Italo Zandonella Callegher
il futuro con uno sguardo al passato
ANGELO URSELLA
A 40 anni dalla morte
pubblicato da: Mountain Blog in Memorie, Personaggi, Racconti, alpinismo — 12 July, 2010 @ 3:14 pm
Mattina del 14 luglio 1970. Tempo splendido. Due alpinisti friulani, Angelo Ursella di Buia e Sergio De Infanti di Ravascletto, provincia di Udine, stanno scalando la parete nord dell’Eiger. La sera si fermano a bivaccare su un terrazzino poco sopra il “Ragno”. A mezzanotte inizia a nevicare e continuerà per tutto il giorno seguente, mercoledì 15.
A metà pomeriggio di giovedì 16 ripartono; non possono più attendere, sono senza viveri e il tempo si è un po’ quietato. A poca distanza dal nevaio sommitale, Angelo cade e si incastra fatalmente in una fessura. Racconta De Infanti: «È quasi buio; la bufera ha ripreso con intensità ed io non ce la faccio più a tirare la corda. Angelo mi urla di mandargli il sacco da bivacco ed io lo faccio. Tutto ad un tratto mi guardo le mani e vedo una roba gialla mista a sangue che me le ricopre. Come se mi risvegliassi da un incubo, capisco la situazione. Angelo non risalirà più da quella fessura. Con la forza che aveva, anche con il bacino rotto, sarebbe riuscito a tirarsi su con le mani. Invece l’avevo tirato io, solo per pochi metri.» continua »
LA DIRETTISSIMA
pubblicato da: Mountain Blog in Memorie, Personaggi, Racconti, alpinismo, avventura — 9 June, 2010 @ 7:51 am
La mia apparente serenità non tragga in inganno. Ho sofferto molto per la morte in montagna di alcuni amici alpinisti. Una decina, finora e spero proprio che le tristi sfilate dei funerali siano finite.
Un giorno i quattro alpinisti Zandonella (i fratelli Giuliano e Mario, primi cugini di Italo e Beppe, altra copia di fratelli) decidono di tentare l’apertura di una via sulla parete est di Punta Rivetti nel gruppo del Popèra, via che presentava tutti i crismi di una direttissima. La parete era (ed è) spettacolare, la giornata bellissima, calda, positiva. Di negativo ci fu solo il fatto che Mario, all’ultimo momento, informò di non poter partecipare perché impegnato con il lavoro. Faceva il meccanico di auto a Cortina. Ma ormai la macchina era psicologicamente e fisicamente ben oliata e gli altri tre partirono lo stesso. continua »
L’ALPINISTA DEI DINOSAURI
pubblicato da: Mountain Blog in Libri, Memorie, Personaggi, alpinismo, avventura — 6 May, 2010 @ 1:34 pm
La lunga e straordinaria avventura umana di Cino Boccazzi, alpinista accademico degli anni d’oro, medico, giornalista, inviato speciale, scrittore, esploratore, uomo di grande cultura e altro ancora, si è conclusa nel 2009 all’età di 93 anni.
Nato ad Aosta nel 1916, Cino si sposta a Treviso dove praticherà con grande competenza e serietà la professione di medico urologo. Nel 1937 scopre il canottaggio e si cimenta ai Littoriali con l’armo di Jelmoni, Moschini e Smaghi. Nel 1940, appena ventiquattrenne, presentato da celebri “padrini” alpinisti del calibro di Aldo Bonacossa, Attilio Tissi e Raffaele Carlesso, viene ammesso nel Club Alpino Accademico Italiano con alle spalle un’ importante serie di arrampicate e di esplorazioni alpinistiche, specie nel Gruppo del Popèra e in generale nelle Dolomiti dove aveva iniziato la carriera in cordata con continua »
LA VALANGA DI NÉMES
pubblicato da: Italo Zandonella Callegher in Memorie, alpinismo, avventura — 8 April, 2010 @ 12:31 pm
Gli infausti eventi di quest’inverno balordo portano alla mente un fatto che mi capitò anni orsono e che poteva finire in malo modo. Lo racconto per spezzare una lancia a favore degli sci alpinisti, una categoria che, mai come in questo periodo, è stata considerata dalla stampa ignorante (nel senso che ignora la realtà mentre è prodiga di sentenze) come una banda di egoisti a caccia di suicidi. Nulla di più sbagliato.
Ci sono, è vero, delle persone che girano con la testa per aria, ma la maggior parte di chi fa sci alpinismo (intendo dire: quello “serio”), non ignora le regole, sa cosa si può e cosa non si può fare, conosce alla perfezione i rischi a cui va incontro e cerca in ogni modo di evitarli. In tanti anni di frequentazione della montagna – in roccia, su ghiaccio, su neve, d’estate, d’inverno, in spedizioni alpinistiche, in round d’alta quota in Himalaya, Tibet, Siberia, Africa, ecc. – non ho mai conosciuto un solo candidato suicida. Non erano tali neppure quei russi che ho visto scalare una parete da brivido negli Altaj giocando a nascondino con le valanghe. continua »
ROUND DEL DHAULAGIRI
pubblicato da: Italo Zandonella Callegher in Memorie, Racconti — 23 March, 2010 @ 1:10 pm
Dopo i due contributi precedenti, entrambi usciti su Mountainblog, dedicati alla conoscenza di quello che è probabilmente il più grande e remunerativo trekking nepalese, chiudiamo il ciclo dedicato al Dhaulagiri. Questo round, per dirla con gli inglesi, ha sempre destato grande interesse, ma anche parecchie perplessità dovute alle scarse e imprecise notizie in merito alla percorrenza e alle effettive difficoltà che si incontrano sul “terreno di gioco”.
Spero di essere riuscito a dare un’idea precisa in merito alla “circumnavigazione” dello stupendo colosso himalayano alto 8167 m, ottavo in ordine di altezza dei 14 ottomila, salito la prima volta esattamente 50 anni or sono da Kurt Diemberger con cinque compagni. Era il 13 maggio del 1960. Queste tre “puntate” vogliono anche essere un omaggio al grande Kurt che, con un criterio del tutto personale – senza offesa e senza sminuire le capacità degli altri -, considero il più caro e il più “umano” dei “quattordicimilisti”.
1° giorno: Partenza dall’Italia
2° giorno: Arrivo a Kathmandu, 1340 m, capitale del Nepal.
3° giorno: Giorno libero per la visita di Kathmandu.
4° giorno: In auto o bus da Kathmandu a Beni; ore 8,30 per un viaggio tranquillo attraverso le colline nepalesi. Nell’ultimo tratto prima di Beni la strada è sterrata e mal ridotta.
5° giorno: Da Beni, grosso centro un po’ caotico sorto all’incontro di due grossi fiumi, il Khali Gandaki e il Myagdi Khola, inizia il trekking vero e proprio che porta a Babiyachaur (o Babychor 950 m) in 5 ore di facile cammino fra risaie, paesaggi quanto mai bucolici, lindi villaggi distesi lungo il fiume Myagdi Khola. Pernottamento in tenda (sarà sempre così, tranne nella discesa lungo la Khali Gandaki). continua »
KHALI GANDAKI, ADDIO
pubblicato da: Italo Zandonella Callegher in Memorie, Racconti — 8 March, 2010 @ 4:15 pm
Marpha è un bellissimo paese adagiato in quota nell’unico tratto pianeggiante della immensa valle della Khali Gandaki. Una valle famosa perché rappresenta uno dei solchi più profondi della terra e si incastra fra il Dhaulagiri e l’Annapurna, giganti di oltre 8000 metri. Le viuzze del villaggio sono lastricate e l’acqua di un torrententello corre sotto le piastre regolari mantenendo il luogo lindo e caratteristico. Fermarsi qui per un po’ è quanto mai piacevole, specie a novembre quando la stagione offre i suoi gustosissimi frutti: piccoli mandarini dolci e ben maturi, nonostante la quota sfiori i 2700 metri. Alto sul colle fa bella mostra di sé un bellissimo monastero buddista che subito diventa meta di una mistica e piacevole visita.Ero già stato qui nel 1998 quando tutto sembrava ancora vergine o quasi. Allora scendevo la valle provenendo dall’alto Thorong La, il passo che divide l’Annapurna dal Dhaulagiri, cioè la Kali Gandaki dalla Marsyangdi Kola, con la mente immersa nei racconti dell’orientalista Giuseppe Tucci (1894-1984), il più grande esploratore italiano dell’Asia e portavoce di Mussolini in Giappone. Ma ricordavo anche il bel libro di Olga Ammann e Giulia Barletta con gli interessanti studi sulla “terra degli dei” (1982), nonché antesignane dell’italica voglia di fare trekking.
continua »
ATTORNO AL DHAULAGIRI, GIGANTE HIMALAYANO
pubblicato da: Italo Zandonella Callegher in Racconti, alpinismo, avventura — 2 February, 2010 @ 12:48 pm
Molti amici mi chiedono di parlare delle stupende esperienze himalayane riferite, in specie, ai lunghi giri d’alta quota attorno agli Ottomila. Mentre raggiungere la cima di queste colossali montagne è da pochi, girarci attorno, raggiungendo in alcuni casi i 5500 metri e oltre, è possibile per molti. Basta essere muniti di un sano spirito d’avventura, di un discreto bagaglio tecnico, di buona conoscenza della montagna oltre, naturalmente, a possedere una buona salute e un ottimo allenamento alle fatiche, ai disagi, ai sacrifici.
Accolgo con piacere l’opportunità che mi viene suggerita e inizio dall’ultimo giro in ordine di percorrenza: quello effettuato attorno al Dhaulagiri, 8165 metri, in Nepal.
Non mi soffermo a raccontare le caratteristiche di Khatmandu e dintorni, o il sistema di vita del popolo nepalese o la capacità delle guide sherpa e dei portatori, o altre cose che libri, film e televisione ci hanno già propinato a sufficienza, ma passo subito “all’azione”, per tappe. continua »
UN PERSONAGGIO DIMENTICATO
pubblicato da: Italo Zandonella Callegher in Libri, Memorie, Personaggi — 11 January, 2010 @ 5:01 pm
Un alpinista, considerato fra i maggiori del mondo, a una precisa domanda sulle vicende alpinistiche di Severino Casara, rispose seccato che lui si occupa solo di grandi uomini e non di “mezze figure”. Di fronte alla maestà e alla signorilità di una simile dichiarazione non possiamo che prendere atto e giudicare la battuta come un ennesimo gesto di impudente egocentrismo.
La “mezza figura” di cui vogliamo parlare è proprio lui, Severino Casara, nato a Vicenza il 26 aprile 1903.
La sua è una famiglia numerosa: padre, madre e otto figli, quattro maschi e quattro femmine, dentro un ambiente sereno e religioso, nel quale trova posto la carità ai deboli e agli emarginati. continua »
PREMIO “ALPINI SEMPRE”
pubblicato da: Italo Zandonella Callegher in Libri, Racconti — 22 December, 2009 @ 3:37 pm
Dico quanto segue non per cercare inutili aspersioni di incenso, ma perché penso sinceramente di fare cosa gradita a coloro che hanno letto il libro La valanga di Selvapiana, che hanno espresso il proprio apprezzamento e che seguono i miei scritti anche attraverso questo blog.
La valanga, dunque, ha recentemente avuto un altro riconoscimento: il Premio Nazionale di narrativa “Alpini sempre”, VII edizione, promosso dal gruppo Alpini di Ponzone, Sezione di Acqui Terme.
A consegnare il premio, in una cornice di festa alpina di grande coinvolgimento, sono stati il Presidente Nazionale dell’ANA Corrado Perona e il giornalista televisivo Franco Piccinelli Presidente della Giuria (composta, oltre che da Piccinelli, da Sergio Arditi, Bruno Chiodo, Giuseppe Corrado, Andrea Mignone, Carlo Prosperi, Roberto Vela, Arturo Vercellino). continua »
ANTONIO BERTI: DALLA MONTAGNA ALLA POESIA E RITORNO
pubblicato da: Italo Zandonella Callegher in Libri, Memorie, Personaggi — 6 December, 2009 @ 8:02 am
Il 5 dicembre scorso si è tenuto a Padova il Convegno “Antonio Berti, ieri e oggi”. Ecco la mia relazione.
Dino Buzzati, in uno scritto apparso sul volume dedicato ai cento anni del Cai scriveva: “Quante volte ho consumato le serate sulla guida del Berti fino a tarda ora, scalando con la fantasia decine e decine delle più celebri crode … La prosa del Berti riusciva anche nelle descrizioni tecniche a far vivere le cime come personaggi delle favole, mi trasportava su per le celebri e temute pareti, e l’illusione in certi momenti era tale che per paura di quegli abissi spaventosi mi veniva meno il fiato. Il castellano dei monti era un grande poeta, ma non lo sapeva”.
Io non ho conosciuto fisicamente Antonio Berti, non l’ho neppure mai visto, ciononostante è stata una di quelle figure “seminatrici di passione” che hanno maggiormente contribuito a forgiare la mia vita alpinistica, e non solo, attraverso le sue opere. continua »
