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10 marzo 2012

Storie · Vino · Acidità · Ais Verona · Barbera · Barolo · Barrique · birra · Botte · Cicala · Claudio Baglioni · Conterno · Dolcetto · Domenico Clerico · Freschezza · La vita è adesso · Monforte · Nebbiolo · Pajana · Piemonte · Sommelier · Tannino

Domenico Clerico

-Dai, vieni, sarà una serata stupenda-

Si, si. Dai, dai. Vieni…
La fai facile tu.
Questa mattina mi sono alzata alle 6. Poi 600 chilometri. 3 riunioni. E 2 web conference.
Quindi il si, si per te. E’ no, no per me.

Però…
Però posso forse rimanere a casa e perdermela?
Mhh…

Allora mi scrollo di dosso la stanchezza.
Ed esco.
Perché  questa sera Domenico Clerico sarà ad Isola della Scala. Grazie all’Ais di Verona.
Mentre guido, con Claudio Baglioni e la sua La vita è adesso a manetta (eh eh, io e te sappiamo…), mi chiedo chi mai sarà Domenico.
Di lui ho letto tanto. Forse troppo. Per avere una MIA idea sulla “persona”.
Vorrei fare tabula rasa.
Così, entrando nel locale, decido di far prevalere la mia stanchezza su tutto il resto.
Perché, penso, con convinzione… cosi stanca, il cervello, più di tanto, non può lavorare.
Credo io.
Perché appena entro i miei occhi incontrano i suoi.
Occhi timidi.
Occhi perspicaci.
Perché non guardano. Ma vedono.
E, come se non bastasse, occhi che parlano.
Occhi piccoli.
Occhi che scrutano velocemente. Quasi timidamente.
Ma anche occhi che si soffermano.
Occhi che raccolgono. Occhi che si portano via qualcosa.
Ma occhi che non tolgono niente. Anzi.
Perché sono occhi che regalano. Il mondo che hanno dentro.
Occhi che dicono grazie.
Grazie?
Ok, sono molto stanca. Forse non ho capito bene.
Lui, Domenico Clerico, che dice grazie a me, Francesca Dal Bosco?
A noi, giovani sommelier?
Mhh, mhh…
Prevedo una serata difficile.
Prevedo tante emozioni.
Però, Domenico, per favore, fai attenzione. Perché ultimamente c’ho la lacrima facile.

E probabilmente Domenico farà attenzione.
Perché è piemontese. Lui.
Nato nella zona del Barolo.
A Monforte. Uno degli 11 comuni del Barolo.
Un’area che ci regala 80 produttori.
Domenico nasce, cresce e lavora qui.
In una piccola grande azienda. La sua.
Creata partendo dalla vigna.
Cercando i vigneti. Ma non vigneti qualsiasi. Vigneti con la giusta esposizione. A sud-est.
Risalgono al 1979 i suoi primi 8 filari. Sotto La Cicala di Conterno.
E’ un percorso di umiltà. Di sacrifici.
Parte con 2 vini: il Dolcetto ed il Barbera.
Poi si dedica al Nebbiolo.

L’uva delle nebbie. Con un ciclo vegetativo lungo. La prima a germogliare. E l’ultima a venire raccolta.
2000 bottiglie. Che escono nell’83. Vendute solo ed esclusivamente negli Stati Uniti.
Bisogna aspettare l’annata del 1982 per sentire parlare di Domenico in Italia.

Sono momenti segnati dalle difficoltà.
Fatti di scontri generazionali. Di visioni diverse. Spesso lontane.
Domenico deve aspettare che i genitori vadano in vacanza (con il parroco) per diradare. Di nascosto.
Sono momenti segnati anche da tentativi. E qualche volta da errori.
Domenico inizia usando le botti che arrivano dalla Germania. Botti utilizzate per la birra.
Botti recuperate. Ricomposte. Rattoppate.
Sono momenti segnati dalla ricerca. E dalla scoperta.
Domenico parte con il suo camioncino. Va in Borgogna. Per comperare le barrique. Usate.
Sono momenti segnati dal rischio.
Domenico nel 1990 acquista un altro piccolo appezzamento.
E così arriva a produrre 110.000 bottiglie.
Di Dolcetto e Barbera.
Sono momenti segnati dall’amore per la terra.
Domenico crede nella zona. Investe nel territorio. Si addomesticano a vicenda.
Sono momenti segnati dalla passione. Dalla concretezza.
Domenico lavora quotidianamente in vigna. Ha le mani sporche. E gli stivali pieni di fango.
Sono momenti segnati dalle piccole gioie.
Domenico vive e condivide con i “suoi” ragazzi.
Ai quali dice, indirettamente, pensando a loro, ma guardando noi
Che crescano. Ma che restino bambini.

Lo ammetto, Domenico mi commuove. Tre volte. In questo racconto della sua essenza.
E allora, per uscirne, è meglio se assaggio i suo prodotti.
Barolo. Fatto con Nebbiolo. Chiaramente.
Caratterizzato da tannini importanti. Che regalano longevità.
Vino non facile. Soprattutto in gioventù.
Vino freschezza. Che va pensato sul lungo. Tra 20 anni.
Iniziamo.
Pajana 2008.
Annata non calda, ma irregolare.
E’ un’anteprima. Sarà in commercio da Settembre.
Vegetale. Tannico.
Tanto gesso. Molto piemontese.
Equilibrato. Potente. Balsamico (nota data dalla qualità del legno).
Pajana 2007.
Annata abbastanza calda.
Vino più opulento. Fiori secchi. Tanta eleganza. E finezza.
Pajana 2005.
Annata simile al 2008.
Severo. Etereo. Speziato. Fruttato.
Tanta frutta nera matura. Liquirizia. Cannella. Susina.
Pajana 2003.
L’annata più calda degli ultimi 20 anni.
Molto fresco. Liquirizia. Spezie.

Che vini.
Accomunati da un’acidità bellissima.
Vini sinceri. Che arrivano direttamente. Perchè hanno delle caratteristiche nette.
Vini qualità. Una qualità che parte in vigna. Con una produzione che non supera i 50 quintali per ettaro.
Vini che raccontano.
Vini che rispecchiano chi li produce.
Domenico.
Ma anche Luciano. E Gianmatteo.
I “suoi” ragazzi.
Che mi commuovono.
Ora. Che pensavo la serata fosse finita.
Mi commuovono dicendo
Non lavoriamo per Domenico.
Lavoriamo DA Domenico. Lavoriamo CON Domenico.

Il consiglio: se volete conoscere Domenico non andate in cantina. Cercatelo in vigna.
Perché Domenico è qui che si rincuora.
Si siede e si fuma una sigaretta.
E guarda le vigne. Guarda alle vigne.
Non a quelle che ha. Ma a quelle che avrà.
E le guarda tutte. Una ad una.
Perché il vigneto e’ dato da tanti filari.
Ed ogni filare da tante vigne.
Ed ogni vigna va presa a se.
Come i piccoli accadimenti della vita.

Domenico Clerico
Località Manzoni, 67
Monforte D’alba, Cuneo
Tel. 017378171
www.domenicoclerico.it
info@domenicoclerico.com

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