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29 settembre 2008

Avventura · Eventi · La Sportiva · Materiali e Tecniche

Messaggio sponsorizzato La Sportiva ULTRA TRAIL DU MONT BLANC Christian Doliana racconta la sua avventura

Christian Doliana all’Ultra Trail du Mont Blanc - fonte: La SportivaDopo aver corso nel 2007 la “versione ridotta” (98 km a 5.600 metri di dislivello) dell’Ultra Trail più ambito dagli atleti di tutto il mondo, Christian Doliana si è presentato anche quest’anno ai nastri di partenza dell’Ultra Trail du Mont Blanc con l’intenzione di affrontare la temuta UTMB®, ovvero il percorso integrale della corsa: 166 Km per più di 9.400 metri di dislivello, un’impresa che definire titanica potrebbe essere quasi riduttivo.

Christian, skyracer per passione e caporeparto nello stabilimento produttivo de La Sportiva a Ziano di Fiemme, ha affrontato la sfida con la serietà di un professionista; unico approccio possibile nella preparazione ad una gara così dura sia sul piano fisico che su quello mentale.
Per arrivare ai nastri di partenza preparato e sereno Christian, dopo le otto ore di lavoro, si è infatti impegnato nei tanti allenamenti in notturna così come nelle simulazioni di skyrace durante i fine settimana. Per l’atleta gli allenamenti hanno inoltre rappresentato un’ottima occasione per provare le stesse calzature con le quali lavora quotidianamente in fabbrica: Crosslite, Lynx, Skylite, fino alla nuova proposta 2009 Wildcat che, proprio grazie a Doliana, ha avuto il battesimo del fuoco sulle strade del Mont Blanc.

Ma ecco dalle parole del protagonista, il racconto della gara:Christian Doliana all’Ultra Trail du Mont Blanc - fonte: La Sportiva

“Dopo due ore di attesa passate sotto un sole cocente, cercando di farmi posto e recuperare terreno tra la marea di iscritti (2500 circa), alle 18.30 di venerdì 29 agosto, iniziano le danze e la gara parte subito a ritmi elevatissimi.
I primi 8 km, pianeggianti e tutti su asfalto, sono abbastanza agevoli da percorrere e permettono di entrare subito in ritmo senza troppi problemi.

Dopo le prime salite e discese giungiamo ai primi centri abitati dove ci aspetta un tifo così sostenuto da metterci addosso una voglia di correre talmente importante da spingerci a dare il massimo e da farci quasi dimenticare che davanti a noi rimangono ancora moltissimi chilometri da affrontare.

Superati i paesini, inizia a calare la notte e con lei il silenzio: si odono solo i respiri più o meno affannati dei concorrenti ed i colpi dei bastoncini sul terreno. La corsa in notturna è davvero un’esperienza particolare, affascinante sia per noi concorrenti sia per il pubblico al quale dobbiamo sembrare un’unica scia chilometrica di “frontaline” accese.

Tra uno sforzo e l’altro, all’alba arrivo a Courmayeur dov’è finalmente previsto il cambio totale degli indumenti: maglietta, pantaloncini e scarpe. Decido di dare un po’ di tregua ai miei piedi e mi infilo il secondo paio di Wildcat, ideale compromesso tra leggerezza ed ammortizzazione. E’ proprio a questo punto però che sento il sopraggiunge della fatica: a 88 km dal traguardo e con 6.000 metri di dislivello ancora da percorrere, le mie gambe non ne vogliono più sapere di correre ma, ovviamente, non posso fermarmi, non dopo 78 km percorsi e tutta la preparazione fatta per arrivare sino a qui.

Riduco notevolmente la velocità di crociera mentre il sole re-inizia a splendere alto nel cielo, riscaldando muscoli ed ambiente. Ciò nonostante la meta mi sembra irraggiungibile: ho fame, sete, sonno ed i dolori alle gambe ed alla schiena si fanno sentire sempre più forti. Poi, d’improvviso qualcosa scatta e la voglia di arrivare al traguardo prevale sulla stanchezza fino a spingermi a correre di nuovo ad un buon ritmo.

Lynx La SportivaAttorno al 120°km, altro cambio di calzature: tocca alle Lynx affrontare gli ultimi tratti del percorso; km in cui serviranno ancor più stabilità e supporto. A questo punto, dopo una nottata abbastanza sofferta, è già di nuovo l’alba a Chamonix e lo spettacolo offerto dalla città tutta illuminata è davvero emozionante anche se non è nulla in confronto all’emozione di riuscire ad arrivare al traguardo dopo un’ultima crisi fisica che pensavo mi avrebbe privato di questa gioia.

E’ stato ancora più bello chiudere in questo modo e coronare un sogno personale nato 3 anni fa, leggendo su una rivista di una gara dove devi giocartela con la resistenza dei nepalesi e dove lo spirito della corsa spinge tutti a dare quel qualcosa in più per vincere la sfida con se stessi…

Alla fine posso dirlo: ce l’ho fatta!”

Christian Doliana

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  • peffi

    grande christian!
    a presto

  • Giulia

    Grande prova Christian Supereroe!!!