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10 agosto 2018

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Alpi Occidentali · Aree Montane · Europa

Ancora nessuna traccia dei tre alpinisti italiani dispersi sul massiccio del Monte Bianco

Fonte: Ansa

Alle ricerche, partecipano anche i colleghi del finanziere-soccorritore

Nessuna traccia dei tre alpinisti del torinese, dispersi sul versante francese del Monte Bianco: Elisa Berton, 27 anni, e dei fratelli Luca (31), suo fidanzato, e Alessandro Lombardini (28), militare del Soccorso alpino della guardia finanza di Bardonecchia.

Le ricerche sono condotte dai gendarmi francesi del Pghm di Chamonix (che hanno lanciato un appello a eventuali testimoni), insieme con i finanzieri della stessa stazione piemontese e quelli di Entreves (Courmayeur).

“Si suppone che” i tre alpinisti “siano caduti in un angolo inaccessibile, al di là dell’Aiguille Verte, dalla cresta dei Grands Montets” ha detto Stéphane Bozon, comandante del Peloton de gendarmerie d’haute montagne (Pghm) di Chamonix (Francia), che conduce le operazioni di ricerca.

“Nella zona ci sono pareti rocciose, canali molto stretti” dove si verificano, spiega Bozon, “cadute di pietre” oltre a “dei grandi crepacci, sia sul versante del Monte Bianco e sia quello del ghiacciaio dei Rognons”. Nelle ricerche sono impegnati “un elicottero della Sécurité civile con due soccorritori a bordo, tre unità del Pghm, quattro del Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves e Bardonecchia via terra, un soccorritore della Chamoniarde, società di soccorso in montagna, con un drone”.

I tre alpinisti dispersi sul Monte Bianco. Fonte: Ansa

Si utilizza anche un apparecchio per rintracciare cellulari

Proseguono anche con un apparecchio in grado di rintracciare i cellulari le ricerche dei tre alpinisti italiani dispersi sul versante francese del massiccio del Monte Bianco da martedì 7 agosto. Al momento, secondo quanto riferito all’ANSA dal Peloton de gendarmerie d’haute montagna di Chamonix (Francia), lo speciale dispositivo arrivato da Marsiglia non ha captato alcun segnale telefonico. Il sistema funziona creando una sorta di cella artificiale a cui il cellulare, anche in assenza di campo, dovrebbe agganciarsi.