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17 maggio 2012

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QUANTI E QUALI SONO GLI OTTOMILA? 14 o 22? I pareri di Aruga, Mantovani e Ratto

Generalmente quando si parla di 8000” in alpinismo, ci si riferisce al numero di cime che convenzionalmente superano gli ottomila metri sul livello del mare. Tale elenco annovera generalmente 14 montagne e venne stillato nella prima metà del ‘900, sulla base delle analisi geografiche che si riferivano ai principali massicci del pianeta, mediante i dati in possesso in quel momento. Ma siamo davvero sicuri che tale numero sia corretto ed aggiornato?

Nello specifico possiamo ricordare che la lista ufficiale, grazie alla quale si sono consumate alcune tra le più vissute ed entusiasmanti pagine della storia alpinistica mondiale, fu costituita a partire dalle prime esplorazioni degli anni ’30, con l’iniziale e fondamentale opera dell’esploratore Günter Dyhrenfurth che guidò ben due spedizioni afferenti.

L’evoluzione scientifica, e quella dell’alpinismo stesso, hanno conseguito possibili analisi attuali molto più accurate e complete rispetto a quelle che si potevano vantare all’inizio del secolo passato. Tra le questioni relative sollevate da molti, vi è stata quella dell’attendibilità del numero convenzionale delle vette che superano gli 8000 metri.

Ciò ha spinto alcuni noti studiosi in materia ad applicarsi a tale ricerca sistematica ponendo criteri diversi quali la “prominence” in parallelo alla frequentazione ed all’interesse alpinistico. Lo stesso tipo di sistema era stato adottato per stilare l’elenco dei 4000 alpini, attualmente riconosciuto in tutto il mondo.

Il promotore di tale lavoro è stato Roberto Aruga, ex professore ordinario dell’Università degli studi di Torino, alpinista classico, scialpinista ed escursionista, con salite in Europa, Africa, e nel gruppo del Nanga Parbat. È autore di vari libri di montagna tra cui due volumi della “Guida ai Monti d’Italia” e della relazione tecnica su cui si basa l’approvazione UIAA della lista ufficiale dei 4000 delle Alpi.

Il gruppo di lavoro è stato sospinto dall’entusiasmo e le conoscenze di Luciano Ratto, co-fondatore ed ex presidente del Club4000, ingegnere industriale ed alpinista polivalente, oltre a vantare per primo la salita di tutti i 4000 delle Alpi, ha al suo attivo spedizioni in Afganistan e una serie di prime e ripetizioni in diverse discipline.

Roberto Mantovani, che non abbisogna di alcuna presentazione ovviamente, a sua volta si è interessato al progetto, mettendo a disposizione le sue conoscenze come giornalista professionista e storico dell’alpinismo europeo ed extraeuropeo.

Egli ha infatti dichiarato:

«L’idea di fare chiarezza sulla vecchia lista dei 14 ottomila, costituitasi faticosamente tra le due guerre mondiali sulla base di conoscenze geografiche ancora parziali rispetto al gigantesco sistema montuoso Karakorum-Himalaya, non è una novità. Da anni si sapeva dell’esistenza degli 8000 “minori” e del fatto che, in alcuni grandi massicci, si elevano vette secondarie di gran lunga superiori a quota 8000.

L’attuale proposta ha l’obiettivo di fare chiarezza in un campo in cui da troppo tempo regnano confusione e pressapochismo. Per redimere la vexata quaestio degli 8000 del pianeta, si è semplicemente trasferito sulle montagne più alte della Terra lo stesso criterio che da molti decenni viene impiegato sulle Alpi da geografi e alpinisti: si è cioè passati dal concetto di massiccio (che privilegia esclusivamente la sommità più elevata di un insieme orografico) al concetto di vetta, assai più articolato e completo.

Che senso avrebbe, oggi, nel gruppo del Monte Bianco, considerare un “4000” solo la vetta principale, escludendo tutte le altre sommità, chiaramente individuabili” e superiori rispetto alla fatidica quota 4000?
Una concezione del genere non sarebbe di alcuna utilità né dal punto di vista geografico né dal punto di vista alpinistico. Tanto più che molti scalatori giocano la propria attività sulla base di precisi dati altitudinali.
Acclarato questo concetto, per quanto riguarda l’Himalaya sono stati successivamente impiegati criteri scientifici per includere o meno le diverse vette dal listone degli 8000.

Non esiste nessun’altra istanza, da parte del gruppetto di persone che ha redatto la proposta della nuova lista degli 8000, se non la precisione geografica. Come non esiste nessuna intenzione di modificare la storia dell’himalaysmo o di sminuire i meriti di quanti, in tempi non sospetti, hanno prima progettato e poi realizzato la scalata dei 14 ottomila, riferendosi a una lista ormai codificata da tempo. E tra l’altro sarebbe oggi addirittura puerile pensare di migliorare i record del recente passato rilanciando la corsa ai “nuovi” 8000. Anche perché il valore di una performance dev’essere valutata con criteri storici, tenendo presente i riferimenti culturali del momento in cui è avvenuta. In altre parole, non si può competere con il passato».

Mountainblog ha voluto perciò ascoltare il diretto parere di Luciano Ratto e di Roberto Aruga che hanno risposto così alle domande poste:

Luciano Ratto >                            
Roberto Aruga sul Progetto 8000 > 
Roberto Aruga sul Progetto 4000 > 

Lettore audio alternativo:

Luciano Ratto >
Roberto Aruga sul Progetto 8000 >
Roberto Aruga sul Progetto 4000 >

Resta ora da capire che cosa pensi la comunità alpinistica, fatta di scalatori, geografi, storici, e studiosi in genere, di questa proposta e del relativo studio. Esso si vuole porre come uno spunto concreto per migliorare le conoscenze relative in questo specifico campo, secondo un naturale corso storico di evoluzione, ricerca e compilazione.

Secondo le tesi del team la vera lista degli 8000 salirebbe al numero di 22 cime: ma quanti e quali sono davvero?

Interviste ed articolo di Christian Roccati

www.christian-roccati.com

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