MENU

16 dicembre 2011

Ambiente e Territorio · Experience · Insight · Mountain Tube · Patagonia · 5 R · acquisti sostenibiii · Ambiente · Common Threads Initiative · ecosostenibilità · experience · Patagonia · riciclo · Rick Ridgeway · riduzione consumi · Yvon Chouinard · Ambiente e Territorio

"COMMON THREADS INITIATIVE" Le 5 “R” del progetto Patagonia: Riduci, Ripara, Riusa, Ricicla e Reimmagina

Proprio prima di Natale, Patagonia lancia la sua Common Threads Initiative, una partnership con i propri clienti per produrre, acquistare ed utilizzare i capi in modo più sostenibile e si concentra sulle 5 “R”: RIDUCI, RIPARA, RIUSA, RICICLA E REIMMAGINA.

La prima delle 5 “R” del Common Threads su cui si focalizza è RIDUCI. Patagonia è l’unica azienda di abbigliamento a chiedere ai propri clienti di non acquistare ciò di cui non hanno bisogno, proprio come si legge nella pagina pubblicitaria pubblicata sul New York Times il 25 novembre, in quel Black Friday che segue il giorno del Ringraziamento e apre la strada allo shopping nazionale per le feste. In Italia, Patagonia ha pubblicato la pagina che trovate sul Corriere della Sera il primo sabato di Dicembre, in giorni da sempre dedicati agli acquisti natalizi.

Nel 2006 Patagonia è stata la prima azienda di abbigliamento a chiedere ai suoi clienti di RICICLARE i propri capi in Capilene®, quando è stato lanciato il Common Threads Program. Anno dopo anno,  ha esteso il suo programma ed è ora in grado di ritirare ogni prodotto usato messo sul mercato, riciclando ciò che può essere riciclato, conservando e destinando ad altro uso ciò che non può ancora essere riciclato.

Restituendo i capi usati non più indossabili, che Patagonia riciclerà e trasformerà in nuovo tessuto, i clienti sostengono la Common Threads Initiative evitando che questi prodotti finiscano nelle discariche. Ma questa “R” è il passo finale. RICICLARE infatti è quello che facciamo quando non abbiamo più altre opzioni, come riparare o riutilizzare il prodotto al fine di allungarne la vita.

Patagonia infatti, a sua volta, si impegna con la sua “R” di RIPARA, a produrre capi che durano nel tempo e a riparare velocemente qualunque cosa si rompa. La sua politica è quella di riparare i capi e rispedirli indietro entro quattro settimane, trasporto incluso, caricandosi del costo delle riparazioni per difetti di fabbrica e riparando ad un prezzo ragionevole i danni dovuti alla normale usura.

Per aiutare i clienti a rimettere in circolazione i capi usati e invitarli a mettere in pratica la terza “R” di RIUSA, Patagonia ed eBay Inc hanno unito le loro forze per offrire ai propri clienti un nuovo “spazio” di mercato per acquistare o vendere i capi usati Patagonia all’interno del sito di aste online. L’iniziativa è accessibile al momento solo per il mercato americano, ma l’azienda sta già pensando ad una partnership simile per l’Europa.

“eBay e Patagonia hanno creato questo nuovo ‘negozio’ online per incoraggiare i propri clienti a guardare nei loro armadi, prendere i loro capi Patagonia di cui non hanno più bisogno e rivenderli su Ebay per fare in modo che continuino a vivere” sottolinea Rick Ridgeway, Vice-Presidente per le Iniziative ambientaliste di Patagonia.

L’obiettivo è quello di ottenere sempre più adesioni e così realizzare la  quinta “R”, REIMMAGINA. Reimmaginare un mondo in cui prendiamo solo quello che la natura può sostituire. Ad oggi, già 8500 persone hanno  aderito all’iniziativa. L’obiettivo è di raggiungere i 50.000 all’anno.

Al momento gli esseri umani utilizzano le risorse di un pianeta e mezzo, anche se questo è l’unico mondo che abbiamo.

Il costo ambientale di ogni cosa che facciamo è impressionante. Consideriamo, ad esempio la giacca R2®, uno dei best-sellers Patagonia. Per produrla sono necessari 135 litri di acqua, sufficienti a soddisfare il fabbisogno quotidiano (3 bicchieri al giorno) di 45 persone. Il percorso di questa giacca, composta per il 60% da poliestere riciclato, dal luogo di produzione al centro di distribuzione di Reno, genera quasi 20 chili di anidride carbonica, pari a 24 volte il peso del prodotto finito, lasciandosi dietro nel suo cammino i due terzi del suo peso in rifiuti.

“La Common Threads Initiative affronta una parte significativa del problema dell’inquinamento ambientale odierno: l’impronta dei nostri prodotti sull’ambiente” spiega Yvon Chouinard, fondatore e proprietario di Patagonia. “L’iniziativa chiede ai nostri clienti innanzitutto di non acquistare ciò di cui non hanno bisogno. Nel caso in cui l’acquisto sia invece necessario, li invitiamo a comprare capi che possano durare per lungo tempo ed a ripararli quando si danneggiano, riutilizzarli o rivenderli nel momento in cui non saranno più indossabili. E alla fine, riciclare tutto quello che è davvero usurato. Siamo la prima azienda a chiedere ai nostri clienti di impegnarsi formalmente ed essere nostri partner in questo sforzo per ridurre i consumi ed evitare che i nostri prodotti finiscano nelle discariche e negli inceneritori”.

Per maggiori informazioni: Patagonia – Common Threads Initiative

Tags: , , , , , , , , , ,