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23 marzo 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Emergenza Coronavirus. “Denali” chiuso agli alpinisti per tutto il 2020

Mount McKinley, ora Denali. Fonte: it.wikipedia.org

Il National Park Service degli Stati Uniti sospende tutti i permessi di scalata per la  vetta più alta del Nord America

La Pandemia di Coronavirus Covid-19 ha raggiunto anche il Nord America. Nonostante sia arrivata ​​nel continente un po’ più tardi rispetto ad altri territori come la Cina o l’Europa, gli Stati Uniti sono già al terzo posto nel mondo per numero di casi diagnosticati  (oltre 35.000 ad oggi) e il sesto per i decessi (457) . Le misure per contrastare i contagi, già attuate in altri paesi, stanno iniziando a prendere forma anche lì.

È in questo contesto che il National Park Service (NPS) ha annunciato la sospensione di tutti i permessi per le spedizioni alpinistiche al Denali del 2020. Chiuso  il centro visitatori del parco e l’ufficio dei Ranger. Vale la pena ricordare che il Denali si trova nello stato dell’Alaska, dove finora sono stati registrati solo 32 casi, sebbene dieci di questi siano emersi nelle ultime 24 ore.

Dal comunicato:

“A partire da venerdì 20 marzo, il Parco nazionale e la riserva del Denali hanno sospeso l’elaborazione dei permessi di arrampicata per qualsiasi spedizione che volesse tentasse una salita al Denali o al monte Foraker per la stagione alpinistica del 2020. Inoltre, la Talkeetna Ranger Station Walter Harper rimarrà chiusa al pubblico fino a nuovo avviso.

“La stagione di arrampicata di Denali e Mt. Foraker si apre in genere a fine aprile e dura fino a metà luglio, anche se la maggior parte delle squadre iniziano le loro spedizioni a maggio e all’inizio di aprile, giugno. Ad oggi, nessun permesso è stato rilasciato per la stagione 2020. Considerando i lunghi tempi di risposta internazionali al coronavirus, i protocolli sociali per contrastarlo e le restrizioni legate ai viaggi, la direzione del parco ha determinato che è opportuno sospendere tutti i permessi per il 2020.”

“La salute e la sicurezza della comunità alpinistica, compresi i visitatori del parco, i dipendenti, i volontari e i partner, sono la nostra priorità numero uno. L’alpinismo in alta montagna richiede generalmente il trasporto su piccoli aerei e la condivisione di tende, attrezzatura da arrampicata e altre infrastrutture per i campi. Alla luce di questi e altri fattori, come la difficoltà di seguire i protocolli di igiene raccomandati in un ambiente montano, i funzionari del parco hanno stabilito che in questo momento non è possibile proteggere adeguatamente la salute dei ranger e di altre squadre di emergenza, piloti e gli scalatori.”

“Tutti gli alpinisti attualmente registrati per scalare il Denali o il Monte Foraker avranno diritto al rimborso della quota di scalata e l’entrata nel parco del 2020. Gli alpinisti registrati non devono richiedere un rimborso, ma verranno avvisati via e-mail nelle prossime settimane quando i rimborsi verranno elaborati.”

Sentieri aperti

Nonostante ciò, le autorità sottolineano che i sentieri che attraversano il parco per ora rimangono aperti.

La notizia, ha sicuramente infranto i sogni di molti alpinisti. Tra questi, i francesi Matthieu Bélanger e Loury Lag, già proiettati nella seconda fase del loro progetto Icaro che consisteva nella scalata delle Seven Summits  in sette anni.