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27 giugno 2014

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CHO OYU EXPEDITION 2014, in partenza il 31 agosto

Cho Oyu Expedition 2014 - cartolina

Cho Oyu Expedition 2014 – cartolina

CHO OYU EXPEDITION 2014. CINQUE ALPINISTI IN PARTENZA PER LA “DEA TURCHESE” IL 31 AGOSTO 2014

Si è tenuta ieri, presso l’Auditorium comunale della città di Chiampo (VI), la presentazione ufficiale Cho Oyu Expedition 2014.

Luciano Dal Toè, capo spedizione, Luca Montanari, guida alpina trentina, Samuele Santagiuliana, Bogdan Velev e Massimiliano Colombo sono i nomi dei cinque alpinisti che il 31 agosto partiranno alla volta della sesta montagna più alta della Terra. Una cordata dove esperienza e passione si incontrano per condividere il sogno di giungere al cospetto del Cho Oyu (8201 m), noto anche come  “Dea Turchese”.

Cho Oyu Expedition 2014 ha anche uno scopo umanitario: supporterà, infatti, la fondazione “Nepal senza Frontiere” di Fausto De Stefani, attraverso una raccolta di fondi e di materiale che porteranno a Kathmandu.

“Il Nepal è un posto che non ti aspetti: ogni volta torni a casa sempre più ricco dentro, di quella ricchezza che fortifica i sogni e le relazioni. Noi, così come tanti altri volontari ed associazioni in Italia e nel mondo, lo facciamo perché è giusto farlo, perché questa cultura e questo popolo devono essere aiutati e protetti”: queste le parole di Luca Montanari, che ha avuto più volte occasione di essere lì.

La spedizione durerà 45 giorni, di cui 25 di scalata.

INFORMAZIONI SULLA SALITA

Questo il programma della salita secondo quanto divulgato dai componenti della spedizione:

“La salita avverrà lungo la cresta nord ovest, detta via normale cinese. Raggiungeremo il campo base in jeep, lungo un percorso di circa due ore. Esso si trova all’imbocco della valle glaciale di Gybrang, che conduce al passo di Nangpa La, al confine con il Nepal. Da qui, proseguiremo con un trekking di due giorni lungo la morena glaciale posta sulla destra del ghiacciaio di Gyabrang, fino a giungere al campo base avanzato a 5720 m, dove trascorreremo un po’ di tempo per acclimatarci. Dal campo base avanzato, risaliremo il ghiacciaio sino ad arrivare ad una rampa ripida che porta sulla cresta nord ovest a 6440 m di quota e dove si trova il campo 1. Dal campo 1, lungo il filo di cresta, proseguiremo verso il campo 2, lungo tratti ripidi che si alternano a tratti pianeggianti, con punti che possono toccare i 30° di pendenza. A 7000 m troveremo una barriera di seracchi verticali, fino a una pendenza di 70°, che dovremo superare con l’ausilio di corde fisse. Al di sopra di questi seracchi c’è il campo 2. Proseguendo lungo il pendio in direzione della vetta, giungeremo al campo tre ad una quota di 7585 m, posto su un pendio nevoso di 20°, poco sotto la fascia rocciosa. Dal campo 3, in direzione della fascia rocciosa, affronteremo un ripido diedro ghiacciato. Sopra il diedro il pendio torna ad essere regolare fino alla cupola sommiate. Percorreremo, così, gli ultimi 300-400 m che ci separano dalla vetta, a 8201 metri”.

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