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23 maggio 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Cultura · Resto del Mondo

Håkon Erlandsen esegue il primo “concerto” in vetta all’Everest. Guarda il video

Håkon Erlandsen esegue il primo “concerto” in vetta all’Everest

Il 16 maggio 2019, il musicista norvegese ha suonato il sax in vetta all’Everest. E’ il primo “concerto” sulla cima della montagna più alta del pianeta

Era il sogno del musicista jazz e atleta Håkon Erlandsen tenere il primo “concerto” in vetta all’Everest. Il norvegese ha scalato la montagna più alta del pianeta con il supporto di ossigeno supplementare, portandosi dietro il suo sax.

A  8.848 metri di quota,  l’ossigeno è del  30% rispetto al livello del mare. Con poco ossigeno e temperature gelide, Håkon ha estratto lo strumento, realizzato appositamente, e ha iniziato a  suonare. Ovviamente il concerto non è durato molto.

La  breve esibizione a  temperature rigide  ha influenzato la qualità della prestazione:

“Durante l’esibizione faceva terribilmente freddo. Alla fine del pezzo “Everest” non sentivo più le mani e non sapevo di schiacciare i tasti sbagliati sullo strumento. Inoltre, ho suonato senza ossigeno supplementare, la testa non funzionava al 100%, motivo per cui ho sbagliato. Ma ero lì non per esibirmi nel concerto migliore del mondo, ma per dimostrare a tutti che è possibile farlo. Creare una storia musicale unica… Tentare di superare i limiti umani…

Non è la prima volta che il musicista suona in alta quota. Deteneva già il record per il concerto più alto del mondo. L’anno scorso aveva suonato il suo sax in vetta all’Aconcagua (6962  m), in Argentina.
L’impresa rientra nell’ambito del progetto Earth Crown.

Håkon Erlandsen, Everest 2019. Fonte: facebook

Lo spettacolo in cima al “tetto del mondo” a causato ad  Håkon alcuni problemi. Durante l’esibizione  ha perso la sensibilità di sei dita e gli si sono congelate quattro dita dei piedi.

Håkon sta attualmente tentando di scalare le montagne  più alte di tutti i continenti, le “Seven Summits” e il sax è sempre nel suo zaino. “Durante il viaggio su queste montagne compongo una sinfonia, ispirata al continente che sto visitando, alle persone incontrate e alla cultura dei luoghi che attraverso. Il viaggio, quindi, è fonte di ispirazione della musica che scrivo. Sulla strada verso l’Everest sono morte due persone, una fuori da una tenda proprio vicino a me. Ho visto anche altri corpi senza vita nella neve. L’estrema emozione di raggiungere la vetta, le storie e le dinamiche che si sviluppano diventano piuttosto uniche quando si traducono in musica. Quando tornerò in Norvegia, la mia musica sarà adattata per un’orchestra di 60 musicisti. L’obiettivo è trasmettere le mie esperienze e far viaggiare le persone che non hanno possibilità di andare in questi luoghi attraverso la musica e il video.”

In merito alla salita, il musicista ha dichiarato: “E’ stato  davvero impegnativo sia fisicamente che mentalmente. È una quota talmente alta che il corpo ha bisogno di molto tempo per adattarsi alla carenza di ossigeno, ai 5300 metri del campo base, dove siamo stati per molto tempo. Eravano in una tenda in cima a un ghiacciaio in un luogo in cui le valanghe cadevano circa cinque volte al giorno. È davvero difficile mentalmente essere costantemente a rischio per così tanto tempo. E su per la montagna non è stato più facile. Con il mio sax, un peso extra, guadagnare quota era difficile. Ad ogni passo verso la cima, volevo lanciare quel maledetto strumento… “

Nel 2019 Håkon intende scalare anche Elbrus (5642 m) in Russia, Carstensz Pyramid (4884 m) in Nuova Guinea e Vinson Massif (4892 m) in Antartide.

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