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5 agosto 2020

Climbing · Vertical · Alpi Centrali · Aree Montane · Italia · Lombardia

Addio al Ragno Giovanni Carcianiga per tutti “Stizza”

Giovanni “Stizza” Carcianiga. Fonte: Lecco Notizie

Figura storica del gruppo Ragni e dell’alpinismo lecchese, nel 1985 prese parte alla spedizione che conquistò l’Ama Dablam, capitanata da Casimiro Ferrari. Aveva 93 anni

Lutto nel mondo dell’alpinismo  per la morte del Ragno Giovanni Carcianiga per tutti “Stizza” soprannome affibiatogli per il suo temperamento.

Nato nel 1927 a Lecco nel rione di Rancio dove è vissuto e cresciuto, Carcianiga inizia ad arrampicare da giovane esplorando la zona del San Martino e della Medale, le montagne di casa, prima insieme a Giovanni Ratti e Antonio Castelnuovo, poi con Giuseppe Spreafico e Vittorio Rota.

“Stizza” non era l’unico soprannome del Carcianiga che venne ribattezzato anche “Whymper”,  in occasione di una gita alla Presolana alla quale lo scalatore si presentò con un paio di pantaloni, modello “Whymper”.

Innumerevoli le scalate effettuate da Carcianiga nel lecchese e non solo. Tra le imprese da ricordare quella nel 1985 con la spedizione del Cai Ballabio capitanata da Casimiro Ferrari che conquistò l’Ama Dablam (Nepal).

Carlo Aldè, membro dei Ragni di Lecco, lo ricorda così sul gruppo Ragni: “Grande uomo, alpinista e fondista. Mi ricordo quando alla fine dell’ultima corda doppia sotto alla Cresta Nord dell’Ama Dablam in Nepal ti ho trovato nascosto sotto ad un masso. Eri salito dal campo base per farci una sorpresa e portarci una coca cola. Ci avevi abbracciati facendoci emozionare. Quel momento mi resterà per sempre nel cuore.”

“Era una persona di grande cultura che merita stima e rispetto – ricorda un altro Ragno, Dino Piazza, su Lecco Notizie  Un uomo onestissimo e questa è una qualità molto importante perché in montagna in certe situazioni non si può barare. Ricordo in particolare due spedizioni fatte insieme: una nella zona del Cerro Torre in Patagonia e quella più complicata al San Valentin in Cile dove finimmo entrambi all’ospedale a causa di un congelamento”.