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24 marzo 2020

Ancora “qui”: un 4×4 che porta ovunque

Cari amici, miei compagni di avventura, anche oggi un saluto dal Portogallo.

Sono a cavallo del mio 4×4 che mi porta ovunque io voglia: non devo neanche chiudere gli occhi e battere i tacchi rossi. (Per altro, tranquilli, non porto ancora i tacchi rossi)…

Ho guidato un po’ di tutto e un po’ dovunque: fuoristrada, barche, pulmini, canoe, bici… e non potevo che trovarmi su questo ponte di comando, viste le circostanze.

La mia nave è una stanza larga 4 metri e lunga altrettanto…
Una stanza 4×4 metri in quel di Lisbona ed è piena di pensieri e sogni.

Sono ancora  chiuso qui dentro, ma sono anche qui…

E qui…

E qui…

E in tantissimi altri luoghi. Casa è dove sono io.

Non è un luogo fisico. Sono composto da tutte le cose che ho visto, tutto quelle che ho fatto e vissuto.

Non mi é mai interessato avere, ma solo essere: ora con me ci sono milioni di colori e da questa astronavicella posso spiccare il volo in qualsiasi momento e andare ovunque voglia essere.

Non sto ad annoiarvi nel racconto delle vie sbarrate, i voli cancellati, i treni soppressi, e il resto delle possibilità annullate.
Non ora per lo meno. Vi parlerò invece del fiume di colori che passa attraverso questa stanza, dei sorrisi e dei pensieri.

Ci sentiremo attraverso interviste, pagine virtuali, immagini.
Cercherò di tratteggiare molti modi di vivere la quarantena grazie agli amici e i loro sguardi.

La nave sta salpando…

Christian Roccati
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