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10 giugno 2012

Vino · Bertani · Cantine degli Astroni · Casa d'Ambra · Colle Imperatrice · Dal Cero · Falanghina · Giappone · Grecia · Hawaii · Ischia · Le Lave · Nuova Zelanda · Pitigliano · Runcata · Sassotondo · Soave · Suavia · Usa · Vulcano

Quel vino che arriva dal vulcano

-Tu che ti sei presa un giorno di ferie?
Non ci credo!-

Ma certo che mi sono presa un giorno di ferie.
Venerdì c’era Vulcania.
Il forum internazionale dei vini bianchi da suolo vulcanico.

Penso…
I vulcani….
Mi sono sempre piaciuti i vulcani. Ed i loro territori.
Che rappresentano l’1%  della superficie terrestre.
Non molto. Ma con questo poco ci danno tanto.
Le terre vulcaniche infatti, grazie alla loro porosità, accumulano acqua e calore solare, rilasciandoli piano piano. Quando serve.
Inoltre, sono ricche di sostanze nutrienti per la vite e fanno da barriera naturale contro le malattie del suolo.
Per questa ragione la viticoltura su queste terre richiede minori interventi esterni. E’ qualitativamente superiore. Ed ecologicamente più sostenibile.
E, attraverso l’uva, donano al vino, grazie ai vari componenti che le costituiscono (tufi e basalti ricchi di ferro, magnesio e altri micro elementi), una caratteristica sapidità minerale.
L’Italia è il Paese vinicolo in cui si trova la maggior varietà di terre vulcaniche.
Sono suoli fertili. Evoluti, profondi, ben strutturati, integri.
Che danno vini che vibrano. In tensione continua.

Venerdì li ho assaggiato i prodotti di queste terre.
Vini italiani. Ma anche prodotti arrivati da lontano.
Lago Taupo, Nuova Zelanda.
Santorini, Grecia.
Oregon, USA.
Monte Fuji, Giappone.
Big Island, Hawaii.

Venerdì li ho assaggiato i prodotti di queste terre.
E sempre Venerdì ho stilato la lista dei miei preferiti.

Soave Superiore DOCG Runcata 2009 Dal Cero Tenuta di Corte Giacobbe.
Garganega in purezza.
Giallo paglierino brillante. Con riflessi verdolini.
Al naso floreale e fruttato.
Sentori iodati. Ed un accenno fumé.
Fine ed intenso. Complesso.
In bocca si trova la sapidità e la lunghezza.
Tattile. E materico.
Entra poi una nota scura.
Con l’amaro piacevole della liquirizia.
Dinamico. E armonico.
Finale bellissimo.

IGT Veneto bianco Le Lave 2010 Bertani.
Garganega 50% e Chardonnay 50%.
Fermentazione e maturazione separate.
L’assemblaggio dei due vini avviene prima di metterli in bottiglia.
Dove affina. Per 6 mesi.
Colore giallo paglierino con riflessi dorati.
Profumo intenso, elegante e complesso. Note di pesca, albicocca, ananas, vaniglia e banana. Poi glicine, cedro e pepe bianco.
In bocca è caldo e persistente. Con un lungo retrogusto sapido.
Molto interessante.

Bianco di Pitigliano Superiore DOC Colle Imperatrice 2011 Sassotondo.
Trebbiano 70%, Sauvignon 15%, Greco 10%, altre 5%.
Le uve vengono vinificate separatamente.
Macerazione a freddo con le bucce per 12 ore.
Una piccola parte delle uve è fatta fermentare in barrique; le altre fermentano in acciaio.
Al termine della fermentazione il vino viene lasciato sui lieviti per circa 1 mese e quindi assemblato.
Giallo paglierino carico.
Profumi mentolati. Poi fiori e frutti bianchi.
Intenso, complesso, fine.
In bocca è secco. Con un buon corpo. Ed una lunga persistenza.
Ma che bella scoperta.

Falanghina DOC Campi Flegrei Colle Imperatrice  2011 Cantine degli Astroni.
Falanghina in purezza.
Ho già degustato più volte questo vino.
Ne ho anche già scritto.
Aggiungo solo che lo trovo sempre più convincente.

Ischia DOC Biancolella Frassitelli 2010 Casa d’Ambra.
Biancolella in purezza.
Dal colore giallo paglierino. Con riflessi dorati.
Fruttato. Susina. Pesca. Banana.
Floreale. Acacia. Zagara. Ginestra.
Poi l’ingresso di erbe aromatiche.
Intenso, complesso, persistente.
Fine.
Grande vino ad un piccolo prezzo.

Soave DOC Classico 2006 Monte Carbonare Suavia.
Garganega in purezza.
Giallo dorato. Cristallino. Consistente.
Fruttato tropicale. Kiwi. Lime.
Poi pera. Mela. Nota salina.
Floreale. Gelsomino.
In bocca incanta.
Pulito. Fresco. Avvolgente. Sapido. Estremamente equilibrato.

Il consiglio: fare un po’ di ricerca. E trovarne (e provarne) tanti altri di questi vini vulcanici.

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