Marco Olmo

"il corridore"

Un articolo su di me

pubblicato da: Marco Olmo - 11 novembre, 2011 @ 7:59 am

La Biblioteca civica di Cuneo pubblica ogni anno un volume che si intitola Rendiconti. E’ un annuario della vita culturale, sportiva, sociale della città e delle sue zone limitrofe. Quest’anno è stato dedicato uno spazio anche a me: in anteprima propongo nel blog ciò che è stato scritto. L’autore è Davide Rossi, la foto è di Dino Bonelli.
La presentazione del libro avverrà domenica 20 alle ore 10,30 a Cuneo, nell’ambito del festival letterario scrittorincittà. A proposito, purtroppo per un impegno imprevisto non potrò prendere parte a quella manifestazione, nonostante quanto anticipato.
Alla prossima!

Se fosse una squadra di calcio sarebbe l’Islanda che vince i mondiali battendo con un secco 2-0 il Brasile; se fosse un tennista sarebbe una wildcard che vince Wimbledon eliminando in tre set Djokovic o Nadal. Invece è “solo” un ultramaratoneta e ha vinto per due volte la più importante gara di quella disciplina alle soglie dei 60 anni, correndo contro atleti che avrebbero potuto essere i suoi figli.

è Marco Olmo, maratoneta albese di nascita ma trapiantato a Robilante, che ha fatto della corsa in montagna la sua professione dopo una vita trascorsa tra lavori faticosi, come il boscaiolo, l’autista di TIR e il movimentatore di carichi nelle cave della Buzzi Unicem.

La sua è una delle storie sportive più interessanti, incredibili ed emozionanti che possa capitare d’incontrare: mentre in Italia – come vuole il vecchio detto latino “nemo propheta in patria” – è ancora un personaggio poco conosciuto, nel resto del mondo, e in Francia soprattutto, è un vero mito vivente.

Non potrebbe essere diversamente, visti suoi straordinari risultati sportivi: dal 1996 – quando aveva quarantotto anni – ad oggi ha ottenuto tre podii alla Marathon des Sables, tre primi posti alla Desert Marathon, ha vinto sei Raid Cro-Magnon e quattro Desert Cup consecutive diventando uno degli specialisti di quelle gare che gli esperti chiamano ultratrail e che, con le loro tappe da 50 e più km, fanno apparire le maratone dei semplici allenamenti o poco più.

Nel 2005, a 57 anni, ha corso per la prima volta l’Ultra Trail del Monte Bianco: la chiamano “la corsa di tutti i superlativi” e sul loro materiale promozionale scrivono che è la gara “che ogni corridore di trail sogna di finire, almeno una volta in vita sua”. Finirla significa tagliarne il traguardo: una cosa non scontata, quando il percorso è di 166km, con 9500m di dislivello positivo da correre consecutivamente, senza tappe. Marco non solo l’ha finita, ma è arrivato terzo. Avrebbe potuto essere già un ottimo risultato, ma non sarebbe stato un risultato da ricordare: così l’anno successivo Marco è tornato e quella gara l’ha vinta, contro ogni pronostico. Questo sarebbe stato un risultato da ricordare, ma non sarebbe diventata leggenda: così l’anno successivo ancora, il 2007, Marco è tornato per difendere il titolo conquistato l‘anno prima. Avevano scritto che erano mancati tutti i migliori, nell’edizione precedente, e per questo aveva vinto un outsider sconosciuto. Anche con tutti gli atleti più accreditati schierati alla partenza, Marco ha vinto per la seconda volta consecutiva il campionato del mondo delle ultramaratone: da quel momento per lui è iniziata la celebrità a livello mondiale.

Così, oltre ai primati sportivi si sono aggiunti anche quelli del nuovo mondo virtuale di Internet: Marco ha raggiunto e superato i 5000 amici su Facebook, la prova moderna dell’interesse suscitato nei confronti del pubblico. A ulteriore riprova di ciò stanno il libro e il film che gli sono stati dedicati: Correre è un po’ come volare, di Franco Faggiani e Il corridore, di Paolo Casalis e Stefano Scarafia sono testimonianze emozionanti di ciò che è l’universo di Marco Olmo. Un universo composto in grande parte da altri atleti o amatori della corsa, ma che riserva la sorpresa di contenere al suo interno anche chi con la corsa e lo sport in generale ha poco a che spartire ma che vede in lui un esempio a livello più ampio.

In quest’anno ho avuto modo di frequentarlo e di seguirne alcune delle sue attività sportive: cercavo l’atleta e ho scoperto l’uomo. Ho capito che Marco non ha avuto una vita facile: lui stesso si è definito spesso un vinto, ha detto che corre per rivincita, per vendetta nei confronti di una vita che non gli ha dato molto. Eppure, a guardarlo in faccia, questa cattiveria che emerge delle parole non si nota per niente. Si notano invece gli occhi sinceri di un uomo onesto, il sorriso schietto di un montanaro che ha avuto sì una vita difficile ma l’ha affrontata sempre a testa alta. Ma se davvero è così, se davvero ha corso per vendetta, allora la sua rivincita Marco l’ha avuta, con i risultati ottenuti ma soprattutto con l’ammirazione sconfinata che il pubblico gli concede, conquistato certamente dai risultati ma capace anche di andare oltre e di percepire la persona che sta dietro al professionista. Solo uno come lui, ad esempio, avrebbe potuto dire, alla vigilia di una gara organizzata su un sentiero usato una volta da minatori che scavavano la montagna per estrarne metallo, “in questa gara mi sentirò più minatore che atleta”, ricordando il suo passato in cava.

Marco è così, con la sua semplicità e la sua schiettezza che lo rendono un personaggio immediatamente vicino al prossimo, mai sostenuto. E così non esiste sportivo che fa della corsa la sua attività che non ne abbia sentito parlare o che non abbia avuto il sogno di correre con lui o contro di lui, ma solo contro il cronometro, mai contro la persona.

E poi, si dice spesso che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna: è così anche in questo caso, perché Marco è seguito passo dopo passo, spronato, aiutato ad andare avanti nella sua attività faticosa dalla moglie Renata: donna che ne ha condiviso, si potrebbe dire bonariamente sopportato e talvolta incentivato, le passioni, le scelte e tutto ciò che esse comportano, difficoltà comprese.

La domanda che spesso mi sono posto, in questi mesi, è dove voglia ancora arrivare questo atleta, dove colga le motivazioni chi come lui ha corso e vinto così tanto: poi Marco mi ha detto che la corsa è un po’ come una medicina, una specie di arte marziale da continuare a praticare anche indipendentemente dai risultati e allora ho capito che non corre per cercare vendette o rivincite: semplicemente lui corre perché è così che sta bene. Non si è fermato neppure quest’estate, pur avendo una costola rotta, e non è un caso che poche settimane fa abbia corso una gara proprio il giorno del suo compleanno: ha detto che preferiva spegnere chilometri piuttosto che candeline…

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Una corsa vicino a casa

pubblicato da: Marco Olmo - 4 novembre, 2011 @ 7:58 am


Domenica sarò al via della seconda edizione dell’Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo Bianco d’Alba.

Come dice il nome, si corre nei territori che producono due delle eccellenze enogastronomiche della provincia di Cuneo, e più precisamente delle Langhe: il Barbaresco, nobile vino che nasce dal vitigno Nebbiolo, e il tartufo bianco d’Alba che proprio in questi giorni vive nel capoluogo delle Langhe, Alba appunto, le battute finali della sua fiera annuale. La corsa è un modo per attraversare i quattro comuni in cui si produce il Barbaresco, percorrendo uno scenario bello paesaggisticamente e interessante anche per i richiami letterari che se ne possono trarre: proprio in queste zone lo scrittore Beppe Fenoglio ha ambientato alcuni dei suoi romanzi e racconti. Da notare che la corsa si svilupperà su tratti collinari, con un dislivello interessante e con passaggi su sterrato e lungo le vigne. Per me sarà anche una corsa speciale visto che sono nato proprio ad Alba.

Ci saranno tre diversi percorsi, due agonistici e uno non competitivo. I primi due si svolgeranno sulle distanze classiche della maratona, 42km e 195m, e della mezza; il terzo sarà una camminata di 10km con degustazione di Barbaresco. Insomma, una gara adatta per tutte le tipologie di atleti!

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Anticipazioni

pubblicato da: Marco Olmo - 12 ottobre, 2011 @ 7:18 am

Manca ancora più di un mese al suo inizio, ma vi segnalo che sarò ospite alla prossima edizione di Scrittorincittà, festival letterario che Cuneo organizza da ormai tredici anni. Per una volta, non dovrò correre ma stare seduto su una poltrona a rispondere alle domande di chi mi intervisterà e, spero, anche del pubblico presente in sala. Poiché vivo a pochi km di distanza dalla sede della manifestazione per me sarà un vero onore partecipare a questo evento.
Ecco in anteprima il tema dell’appuntamento, che si svolgerà domenica 20 novembre alle 18,30.

In montagna, lentamente e di corsa
Ci si muove dal basso verso l’alto, lungo una linea verticale, e di colpo si materializza lontana la linea dell’orizzonte. Chi conosce la montagna sa che quando questo accade allora la fatica dell’ascesa trova un senso, lo stupore si rinnova e quella che potrebbe apparire soltanto come un’esperienza fisica si trasforma improvvisamente in un’invenzione di senso. In Alpi segrete (Laterza 2011) Marco Albino Ferrari ci accompagna attraverso un itinerario che va oltre le montagne da cartolina per concentrarsi su quello straordinario “mare alpino”, in gran parte sconosciuto, nel quale è ancora possibile fare esperienza dell’epica della scoperta; Marco Olmo, a sessantatre anni compiuti, è uno dei più grandi specialisti delle corse estreme, vincitore di numerosi ultratrail e Campione del Mondo cinque anni fa nella gara di resistenza più importante e dura del mondo, l’Ultra Trail del Monte Bianco: 167 chilometri attraverso Italia Francia e Svizzera. Un incontro per pensare e sentire quell’orizzonte verticale che solo la montagna sa regalare. Modera Mario Cordero.

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Spegnere i km al posto delle candeline

pubblicato da: Marco Olmo - 5 ottobre, 2011 @ 10:39 am

Sabato 8 ottobre sarò ospite al Magredi Mountain trail, gara di cui Mountainblog ha già dato notizia qualche settimana fa qui. Nel weekend ci saranno tre gare su tre differenti distanze, dalla “breve” 25km all’impegnativa 100miglia con 6.000m di dislivello positivo. Io sarò al via della gara intermedia, 60km (ma leggete la sorpresa un po’ più un basso…) con dislivello in salita di 2.000m. La bellezza della gara sta nel suo paesaggio e nei panorami che si vedono: a partire dalla distesa dei Magredi, zona in provincia di Pordenone a protezione speciale per l’avifauna, si toccano poi le Dolomiti Friulane, passando per suggestivi borghi.

Da non dimenticare il fatto che la MMT100MILE, la gara da 100 miglia è l’unica ultratrail italiana ad assegnare a tutti coloro che la completeranno 4 punti per la qualifica all’UTMB 2012; la 60km ne assegna invece uno.

Arrivederci a sabato: sarà il mio compleanno! Lo festeggerò alla mia maniera e al posto delle candeline “spegnerò” i km. Saranno proprio 63 e qualche metro, in effetti: l’hanno chiamata 60km ma ce ne sono 3 in più per farmene percorrere proprio uno per anno!

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Alcune foto dall’Islanda

pubblicato da: Marco Olmo - 31 agosto, 2011 @ 2:57 pm

Dall’edizione 2010 della Run Iceland.

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Agosto sfortunato, si riparte da settembre

pubblicato da: Marco Olmo - 31 agosto, 2011 @ 2:52 pm

Nell’agosto che si sta per concludere sono stato piuttosto sfortunato… Infatti durante un banale allenamento, il 5 mi sono procurato la frattura di una costola e ho dovuto riposarmi più di quanto non avrei voluto. Proprio il giorno di Ferragosto, poi, ho ripreso a correre nonostante il dolore che ancora sentivo, anche se avrei dovuto stare a riposo ancora un po’.

Non volevo però ridurre troppo la preparazione per la prossima gara, la bella Run Iceland adventure trial che si correrà a partire da lunedì 5 in Islanda e dove devo difendere la mia vittoria dello scorso anno.

La gara, che si dipana su un tracciato che è stato disegnato anche con il mio contributo, è un evento in 5 tappe per un totale di 110km, distribuiti su percorsi di collina, pianeggianti e di montagna: proprio la prima tappa è un bel banco di prova perché si sviluppa su un sentiero di montagna di 14km con un dislivello positivo di 1.000 metri. Si correrà proprio nei pressi di un ghiacciaio, tra l’altro!

La gara è rivolta a un pubblico non necessariamente troppo tecnico ma composto anche da amatori (che certamente devono però essere ben allenati): la potremmo definire una bella gara di approccio al mondo del trail running. L’ambizione è anche quella di far conoscere quell’incantevole posto dove la natura si presenta realmente in modo maestoso: in funzione di ciò, gli organizzatori hanno previsto anche delle attività collaterali alla gara, nei pomeriggi dei giorni in cui si svolgeranno le tappe più brevi.

Anche in questa occasione insieme a me ci sarà un drappello di atleti del Gruppo sportivo Roata Chiusani, che voglio ricordare uno per uno: il mio quasi coetaneo Lorenzo Lanzillotta e poi due donne, Cristina Frontespezi e Vittoria Camerana. Una piccola curiosità ulteriore: alla gara sono iscritti anche Giovanni Storti e Aldo Baglio del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Sabato si parte: arrivederci al mio ritorno!

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Più minatore che atleta al KM verticale di Cogne

pubblicato da: Marco Olmo - 14 luglio, 2011 @ 10:51 am

Il mio mese di luglio prosegue questo sabato a Cogne, con la partecipazione al KM Verticale – I mille metri del minatore: una corsa in salita su un antico sentiero usato dai minatori che lavoravano nelle gallerie scavate nel monte Creya. Un luogo interessante, storicamente e paesaggisticamente. E anche personalmente: visto che ho lavorato in una cava, penso che quando sarò là mi sentirò più minatore che atleta!

Fatta questa gara dovrò fare i conti con la fatica, già ora mi sento molto affaticato ma la stagione prosegue comunque.

Infatti farò qualche escursione in montagna nelle mie terre della provincia di Cuneo e poi qualche gara podistica veloce, come allenamento per la Run Iceland di inizio settembre, bella gara con un tracciato immerso nella spettacolare natura islandese e che ho contribuito a tracciare. La gara si corre pochi giorni dopo l’Ultra Trail del Monte Bianco e per questo motivo non prenderò parte a quella gara.

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pubblicato da: Marco Olmo - 13 luglio, 2011 @ 10:50 am

Bel weekend di sport quello che si è appena concluso ad Acceglio, in alta Valle Maira. Si è svolta infatti la prima edizione del Festival del Trail, con momenti di sport, di intrattenimento e, in generale, di cultura sportiva. In particolare mi sono piaciuti molto due momenti, diversi tra loro per tipologia.

Il primo è stato sabato 9 sera, quando in una sala polivalente gremita (esauriti i posti a sedere, c’era gente in piedi), in frazione Frere, abbiamo proiettato due filmati ai quali tengo molto: il primo riguarda l’edizione 2009 della Marathon des Sables, una edizione particolare e spettacolare per via del fatto che pochi giorni prima della gara si è verificata un’alluvione che ha completamente allagato il deserto dove si doveva correre, e per questo la gara è stata anche accorciata di due tappe. Non capita tutti i giorni di poter vedere il luogo emblematico dell’aridità completamente ricoperto di acqua, e infatti questo filmato ottiene sempre grande successo nel pubblico che lo guarda.

Il secondo filmato è un reportage di Icarus – alla rierca del limite che riguarda la mia vittoria alla Ultra Marathon del Monte Bianco del 2007, la mia seconda consecutiva: una vittoria che ancora oggi mi dà i brividi di gioia quando ci ripenso e quando ne rivedo le immagini! Dopo la proiezione, si è svolta una bella chiacchierata con il pubblico e poi è stata presentata la gara del giorno dopo. Che è il secondo bel momento di questo fine settimana di sport: un percorso non troppo impegnativo e quindi adatto -a patto di essere allenati e tenaci- a molti atleti, anche per via della sua grande panoramicità. L’organizzazione è stata perfetta, con ristori efficienti sul percorso. Anche il tempo atmosferico ci ha regalato una bella giornata.

Onore ai vincitori: Diego Civallero e Giovanna Fasci: io sono arrivato 2°.

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Festa del trail in alta valle Maira

pubblicato da: Marco Olmo - 29 giugno, 2011 @ 1:06 pm

Acceglio, ultimo comune della valle Maira, si prepara ad ospitare il 1° Festival del Trail, un ricco week end interamente dedicato al mondo del trail e della corsa in montagna al quale prenderò parte anche io. La peculiarità di questa proposta è che si rivolge ad un pubblico non necessariamente esperto, ma ha l’ambizione di avvicinare il più possibile al mondo, certamente elitario per le sue oggettive difficoltà, della corsa in montagna. E poiché per riuscire a correre in montagna è indispensabile avere uno stato di forma eccellente, nei due giorni sarà dato largo spazio alle attività di verifica e potenziamento dello stato muscolare.

L’appuntamento è per sabato 9 luglio presso la sala polivalente in loc. Frere: dopo il pranzo e i primi accrediti, nel pomeriggio il preparatore atletico del settore giovanile della Juventus FC, Massimo Civalleri, terrà una lezione di riscaldamento muscolare, seguita da una corsa di allenamento in gruppo sui sentieri del vallone di Unerzio, bella zona in cui si trovano diverse frazioni di Acceglio dalla architettura tradizionale, come Chialvetta, Pratorotondo e Viviere.
Subito dopo Civalleri terrà una lezione di defaticamento muscolare e stretching.

L’appuntamento con me è previsto alle ore 21.30, con la presentazione e il commento di alcuni filmati di mie gare nel deserto e un servizio sull’Ultra trail del Monte Bianco del 2007: a seguire ci sarà spazio per una notte di festa e musica.

Il mattino successivo, domenica 10 luglio, consegna dei pacchi gara e alle ore 9.30 si parte con un trail autogestito di 24km e 1200m di dislivello lungo l’anello del Ciarbonet. Verso le ore 11.30 ci saranno i primi arrivi e dalle ore 13 si terrà un pasta party per tutti con estrazione di premi a sorteggio. Durante l’intera giornata sarà inoltre possibile usufruire del servizio di massaggi sportivi e defaticanti a cura di Enrico Brondino, riflessologo plantare e massaggiatore professionista.

La cosa più importante è che la partecipazione alle attività è gratuita, quindi ne vale veramente la pena.
Info: 0171.99424; 348.7497939.

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Appuntamento a domenica 26 giugno

pubblicato da: Marco Olmo - 24 giugno, 2011 @ 11:29 am


Domenica sarò in Lazio, a correre la Sky race del monte Terminillo
.
Si tatta di una gara veloce e corta, forse un po’ troppo per le mie caratteristiche, ma comunque interessante.

Per i più curiosi, ecco qualche informazione che ho tratto dal sito ufficiale, www.terminilloskyrace.it
Il percorso misura in totale 19km e presenta un dislivello di 1.641 mt
.
Partenza da Lisciano dopo 2,500Km di strada asfaltata si raggiungono le frazioni di Petrella e Santa Croce Comune di Cantalice, per poi prendere il sentiero gara: il Vallone di Lisciano fino alle Pianelle, si correrà su di un tracciato sterrato immerso nel verde, per poi attraversare una meravigliosa faggeta (tratto di salita molto impegnativo). Uscendo dalla faggeta si potrà ammirare l’incantevole Valle degli Angeli con il suo Rifugio la Fossa, percorrendo di nuovo un breve tratto di bosco di faggio , saremo alla Sorgente Acquasanta, per poi salire sulla Cresta Sassetelli , si recupera fino alla Vetta Sassetelli, dopodichè gli atleti saranno impegnati nel tratto roccioso più pericoloso, dove bisognerà prestare particolare attenzione.
Finalmente si raggiungerà la Vetta del M.te Terminillo, da lì si riscenderà fino sopra alla Valle degli Angeli (discesa ripida con pietrame), per poi risalire al Rifugio M .Rinaldi, tutta discesa fino a Campo Forogna, breve tratto di strada asfaltata e prato per poi tagliare il traguardo sulla pista di atletica del M.te Terminillo.

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