IL PROGETTO BLOG D’AUTORE DEL DIRETTORE DEL CAI TERMINA CON LA CHIUSURA DELLA PARTNERSHIP MOUNTAINBLOG-CAI.
Il 20 maggio 2006 nasceva Mountain Blog, da un’idea dello studio di comunicazione Etymo e dalla sensibilità del Club Alpino Italiano nei confronti dei cambiamenti culturali del nostro tempo. Nelle parole del Presidente Generale del CAI Annibale Salsa tratte dall’editoriale pubblicato all’inaugurazione del progetto: “riproporre [il CAI] in una forma più snella ed accattivante onde far conoscere i valori che hanno innervato la propria storia attraverso l’utilizzo di contenitori più giovani e più consoni ai nuovi linguaggi”.
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Questo è un blog del Network Autori di Mountain BlogLa registrazione audio integrale dell’intervento del Direttore del Club Alpino Italiano Paola Peila durante l’incontro organizzato lo scorso 1 luglio 2009 dal Gruppo Amici della Montagna del Parlamento Italiano (GAM), tenutosi presso la Sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi della Camera dei Deputati: una traduzione dettagliata con numeri e dati concreti di tutto ciò di cui il CAI si occupa e della sua capillare organizzazione sul territorio… una vera e propria “montagna di fatti” concreti!
Ascolta l’intervento (8,8Mb, 19′12″) >
L’intervento pubblicato su MountainBlog sta inoltre ricevendo una serie di commenti da parte dei lettori che rappresentano altrettanti spunti di riflessione:
clicca qui per leggere i commenti all’intervento di Paola Peila alla Camera >
Questo è un blog del Network Autori di Mountain Blog12/08/08
partenza
Con mio marito Dario decidiamo di fare un giro turistico delle Alpi partendo dalla nostra casa di Pavone Canavese, vicino ad Ivrea.
L’itinerario di massima prevede la salita al passo del Gran S. Bernardo per percorrere il versante nord delle Alpi, attraverso la Svizzera (valle del Rodano, Furkapass, valle del Reno) e l’Austria (valle Kloster, Arlbergpass, valle Stanzer, valle dell’Inn, Kitzbuhel, Thurnpass, Lienz) per ridiscendere sul versante sud all’altezza di San Candido, Cortina.
Carichiamo nel baule della macchina attrezzatura per camminare e per fare vie ferrate, con l’idea di definire strada facendo itinerari e salite.
Quando raggiungiamo il passo del Gran S. Bernardo piove; saliamo al Furkapass e scendiamo ad Andermatt incontrando pochissime auto. Ci colpisce il verde intenso delle vallate, che di solito frequentiamo quando sono coperte di neve, la scarsità degli insediamenti e il tutto, complice il brutto tempo, ci fa venire in mente l’Alaska. Attraversando Andermatt, Sedrun, Disentis l’impressione è che le seconde siano per lo più chiuse.
E’ ormai sera quando raggiungiamo il centro di Laax, immerso nel più completo silenzio e tranquillità. Continua »
Questo è un blog del Network Autori di Mountain BlogIn presa diretta con il territorio: questa è la motivazione del mio tour di visite iniziate nel 2007 per incontrare sul territorio i Presidenti dei Gruppi regionali del Cai.
Il progetto nasce da una brillante un’intuizione del Presidente generale del Cai Annibale Salsa: “Devi andare sul territorio, mi disse Annibale, parlare con gli uomini e le donne Cai, ascoltare le domande che si generano nella quotidiana complessità degli ambiti regionali per superare gli steccati culturali e organizzativi fra sede centrale e le realtà territoriali”. Così ho fatto, ritagliando a fatica spazi liberi dalle quotidiane carte burocratiche e … ha funzionato! Questi incontri si sono rivelati delle opportunità formidabili per conoscersi fuori dai ruoli ingessati e aprire un nuovo modo di dialogare per risolvere i problemi. Un lungo tour che continua.
Così ho approfittato di qualche giorno di vacanza in Sardegna fra luglio e agosto per incontrare Peppino Cicalò. Abbiamo deciso che la cosa migliore era parlare di Cai camminando in montagna e detto fatto abbiamo organizzato una escursione sul Gennargentu.
Camminando si riesce meglio ad entrare in sintonia con il senso dei discorsi che si fanno sulla montagna. Chatwin insegna.
Siamo arrivati in cima a punta La Marmora (m. 1834) , attraverso il percorso storico che sale dal versante di Desulo, partendo dal rifugio comunale S’Arena (m. 1500). Già salendo in macchina intervisto il Presidente del GR Sardegna, con i quesiti standard sul Cai e le prospettive future. E poi lungo lo snodarsi di tutto il sentiero fino in cima vengono fuori i programmi, i progetti, le difficoltà, la conquista della fiducia sul campo.
Ci accompagna una piacevole brezza e un notevole paesaggio integro, privo di insediamenti a vista d’occhio. L’idea di puntare sulla segnatura dei sentieri in collaborazione con le realtà locali mi sembra vincente in un posto come la Sardegna. Fitte macchie di ontani segnalano la presenza di acqua: muretti a secco seguono le curve di livello definendo comodi sedili intorno a fresche fontane. La cima ci gratifica. Abbiamo fame e riscendiamo rapidamente al rifugio dove salumi e formaggi sardi ci aspettano. Stiamo bene e sentiamo che sono queste le cose che restano.
Questo è un blog del Network Autori di Mountain BlogOggi vorrei parlare dell’incontro annuale più importante tra CAI centrale, sezioni e territorio, che si è svolto a Mantova il week end del 17 e 18 maggio: l’Assemblea dei Delegati.Sono tante le cose che ho vissuto con piacere durante questi due giorni: l’atmosfera che si respirava, il contatto diretto con le persone, il dibattito collettivo intorno ai grandi temi del Sodalizio.
La mia impressione è che sia fondamentale il metodo di condurre il dibattito, oltre alla qualità dei contenuti. Il rapporto diretto, face to face, con gli iscritti è il miglior modo per ascoltare la voce del CAI. Perciò credo fortemente in momenti di dialogo diretto come quello rappresentato dall’Assemblea dei Delegati per cogliere segnali e indicazioni che i soci esprimono, ed orientare in base ad essi l’azione da parte della sede centrale. Definirei basilare, anzi “strategico” instaurare rapporti non mediati da troppi passaggi burocratici, costruire momenti di dibattito basati sul confronto dialettico e costruttivo: ci fa capire dove stiamo andando e come vogliamo costruire il CAI di domani.
Ci sembra di aver conseguito buoni risultati. I numeri confermano questa convinzione. Ora dobbiamo andare avanti, alla ricerca di nuovi traguardi. Parlare su questo blog mi sembra il modo giusto per continuare.
A volte mi sembra di tenere troppo a bada la mia voglia di spazi aperti, di situazioni nuove con cui confrontarmi. Come quando torno da un viaggio o da una gita di sci alpinismo.
Recentemente sono salita sull’Entrelore in Val di Rhèmes: la discesa è stata 1700 metri di farina dalla cima fino a Rhèmes. Semplicemente fantastico.
Tutte le volte che riesco a strappare del tempo per un viaggio, l’estate scorsa sui monti del Caucaso in Georgia, in autunno un assaggio di Giappone, rientro a Milano con la netta sensazione che devo modificare l’equilibrio della mia vita, del mio lavoro come Direttore del CAI. Un modo di lavorare che privilegi l’apporto innovativo, riduca il più possibile procedure burocratiche, metta in gioco le competenze individuali al di là delle forme regolamentari e degli schemi gerarchici.
In realtà dopo al massimo un giorno e mezzo nel mio ufficio in Sede centrale in via Petrella si affaccia inesorabilmente il dubbio che tutto questo sia fattibile.
Eppure credo non si stia parlando di un mondo di utopia in completa assenza di regole, ma di un modo di lavorare che privilegi la rete, favorito dalla diffusione del web, con poche regole semplici, chiare, condivise e rispettate.
Soprattutto obiettivi operativi che recuperino l’identità culturale dell’associazione del CAI, basata su una conoscenza esplorativa sia mentale, che fisica in spazi aperti, liberi, nuovi, sfidanti.
I risultati degli ultimi anni mi fanno credere che forse c’è spazio per continuare a sviluppare una gestione strategica in questa direzione.
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