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4 ottobre 2011

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LE DOLOMITI FRIULANE SOTTO “ISPEZIONE” Patrimonio dell'Unesco

Puntuale come un orologio svizzero, Mr Greame Worboys è arrivato stamane alla sede del parco Dolomiti Friulane, a Cimolais. L’ispettore australiano è, in questi giorni, in visita nelle zone proclamate patrimonio dell’Unesco: l’altro ieri a Belluno, ieri tra Cimolais ed Erto e Casso, per proseguire fino all’8 ottobre quando Cortina ospiterà una sorta di sintesi e confronto tecnico di fine tournee.

E questa mattina, a Cimolais, ad attendere Worboys c’era una fitta delegazione composta dal presidente della Fondazione Dolomiti Unesco Alberto Vettoretto, gli assessori competenti per le Province di Pordenone e Udine, Giuseppe Verdichizzi e Luca Marcuzzo, i sindaci di Cimolais ed Erto e Casso, Rita Bressa e Luciano Pezzin, il consigliere regionale Giuseppe Bressa, il direttore del Parco Dolomiti Friulane Graziano Danelin, il dirigente provinciale Sergio Bergnach e una fitta schiera di tecnici e “addetti ai lavori” con il compito di illustrare le aree protette e le modalità di intervento per promuovere e tutelare la zona.

Da quando, infatti, poco più di 2 anni fa, le Dolomiti Friulane sono divenute patrimonio dell’umanità, si sono succedute una serie di iniziative che ricalcano in tutto e per tutto il percorso che ogni bene Unesco deve fare per ricevere e mantenere il suo prestigioso “blasone”.
Abbiamo la fortuna di possedere un meraviglioso dono naturale – ha detto Verdichizzi un territorio che è un vero e proprio regalo fattoci dalla natura. Ma, contrariamente a quanto vale per Belluno, le nostre montagne non sono sulla soglia di casa. Perciò i nostri sforzi sono rivolti ad accorciare le distanze e a valorizzare questo bene unico. Abbiamo coinvolto l’associazionismo, gli enti locali e quelli di settore, con l’obiettivo di promuovere la zona montana senza però stravolgerne le caratteristiche peculiari”.

E, per mostrare al meglio le potenzialità del luogo, la delegazione di accoglienza ha accompagnato Worboys per tutta la giornata, tra visite al parco Dolomiti Friulane, al campanile di Val Montanaia, alla Val Postegae, ma anche alla diga del Vajont, territorio non compreso nei confini Unesco ma certamente importante per la nostra storia locale, e, per finire, al centro visita di Erto e Casso per la presentazione della struttura delle reti funzionali (ovvero, dei piani e delle modalità di coordinamento tra le varie zone).

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