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22 gennaio 2013

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IL TRENO DELLE NUVOLE La Transiberiana d'Appennino

Alla stazione di Roccaraso (AQ), si combatte con le palle di neve. I proiettili bianchi rimbalzano sui fianchi del treno, qualcuno entra dai finestrini aperti e colpisce i passeggeri e i sedili. «Se fossimo su un treno svizzero ci sarebbero multe tremende», sorride Sabatino Mannello, il capotreno. Ma questo non è un viaggio, è una festa. Che saluta la rinascita della Transiberiana dell’Appennino.

Nella prima ora di viaggio, tra i colli del Molise, la nebbia avvolge il convoglio e i boschi. A Castel di Sangro, sul confine con l’Abruzzo, il cielo inizia a schiarire. Alla stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo, che con i suoi 1262,82 metri è la seconda per quota in Italia dopo il Brennero, un pallido sole illumina l’altopiano bianco. La pioggia delle ultime ore ha fatto calare il metro di neve caduto ieri. Ma il paesaggio è mozzafiato.

Questo viaggio è una festa, ma che vuol far riflettere. Alla stazione di Palena, oggi centro-visita del Parco nazionale della Majella, accoglie le quattro automotrici ALN 663, il macchinista Gennaro Palomba e i suoi 250 passeggeri una degustazione di prodotti tipici. Mozzarelle, vini, salumi e caciocavalli di aziende molisane vengono offerti sul treno, insieme alle musiche popolari del gruppo Alberi Sonori di Larino.
A Campo di Giove attende il convoglio il sindaco con tanto di fascia tricolore, perché la soppressione dei treni di linea ha reso più complicato raggiungere o lasciare il paese per pendolari e turisti. Lo stesso vale per borghi molisani come San Pietro Avellana e Carovilli.

Con le bufere di gennaio il paragone con la Transiberiana è azzeccato, nei prossimi mesi funzionerà un po’ meno. Siamo sull’Appennino, certo. Ma la linea che unisce Isernia a Sulmona, e prosegue a nord verso L’Aquila e Rieti è di gran lunga la più “alpina” d’Italia. Non sale in alto come le celebri ferrovie delle Ande, che toccano il cielo a 4781 metri con la Lima-Huancayo, in Perù. Non può competere con la Golmud-Lhasa, attuale primatista del mondo, che collega la Cina con il Tibet attraverso un valico a 5200 metri sul mare. In Europa, per quota, perde il confronto con la cremagliera dello Jungfraujöch, in Svizzera, che si arrampica a 3454 metri. E con la linea a trazione normale che unisce Tirano a Sankt Moritz, che al Passo del Bernina tocca i 2253 metri di altezza, e che fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Se si bada all’ingegneria ferroviaria, però, la linea che unisce il Molise all’Abruzzo regge il confronto con i tracciati delle Alpi e delle Ande. Inaugurata nel 1897, misura 129 chilometri, e include 103 tra ponti e viadotti, e 54 gallerie. La più lunga, ai piedi del Monte Porrara, misura 2486 metri. E permette ai treni di viaggiare anche quando la vicina strada è chiusa per il pericolo di valanghe. Da Castel di Sangro, la ferrovia Sangritana scende verso Lanciano e l’Adriatico…

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(articolo di Stefano Ardito)

Fonte:  www.ilmessaggero.it

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