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14 ottobre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Himalaya. Gli ultimi tentativi dell’autunno e le grandi sfide dell’inverno

K2, inverno 2019/2020. Fonte: Mingma G/facebook

Invernali 2019/2020 su K2, Everest e Broad Peak

La stagione alpinistica autunnale sugli 8000 del Nepal è praticamente conclusa ed è tempo di fare il punto sulle grandi sfide del prossimo inverno, dove gli occhi saranno nuovamente puntati  sul K2.

Due le spedizioni che hanno annunciato di volersi dirigere verso la  seconda montagna più alta del pianeta, ancora inviolata nella stagione più fredda: Mingma Gyalje, con il cinese Gao Li e l’islandese John Snorri, e la cordata formata dal canadese Don Bowie e dal russo Denis Urubko,  che si acclimaterà al Broad Peak prima di tentare il K2.

Da seguire, sempre quest’inverno, l’ambizioso tentativo in solitaria e senza ossigeno supplementare del tedesco Jost Kobusch all’Everest.

In attesa dell’inverno si guarda a Meru, Chamlang e Shisha Pangma

Meru Peak, autunno 2019. Fonte: Mathieu Maynaier/facebook

La stagione alpinistica autunnale, non è completamente chiusa in Himalaya. Sul  Meru Peak  sono impegnati il francese Mathieu Maynadier, il belga Sean Villanueva e lo svizzero Roger Schaeli nel loro tentativo in stile alpino: «Andiamo a scalare! La finestra meteo è arrivata, si vede la linea, speriamo che la neve della scorsa settimana non sia un ostacolo troppo grande!”, ha postato ieri Maynadier sulla sua pagina Facebook. I tre hanno appena concluso l’acclimatazione.

Il valdostano Hervé Barmasse e il tedesco David Göttler sono invece giunti ai piedi del Chamlang (7.319 m) dove intendono tentare una traversata senza precedenti, sempre in stile alpino. “Durante i primi giorni di una spedizione, quando non ti alleni, cerchi solo di riposare, mangiare (integrare), e recuperare facendo un po’ di stretching, yoga e poi leggi, pensi, scrivi… Ma è solo un momento di attesa, perché se siamo qui, è soprattutto per muoverci”,  ha postato Barmasse il 10 ottobre sui suoi canali social.

Campo Base del Chamlang, autunno 2019. Foto: David Goettler/Instagram

Ieri Goettler ha pubblicato una foto, con questo commento: “Non avremmo potuto chiedere un posto migliore! Benvenuti al campo base di Chamlang. La nostra casa per le prossime settimane.”

“Siamo al campo base del Chamlang e domani andiamo a ultimare l’acclimatamento con una notte sopra i 6000. Poi il meteo, come sempre e come per tutti, deciderà più o meno le nostre possibilità. Il team funziona, il fisico pure e non potevamo scegliere posto migliore per integrarci al meglio in vista del progetto primaverile al Cho Oyu 8200 m.”, ha informato oggi Barmasse.

Per quanto riguarda il nepalese Nirmal “Nims” Purja, è  ancora a Kathmandu in attesa del permesso per dirigersi allo Shisha Pangma (Tibet), ultimo Ottomila del suo Project Possible.
Scriveva Nims, sul suo instagram due giorni fa: “Oggi ho effettivamente contato i giorni e mi sono reso conto di averne trascorsi di più seduto a Kathmandu o aspettando fondi o il permesso, rispetto ai  giorni passati in montagna. Quindi, in attesa dei permessi e visti per lo Shisha Pangma, ho già riflettuto molto sul prossimo progetto. Credetemi amici miei, è solo l’inizio…”