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9 febbraio 2015

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L'ALPINISTA. Incontro con "Gustin". Torino, 12 febbraio 2015

"Gustin" sulle cascate. Fonte: vichingodellealpidoc.wordpress.com

“Gustin” sulle cascate. Fonte: vichingodellealpidoc.wordpress.com

L’ALPINISTA. ALLA LIBRERIA LA MONTAGNA DI TORINO, INCONTRO CON “GUSTIN” E I REGISTI DEL DOCUMENTARIO

Giovedì 12 febbraio, alla Libreria La Montagna di Torino (via Sacchi 28 bis), incontro con i registi del documentario “L’Alpinista”. Alle ore 18,30 Giacomo Piumatti e Fabio Mancari saranno in libreria con il protagonista, “Gustin”, Agostino Gazzera.

Nell’occasione, saranno proiettati alcuni estratti del film.

A seguire, aperitivo offerto da Slow Food Torino.

Ingresso libero

IL PROTAGONISTA

253px-alpinista-dvd-locandinaAgostino Gazzera, detto “Gustin”, negli anni 50′ è un operaio della Fiat, figlio di quel proletariato italiano uscito malconcio dalla seconda guerra mondiale ma pieno di speranze per il futuro.

“Gustin” però non è solo un operaio, è anche un sognatore, un ragazzo curioso che non si accontenta del turno in fabbrica ma che vuole scoprire luoghi mitici e affascinati. In una Torino “fabbrichizzata” il giovane “Gustin”, tra il turno di lavoro in fonderia e quello nella seconda officina dove arrotondava lo stipendio, s’immagina a percorrere le vie di montagna aperte da alpinisti leggendari come Cassin, Boccalatte e Gervasutti. Nonostante il poco tempo a disposizione, egli, con quella determinazione tipica della sua generazione, inforca una bicicletta vecchia e arruginita per raggiungere quelle vallate che ha solo sempre visto da Torino attraverso i finestroni della Fiat

In un primo momento “Gustin” si limita a seguire la gente che va verso i rifugi poi quando la curiosità si fa sentire sempre di più, decide di iniziare a salire le vie delle palestre di roccia torinesi con un cordone di canapa e qualche chiodo fatto in casa. La curiosità lo spinge sempre più in alto facendogli vivere esperienze mitiche tra le vette cunesi e i quattromila valdostani.

“Gustin” le ha conquistate tutte, le sue vette, dal Monviso al Cervino fino “all’università dell’ alpinismo”, il Monte Bianco, senza mai dimenticarsi del mondo difficile da cui arrivava. Questa è la storia di un alpinista operaio e del suo rapporto con la montagna, mondo selvaggio e affascinante che non fa sconti a nessuno. (fonte: vichingodellealpidoc.wordpress.com/

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