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14 marzo 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Chiusa la spedizione invernale al K2, Artem Braun spiega: “la priorità era la sicurezza dei partecipanti”

L’organizzatore della spedizione russo-kazaka-kirghisa al K2 spiega le ragioni della rinuncia, dopo aver raggiunto i 7500 metri di quota

Abbiamo tutti seguito con ammirazione l’ultima azione invernale del team ru-kz-kg composto da Vassily Pivtsov, Artem Braun, Tursunali Aubakirowa e Mikhail Danichkin sul K2.

Gli alpinisti hanno trascorso quasi una settimana in quota,  fino a raggiungere un’altitudine di oltre 7500 metri e a bivaccare a 7400 metri. Poi l’annuncio della conclusione della spedizione.

Michał Gurgul di Wspinanie, ha intervistato  Artem Braun il 10 marzo,  per conoscere le ragioni che hanno portato a questa decisione e per parlare di questa esperienza invernale sull’ottomila:

Congratulazioni per l’ultima azione sulla montagna. Mi ha sorpreso la decisione di chiudere la spedizione; durante una successiva uscita avreste potuto raggiungere la cima?

“Non lo sappiamo …  Dobbiamo tornare alle nostre famiglie, al lavoro.
Ci sono diversi motivi per cui è stata chiusa la spedizione. Era la nostra quinta salita ed eravamo molto stanchi. Non abbiamo usato ossigeno supplementare, sherpa o HAP. Le ultime previsioni meteo che abbiamo ricevuto in quota non erano buone. Tuttavia, l’elemento decisivo è stata la mancanza di visibilità sulla via. Potevamo continuare, ma avremmo violato la priorità della spedizione, cioè la sicurezza dei partecipanti. Non usiamo riscaldatori chimici o elettrici e non ci siamo congelati un solo dito. Tutti stanno bene. Questo è il motivo per cui siamo rimasti fedeli alle nostre priorità. La montagna aspetterà.

Da sinistra: Artem Braun, Tursunali Aubakirow, Mikhail Danichkin e Vassily Pivtsov dopo essere tornati alla base dall’ultima azione sul K2 (foto K2 winter climb 2019)

Quali sono le condizioni, quest’anno, sullo Sperone degli Abruzzi e sopra il Campo 3?
Sopra il C3, la situazione sta cambiando. C’è ghiaccio, neve e crepacci. Tuttavia, per un alpinista esperto non è un terreno difficile. Non posso dire molto di più…. Abbiamo visto solo il pendio che conduce alla Spalla, e niente più in alto. Abbiamo iniziato a salire, il ghiaccio duro era coperto da uno strato di neve, c’erano molti tratti senza ghiaccio e la visibilità era scarsa.

Qual è la  cosa più difficile in un’invernale sul K2?
La cosa più difficile è organizzare una spedizione del genere, in cui tutto funzioni bene. Fondamentalmente, tutto è una grande sfida. Non ci credo ancora che siamo saliti sul K2…

Hai avuto difficoltà organizzative?
Abbiamo sicuramente commesso molti errori, ma è troppo presto per parlarne. Dobbiamo analizzare attentamente queste questioni.

Pensi che la vetta possa essere raggiunta in inverno senza ossigeno supplementare? In Polonia le opinioni su questo argomento sono diverse
Penso che sia possibile.

Un altro punto “controverso” è la durata dell’inverno sul K2. Qual è la tua opinione su questo argomento?
Prendiamo in considerazione l’inverno da calendario, ma nei nostri paesi [Artem intende Russia, Kirghizistan, il Kazakistan, ed eventualmente altri paesi dell’ex Unione Sovietica] si ritiene  che l’inverno duri dal 15 novembre al 15 marzo. Per noi, tuttavia, questa non è una regola rigida. È più importante capire come si presenta il vero inverno in montagna.

Tornerai al K2 in inverno?
Tutto è possibile.

Invernale al K2, 2019: Artem Braun. Fonte: russian.climb

Sperone Abruzzi, K2. Fonte: thoughtco.com

 

Alex Txikon domenica è rientrato al CB del K2, dopo aver guidato le ricerche di Tom Ballard e Daniele Nardi scomparsi sul  Nanga Prabat. Per ora, non sappiamo quali siano i piani del basco, ma il tempo sotto il K2 in questo momento sembra essere molto buono…