NUOVI PROGETTI A DUE PASSI DAL CIELO

pubblicato da: Fausto De Stefani in progetti, Nepal, interviste, viaggi — 30 Marzo, 2009 @ 10:06 pm

Sabato scorso 23 marzo, nella sala convegni dell’Alpstation di Montura a Bassano del Grappa, ho presentato in compagnia di Roberto Mantovani la serata “Una scuola a due passi dal Cielo“.
E’ stata l’occasione anche per riparlare del viaggio in Nepal e Tibet di fine anno. La scuola si sta sviluppando bene, abbiamo avuto modo di incontrare alcuni rappresentanti della neonata Repubblica Nepalese, ma soprattutto si stanno avviando anche nuovi progetti: la realizzazione di un terzo edificio, di un poliambulatorio e di laboratori artistici…

Nuovi progetti in Nepal >   Download www.mountainblog.it/faustodestefani/audio/FDeStefani230309.mp3

Audiointervista di Andrea Bianchi

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VIAGGIO IN NEPAL

pubblicato da: Fausto De Stefani in Nepal, interviste, viaggi — 21 Novembre, 2008 @ 7:39 pm

Una delle scuole realizzate in NepalParto per il Nepal, dove rimarrò un mese per seguire da vicino il progetto delle scuole, ma anche per ritrovare un ritmo che qui - tra continui impegni, incontri, conferenze e attività con le scuole - ho ormai perso… Lo racconto in una audiointervista fatta da Andrea Bianchi in occasione del convegno “Sentieri di salute“, organizzato dalla sezione CAI-SAT di Riva del Garda e dal gruppo Sopraimille nei giorni 14-16 novembre 2008, al quale ho partecipato come relatore nella tavola rotonda. Parliamo del significato dell’andare in montagna, ma anche della ricchezza nascosta nelle favole.

Ascolta l’audiointervista >   Download www.mountainblog.it/faustodestefani/audio/FDeStefani151108.mp3

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IL MONDO VISTO DALL’ALTO…

pubblicato da: Fausto De Stefani in favole, riflessioni — 24 Ottobre, 2008 @ 4:32 pm

Una mongolfiera in volo. Fonte: WikipediaA quel tempo ero ancora un bambino.

Ricordo di aver scoperto la magia delle parole ascoltando una storia. Quelle parole potevano raggiungere qualunque luogo grazie a una voce che non somigliava a nessu’altra. La sua delicatezza proveniva da un animo abituato a dialogare con i fiori e con il cielo e invitava l’immaginazione a seguirla in viaggi meravigliosi. Quella voce apparteneva d un vecchio.

Di quei viaggi fantastici sulla sua mongolfiera immaginaria ricordo che ci raccontava “Vista dal basso la Terra è suddivisa in pezzi di proprietà. Dall’alto invece non si distinguono i confini tra un possedimento e l’altro, fra uno Stato e l’altro. Lo spazio si allarga nelle campagne, ondeggia su e giù per le colline, s’arrampica sulle vette, si disseta negli stagni e nei torrenti, si tuffa nel mare, fiorisce nei giardini e sugli alberi, s’intenerisce tra i muschi, s’indurisce nelle pietre, ansima nelle valanghe e riposa nei sedimenti, s’innamora delle primavere e si ubriaca di libertà. La sua variegata distesa occupa l’orizzonte con la forza della pace e, pur conoscendo la musica che contiene, si proibisce qualsiasi intervallo. La natura s’appiana e s’impenna proprio come accade ai nostri stati d’animo, quieti quando soffia la bonaccia e poi improvvisamente turbati quando si fa nuvolo. Le sue diversità, di forma e di colore, convivono in armonia e offrono grandi esempi agli uomini.

Da quassù riesco a vedere tantissimi bambini…che siano bianchi, gialli o neri, che vivano in un paese del nord o del sud, dell’est o dell’ovest, tutti mi salutano quando vedono la mongolfiera passare sopra le loro teste. Scoprono la meraviglia nello stesso modo…è come se le loro cose, avanzando all’inseguimento del pallone volante, fin dove la resistenza li scorta e li sostiene, cercassero sogni che s’assomigliano e s’incontrano in un punto per poterli sfiorare…”

(Questa favola è stata pubblicata sul volume “Preziosa è la terra”, Edizioni Ecostampa, a cura di Indecast - Azienda municipalizzata del Comune di Castiglione delle Stiviere)

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ALLE RADICI DELLA MONTAGNA

pubblicato da: Fausto De Stefani in riflessioni, montagna — 13 Ottobre, 2008 @ 10:32 am

Sono partito dalla pianura più piatta dove sono nato, e, per buona parte della mia vita, ho tenacemente voluto salire sulle montagne che accendevano i miei sogni.

Mille sono i motivi più o meno validi, solidi e condivisibili, che mi hanno spinto e mi spingono a seguire i sentieri che si inoltrano e si perdono negli ambienti meravigliosi che ci circondano. Ho avuto fortuna in qualche occasione e sono qui, con una straordinaria ricchezza: l’esperienza della libertà nella natura più selvaggia.

Credo che difendere l’integrità della montagna non equivalga soltanto a proteggere il paesaggio e la biodiversità, o le riserve idriche. Significa anche, se non addiritttua sopratutto difendere il senso dell’esperienza che in montagna si può vivere, se la si avvicina con animo aperto e permeabile.

La montagna affonda le sue radici nella pianura. È illusorio credere di potersi limitare alla difesa delle alte quote, dimenticandosi di tutto il resto. I frequentatori delle montagne portano con sè, fatalmente, anche in alto, i falsi miti, i condizionamenti pseudo-culturali, le abitudini, gli atteggiamenti competitivi, aggressivi, consumistici che hanno modellato le loro esistenze in pianura.

Sono molti gli alpinisti e gli escursionisti che hanno avuto il privilegio di assaporare la montagna in tutti gli aspetti più belli che poi non sanno spendere una parola, un pensiero non stereotipato sulla bellezza naturalistica della montagna e invece si dilungano in eccessive analisi tecniche dell’impresa compiuta.

Dunque è dalla pianura, cioè dalla città, con tutto ciò che essa significa, che dobbiamo la nostra opera “missionaria” e contro-culturale.

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