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27 marzo 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Adam Bielecki e Felix Berg tentano una nuova via sulla Nord-Ovest dell’Annapurna

Adam Bielecki. Fonte: facebook

Il polacco e il tedesco ci riprovano, dopo il tentativo del 2017 con Rick Allen. Reinhold Messner e Hans Kammerlander aprirono nel 1985 l’unica via che sale la parete NO, poi ripetuta da una squadra ceca nel 1988

Come già annunciato, questa primavera, Adam Bielecki torna in Himalaya, insieme a Felix Berg, per una delle spedizioni più interessanti della stagione. Il polacco e il tedesco torneranno sull’Annapurna (8.091 m) per tentare di aprire una nuova via sulla parete Nord-Ovest della decima montagna più alta del pianeta.

Non è la prima volta che Bielecki e Berg tentano di attaccare la parete. Ci avevano  già provato nella primavera del 2017, in  spedizione  con lo scozzese Rick Allen. In realtà, l’Annapurna (Nepal), fu un ripiego per la spedizione: il loro obiettivo principale era aprire una nuova via sulla Nord del Cho Oyu, ma all’ultimo momento ci furono problemi con i visti per il Tibet,
Scalarono la vetta del Tilicho (7.134 m) per acclimatarsi, prima di affrontare l’Annapurna. Una volta sul versante Nord-Ovest, salirono a 6.700 metri, dove dovettero sopportare un terribile bivacco prima di rinunciare a causa delle  condizioni meteo proibitive.

Da allora, Adam Bielecki e Felix Berg condivisero altre spedizioni in montagna. Di particolare successo, la spedizione della scorsa estate al Karakórum, che ha visto la scalata del Gasherbrum II (8.034 m) per il poco frequentato versante occidentale. È stato il quinto Ottomila di Bielecki dopo il Makalu (2011), Gasherbrum I (prima invernale, 2012), K2 e Broad Peak (prima invernale, 2013).

Solo due vertici nella storia

Il versante Nord-Ovest dell’Annapurna è stato tentato almeno dieci volte nel corso della storia, secondo il  Database himalayano, anche se solo in due di questi è stata raggiunta la vetta. Alcuni alpinisti, considerano questo percorso più logico della via normale, dove il rischio valanghe è maggiore.

Il primo successo risale al 24 aprile 1985 ed è stato firmato dalla cordata composta da Reinhold Messner e Hans Kammerlander; la spedizione,  successivamente, ha conquistato anche la vetta del Dhaulagiri. Nel 1988, i cechi Josef Nezerka e Jindra Martise, seguirono in gran parte le orme dei surtirolesi per realizzare – sempre secondo i dati – la seconda e ultima salita di questo versante.

Dagli anni ’80 ad oggi, la parete ha attirato numerosi grandi scalatori, che però non hanno avuto successo. Jean Troillet, in spedizione  nel 1985 con Pierre-Alain Steiner, non andò  oltre i 5.600 metri di quota a causa delle cattive condizioni meteo trovate. Ritornò nel 2011, con Jean-Yves Fredriksen, per poi ritirarsi a 6.000 metri.

Nel 1986, il francese Patrick Gabarrou giunse molto vicino al vertice (7.900 m), con Pemba Norbu Sherpa, ma il vento li costrinse a rinunciare. Ancor più vicino (7.950 m) arrivò un forte team di polacchi,  Piotr Morawski, Piotr Pustelnik, Darek Zaluski e lo slovacco Peter Hamor, bloccati da una tempesta nella primavera del 2008. Nell’autunno dello stesso anno, lo slovacco Dodo Kopold e i cechi Martin Minarik e Petr Masek raggiunsero quota  7.500 metri.
Nel 2009, i russi Valeri Babanov e Victor Afanasyev non arrivarono neanche in parete, a causa dell’eccessivo rischio valanghe.

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