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20 ottobre 2015

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LA DANZA DEL CAMOSCIO nelle Terre dell'Orso

Camoscio alpino. Fonte: Associazione Uomo e Territorio Pro Natura

Camoscio alpino. Fonte: Associazione Uomo e Territorio Pro Natura

LA DANZA DEL CAMOSCIO. DA FINE NOVEMBRE, NEL PARCO DELL’ADAMELLO, IN SCENA UNO SPETTACOLO STRAORDINARIO: PROTAGONISTA IL CAMOSCIO ALPINO

Tipico abitante dell’orizzonte montano alpino e subalpino, il camoscio frequenta aree forestali di conifere e latifoglie, ricche di sottobosco e intervallate da pareti rocciose scoscese.

Negli ultimi mesi dell’anno, nella stagione degli amori, quando le femmine di camoscio alpino entrano in estro, è possibile assistere agli affascinanti rituali di corteggiamento della specie che consistono in spettacolari inseguimenti tra maschi su roccia o su neve che possono terminare in scontri tra rivali.

In questo periodo, le prime nevicate e le prime gelate in quota sembrano eccitare i giovani camosci che si esibiscono in vere e proprie danze, salti sul posto, scivolate sui versanti e corse mozzafiato sulle pareti ghiacciate.

I maschi, distratti nel corso dei lunghi inseguimenti, arrivano inavvertitamente anche a breve distanza dagli osservatori che possono così osservarli da vicino in tutta la loro potenza e bellezza.

Nel Parco dell’Adamello il camoscio è l’ungulato meno raro, in una provincia – quella di Brescia – caratterizzata dalla più bassa densità della specie su scala alpina (Fonte: ISPRA) e più in generale dalla peggiore situazione faunistica su scala regionale ed alpina a causa del frequente bracconaggio. La popolazione adamellina, che svolge dunque un ruolo fondamentale per la conservazione della biodiversità nel settore alpino e prealpino orientale della Lombardia, nel 2005 contava 240 soggetti, ancora molto pochi rispetto ai 2.400 che costituiscono la consistenza obiettivo secondo uno studio commissionato dall’Ente Parco Adamello.

Uomo e Territorio Pro Natura vi invita a visitare questo straordinario territorio – già primo sito italiano inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, per osservare questo spettacolo con due mete facilmente raggiungibili anche da parte di famiglie con bambini: la Val Salarno di Saviore dell’Adamello (BS) e la Conca del Volano di Cimbergo (BS).

LE VALLI IN CUI OSSERVARE IL CAMOSCIO ALPINO

La Val Salarno di Saviore dell’Adamello è una valle meravigliosa – che da sempre costituisce uno degli accessi meno impegnativi (in ogni caso alpinistico) e più frequentati al ghiacciaio e dunque alla vetta dell’Adamello (3.539 m s.l.m.).

La Val Salarno, insieme alla Val Malga, costituisce anche una delle aree chiave per la tutela dello Stambecco nel Parco dell’Adamello. Percorrendo la Val Salarno è possibile osservare anche aquile reali, galli forcelli, coturnici, pernici bianche,ermellini e talvolta è stata rilevata la presenza di giovani orsi bruni in fase erratica.

Come arrivare: Da Saviore dell’Adamello seguire le indicazioni per la frazione Fabrezza/Val Salarno, prendendo una strada che sale a sinistra in prossimità di un parcheggio che si affaccia sulla valle di Saviore. Dopo una vicina curva a destra (attenzione alla segnaletica stradale) seguire la stretta strada che conduce a Fabrezza dove è necessario lasciare l’auto.

Punto di partenza: Località Fabrezza di Saviore dell’Adamello (1.458 m s.l.m.).

Segnavia e tempi di percorrenza: Segnavia CAI n. 14 – 2 ore e 30′ (Fabrezza/Lago Salarno 1 ora e 45′ Lago Salarno/Rifugio Prudenzini 45′) – dislivello 780 metri.

Difficoltà: Escursionistico (Fabrezza – Rifugio Prudenzini).

La Conca del Volano di Cimbergo. Chiamate anche conche gemelle, la conca della Zumella e la conca del Volano sono interamente comprese nell’area del Programma Territoriale Nelle Terre dell’Orso.

Qui, presso la Malga Zumella, il 21 maggio 1996 e poi il 9 maggio 1997 sono stati effettuati due rilasci di stambecchi (6 e 5 animali rispettivamente) al fine di riportare la specie nel settore centrale del Parco dell’Adamello.

Come arrivare: Dal fondovalle camuno seguire le indicazioni stradali per Paspardo. Appena prima di entrare nell’abitato sulla vostra sinistra troverete un ampio parcheggio nel quale vi consigliamo di lasciare l’automobile.

Punto di partenza: Abitato di Paspardo (978 m s.l.m.).

Segnavia e tempi di percorrenza: Segnavia CAI n. 22 e n. 117 (Paspardo/Rifugio Colombè) – dislivello 722 metri in 2 ore scarse. Segnavia CAI n.78a fino al Rifugio De Marie al Volano (230 m di dislivello in due ore circa). Segnavia n. 16 per scendere dal Volano fino a raggiungere la strada asfaltata che riporta a Paspardo (circa 1 ora e 30′). Il Bivacco di Paspardo è raggiungibile seguendo il segnavia n. 117 che porta alla Cima delle Basse (2.451 m s.l.m., verso il Lago d’Arno) mentre il Bivacco Macherio seguendo il n. 16 in direzione opposta a quella che conduce al Rifugio De Marie.

Difficoltà: Turistico/Escursionistico (Abitato di Paspardo/Rifugio Colombè/Rifugio De Marie/Abitato di Paspardo).

Per ulteriori informazioni

 

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