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13 febbraio 2018

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Invernale al K2. Denis Urubko, il combattente disciplinato, rientra dalla ricognizione a quota 6500 metri

Invernale al K2. Urubko e Wielicki. Fonte: Ostatni Szczyt Dla Polakòw

Nuvole e vento sul K2. Secondo le previsioni, nel pomeriggio il tempo dovrebbe migliorare

Aggiornamento dal K2. Denis Urubko è rientrato dalla sua ricognizione. Ha raggiunto 6500 metri. Pare che ci siano delle vecchie corde che devono essere sistemate.

Oggi, Marcin Kaczkan e Piotr Tomala, con i portatori pakistani Amin e Fazal, sono usciti per attrezzare la via per il Campo 1, dove intendono passare la notte. Intanto imperversa il brutto tempo anche se nel pomeriggio le condizioni dovrebbero migliorare.

Dopo la ricognizione a quota 65oo metri, Urubko aggiornato il suo blog. Di seguito, alcuni dei suoi commenti: “Sulla base dell’esperienza maturata dalle precedenti salite invernali, so che il problema maggiore è il vento. Le fortissime raffiche di vento  non dano la possibilità di lavorare, non danno tregua nel bivacco. Quando la tenda scuote insieme a tutti quelli che ci sono dentro, si congela e ci si bagna. Qualsiasi via d’uscita dalla neve  richiede molto tempo.

Pertanto, sul K2 in inverno, qualsiasi tentativo di scalare il versante Nord o Sud presenta incredibili difficoltà rispetto alla stagione estiva. La tempesta invernale,  imperversa da novembre a marzo.

Invernale al K2: Fazal, il portatore pakistano. Fonte: Blog Denis Urubko

Il versante orientale del K2 è interessante perché la montagna ripara la squadra dai forti venti occidentali. Nella stagione estiva c’è il pericolo di valanghe. In inverno, la presenza di un manto nevoso minimo rende la scalata molto più semplice. Il movimento e l’organizzazione dei ripari presenta meno difficoltà. Si possono sistemare le tende, c’è la possibilità di passare la notte nei crepacci, organizzare crune di neve.
“Dobbiamo guardare il versante orientale”, avevo detto a Krzysztof Wielicki due mesi prima che iniziasse la spedizione.
“Dobbiamo guardare il versante orientale”, avevo detto a Golab sulla strada per il campo base.
“Dobbiamo guardare il versante orientale!” – Ho detto  ancora una volta vedendo la faccia rotta  e fasciata di Bielecki colpito da una pietra all’inizio della via basca (la Cesen) e miracolosamente sfuggito ad un destino più crudele.

Invernale al K2: Denis Urubko. Fonte: Blog Urubko

Dopo le mie ripetute richieste, si sono convinti. Pertanto, la mattina dell’8 febbraio, ho chiesto a Krzysztof Wielicki il permesso di fare una ricognizione sulla parete orientale. Mi ha dato uno dei portatori pakistani, Fazal, che ha quattro figli e molte ascensioni alle spalle sugli ottomila pakistani. Legati con una corda, abbiamo superato il valico e alle 10:00 simo giunti proprio di fronte alla parete est…. Ho allargato le braccia con ammirazione davanti alla parete.

Conclude Urubko: “Ed ora,  gambe in braccio e avanti lungo la cresta dello Sperone degli Abruzzi, come ufficialmente segnalato nelle nostre ultime comunicazioni. Sono un combattente disciplinato..”