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24 gennaio 2018

Ambiente e Territorio

Intervista a Igor D’India: in Alaska per documentare i cambiamenti climatici

Intervista IgorD'India - MountainBlog

Igor D’India – Foto: Igor D’India

Francesco Russo ha intervistato il documentarista d’avventura Igor D’India, in partenza per una spedizione a Fort Yukon, Alaska

Accendo la tv e come prima notizia vedo che una nave carica di petrolio sta bruciando in mezzo al mare. Da un momento all’altro potrebbe esplodere causando l’ennesimo disastro ambientale che segnerà la nostra bellissima terra per un tempo indefinito. Mi torna in mente il libro “In terre lontane” di Walter Bonatti e sogno avventure in posti remoti, dove la natura regna sovrana senza ancora aver subito la mano dell’uomo. Immagino quanto sarebbe bello poter vivere o anche solo trascorrere una vacanza in un posto così. Tempo fa un caro amico, Igor D’India, è andato a ripercorrere uno dei viaggi di Bonatti nell’immenso territorio dello Yukon. Ora tornerà per verificare in prima persona come anche il Grande Nord e i suoi luoghi remoti siano ormai testimoni diretti del cosiddetto climate change.

Abbiamo fatto qualche domanda a Igor:

Chi è Igor D’India?

Videomaker Palermitano di 33 anni. Fino all’anno scorso ti avrei detto che faccio il “documentarista d’avventura”, ma per stare al passo con i tempi forse è meglio dire “blogger d’avventura che ha molto a cuore la tematica dell’inquinamento dei fiumi e delle zone remote del mondo”.

Diciamo che la sostanza tra le definizioni non cambia, ma in questo lavoro ogni tre o quattro anni la forma cambia di brutto!

Com’è nata questa tua passione per i documentari d’avventura?

Ho cominciato filmando i viaggi con i miei genitori quando avevo 14 anni. Mia mamma è di Udine ed è stata portata a Palermo da bambina. Per lei il trasferimento è stato un trauma ed era quindi necessario passare almeno due settimane all’anno in giro sulle Alpi “per prendere aria”. A me, a mio padre e a mio fratello la cosa non dispiaceva affatto. Così in estate partivamo su una Fiat Uno tutta sgangherata e io passavo il tempo a filmare le nostre vacanze tra i monti e a leggere i libri di Bonatti che mi regalava mio padre. A 17 anni ho cominciato invece a viaggiare da solo all’estero e a 20 ho girato il mio primo documentario, “Le finestre di Beslan”, al confine con la Cecenia. A volte provo a pensare a cosa altro avrei potuto fare nella vita, ma non riesco proprio a vedermi diversamente. Forse come lavapiatti e bagnino, che sono stati i miei lavori di emergenza per qualche anno, avrei avuto una bella carriera. Amo questi due lavori. Ma con un lavandino o un rastrello in mano non è che si possa esprimere troppa creatività.

Intervista IgorD'India - MountainBlog

Yukon River – Foto: Igor D’India

Puoi raccontarci cosa ti aspetti e che tipo di viaggio sarà quello che stai per fare?

Vado in Alaska a Febbraio, precisamente a Fort Yukon, alla confluenza tra i fiumi Yukon e Porcupine. Vado a farmi raccontare dai nativi Gwitch’in come si vive oggi nell’Artico ai tempi del climate change. Nel 2014 sono arrivato a Fort Yukon in canoa in solitaria, ripercorrendo le orme del viaggio di Walter Bonatti del 1965. Quella volta ho dovuto interrompere la mia spedizione, rimanendo ostaggio per una settimana di una tempesta anomala che ha destato non poche preoccupazioni tra i capi tribù. Ho deciso allora di tornare a trovarli in inverno, per capire meglio cosa sta succedendo e farmi raccontare cosa sta cambiando nelle loro terre. Routine quotidiana, caccia, migrazioni di caribou, ne hanno storie da raccontare i nativi! Farò un racconto video a puntate che potrete seguire sulla mia pagina FB e qui su MountainBlog.

Intervista IgorD'India - MountainBlog

Igor D’India in Alaska – Foto: Pagina FB Igor D’India

Come ci si prepara per un’avventura come questa?

Per quanto riguarda le storie e i personaggi più interessanti da filmare, li dovrò cercare una volta arrivato a Fort Yukon, ma per fortuna ho già parlato con i miei amici del posto. Per il freddo estremo io posso solo vestirmi bene (anche se sto ancora cercando l’abbigliamento migliore) e ascoltare le indicazioni dei nativi, ma l’attrezzatura video potrebbe avere qualche problema a certe temperature. Ora sto lavorando anche per pianificare idealmente i contenuti video da postare mentre sono in Alaska.

Qual è il tuo pensiero sui cambiamenti climatici?

Posso parlare da testimone diretto dei fenomeni legati al climate change anche nei luoghi più remoti del pianeta. Ho parlato con le popolazioni indigene, con gli scienziati. Tutti mi dicono la stessa cosa: inquinamento e fenomeni atmosferici stanno cambiando in peggio e ovunque. A chi non crede che sia l’uomo la causa di questo fenomeno, o di una parte di esso, posso dire che qualunque sia la nostra responsabilità in merito non possiamo continuare ad abusare del pianeta a questi ritmi e dobbiamo immediatamente smettere di ignorare gli innumerevoli segnali di allarme. Rischiamo seriamente di estinguerci in breve tempo. Io nel mio piccolo ho deciso di documentare tutto ciò nei territori più remoti del pianeta. Spero di riuscire a sensibilizzare la gente e a creare in loro un po’ più di amor proprio verso il luogo che ci ospita.

Vogliamo provare a fare qualcosa per salvare il nostro pianeta o vogliamo subire i climate change causati dall’uomo senza far nulla? Noi di MountainBlog abbiamo deciso di accompagnare Igor in questa avventura e a Febbraio potrete seguirlo direttamente sui nostri canali.

Di seguito il primo episodio di “Storie dall’Artico”:

Intervista di Francesco Russo/Mountainblog