stavolo a stavolo, si assaggeranno vari tipi di cjarsòns (sorta di grossi ravioli, piatto tipico della Carnia, nella duplice versione dolce e salata, gnocs cu la scuete, (gnocchi con la ricotta), frico con polenta, selvaggina, polente e luagne (salsiccia), i classici orzo e fagioli, toc in braide, gnocchi con le susine, senza contare vari tipi di dolci, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco e un particolare the alle erbe carniche.

A fare da corollario, massaggi col fieno, mostre di piante officinali delle zone di montagna e di funghi, animazione per bambini, e anche dimostrazioni di un altro antico mestiere, quello del boscaiolo, con il taglio e trasporto del legname trainato da cavallo.

Per vivere a pieno la festa, si può alloggiare a Sutrio a Borgo Soandri, l’albergo diffuso con le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese.

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