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9 maggio 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Dhaulagiri (8.167 m). Horia Colibasanu, Peter Hámor e Marius Gane in azione sulla montagna

Hamor, Colibasanu, Gane, prima della partenza per il Dhaulagiri. Fonte: facebook/Colibasanu

I tre alpinisti oggi hanno ripreso  la loro attività per montare i campi intermedi in alta quota

I rumeni Horia Colibasanu (42 anni), Marius Gane (51 anni) e lo slovacco Peter Hámor (53 anni), sono impegnati in Himalaya per tentare il Dhaulagiri (8.167 m) attraverso l’apertura di una nuova via sulla Cresta Nord-Ovest, senza portatori  e senza ossigeno supplementare. La Cresta  è accessibile da un camino che al di sopra ha una parete di ghiaccio molto tecnica da affrontare e attrezzare.

Dal campo base giapponese, Horia e i suoi compagni di spedizione hanno già attrezzato la prima parte del percorso:

“Dobbiamo affrontare  un percorso molto tecnico, un muro di ghiaccio,  circa 600 metri più avanti – aveva spiegato Colibasanu il 7 maggio sul suo sito –  Avevamo bisogno di equipaggiare questa parte in modo da poter salire fino a 5.400 m di altitudine con le attrezzature per i campi base intermedi. E’ stato estremamente impegnativo: un giorno abbiamo attrezzato il percorso, un giorno siamo rimasti al campo base per riposare. Lo sforzo per attrezzare così tante centinaia di metri è stato enorme. Le tempeste di neve ci hanno costretti a lavorare per rimuovere la neve. L’inizio è  veramente duro perché stiamo salendo su una via sconosciuta,  ad alta quota, con le attrezzature. È di gran lunga la mia spedizione più impegnativa finora, più pesante della spedizione al K2 già molto tecnica e imprevedibile…”

Dhaulagiri, 2019: CB giapponese. Fonte: Peter Hamor

Dhaulagiri, 2019. Foto: Peter Hamor

Dai canali social di Hámor : “Finalmente abbiamo concluso la prima parte della salita , quella più difficile. Abbiamo scalato la parete e il camino per accedere al crinale (difficoltà V+, A1, M5). Finora è stato un po’ un labirinto, ma più avanti cercheremo di trovare il percorso più sicuro. Siamo leggermente ammaccati dalle pietre che cadono e dai pezzi di ghiaccio, ma non abbiamo lesioni gravi. Se rimaniamo in  salute e se il tempo migliora, credo che potremmo raggiungere la vetta nei prossimi giorni.”

Horia e i suoi compagni di spedizione  oggi hanno ripreso  la loro attività sulla montagna per montare i campi intermedi in alta quota. Il primo campo avanzato sarà a circa 5600 metri, dove vogliono trascorrere la notte, per poi salire al secondo campo intermedio.

Hámor, l’unico alpinista al mondo ad aver scalato l’Annapurna due volte, nel 2017 ha raggiunto  con successo la vetta del Dhaulagiri diventando il primo scalatore slovacco a completare tutte le 14 montagne sopra gli 8000 metri senza l’uso di ossigeno supplementare. Nello stesso anno,  Colibasanu raggiungeva il “tetto del mondo” dal versante del Tibet, diventando il primo alpinista rumeno a scalare l’Everest, il suo ottavo Ottomila, senza usare l’ossigeno supplementare.