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13 febbraio 2019

Invernale al K2. Le difficoltà della Piramide Nera e delle parti superiori della montagna

Leszek Cichy. Foto: Jacek Turczyk/PAP

L’opionione dell’alpinista Leszek Cichy

Nell’inverno 1987-88 gli alpinisti polacchi Leszek Cichy e Krzysztof Wielicki scalarono la Piramide Nera al K2.

La cima della Piramide Nera si trova a un’altitudine di circa 7.250 metri, dove inizia un campo di ghiaccio o neve (a seconda delle condizioni), e dove solitamente viene allestito il Campo 3. Anche Leszek e Krzysztof hanno montato la loro tenda in questo posto, ma il maltempo li ha costretti a tornare indietro il giorno successivo.

Il passaggio della Piramide Nera nella stagione più fredda è stato ripetuto più volte. Lo scorso inverno, Adam Bielecki e Denis Urubko lo hanno fatto. Ma a Campo 3, a circa 7250 metri, dove si trova la cima della “Piramide Nera”,  i polacchi arrivarono per la prima volta molto prima, più di 30 anni fa.

Delle difficoltà della Piramide Nera e delle parti superiori dell’8000, ne ha parlato Michal Gurgul di Wspinanie con Leszek Cichy. Vi proponiamo l’intervista:

Quali sono le difficoltà tecniche della Piramide Nera?

Ci sono molte vecchie corde sulla Piramide Nera; il problemi non sono solo le difficoltà tecniche.

Le vecchie corde non sono coperte di neve e ghiaccio, come in altre parti della via?

Di solito no, perché la Piramide è esposta al vento. Neve o ghiaccio  si formano nelle piccole cavità della parete. La neve è completamente spazzata via dalla roccia. Pertanto, quindi i vecchi scorrimano rimangono all’esterno.

Usarle è una buona idea?

Con buone capacità tecniche indubbiamente sì;  l’uso di vecchie corde in questo tratto accelera notevolmente la scalata; il passaggio dell’intera Piramide richiede l’installazione di 1000-1200 metri di corda.

Le spedizioni hanno ancora molta strada da fare. Qual è il percorso sopra il campo 3?

Anche tra la cima della Piramide Nera e la Spalla, a 8.000 metri, è un serio problema. Dagli schizzi e dagli appunti di Denis Urubki dell’anno scorso, emerge che, oltre ai seracchi lì da molti anni, si sono formati molti nuovi crepacci  in questa zona. Tutto dipende dalle condizioni. Molto dipende dalle condizioni. La differenza sostanziale la farà se ci sarà neve o ghiaccio nudo. Questa non è un’area conosciuta o una cresta dove si può camminare. Sulla spalla devi cercare una via tra seracchi e crepacci.

Quando sono stato lì l’ultima volta con Anka (Anna Czerwińska, con la quale nell’estate 2005 è andato in spedizione al K2, accompagnati da Dariusz Zaluski) siamo stati costretti a ritirarci da Campo 4  per il maltempo. Grazie ai tracker, siamo stati in grado di trovare la strada e scendere. Non ci sono difficoltà tecniche sulla spalla, ma l’orientamento su questo tratto può essere una vera sfida.

Marcin Kaczkan mentre sale sulla Piramide Nera, Sperone Abruzzi sul K2. Foto: Maciej Bedrejczuk. Fonte: Wspinanie

In quale altro luogo gli scalatori incontreranno difficoltà tecniche?

Sul “Collo di Bottiglia”. Anche qui dipenderà se ci sarà neve oppure ghiaccio. In caso di ghiaccio, secondo me, dovrebbe essere affrontato da almeno quattro alpinisti. Poi, i due tecnicamente migliori, potrebbero provare a salire più velocemente senza corde, mentre gli altri due potrebbero assicurare il tratto per consentire a tutta la squadra di scendere meglio.

Affinché questo attacco si compia, è necessaria una migliore acclimatazione. Finora, nessuna squadra ce l’ha.

Il team russo-kazako-kirghiso è più vicino all’obiettivo in termini di acclimatazione. È vero che non hanno ancora dormito a C3, ma si sono già avvicinati a questa altezza. Secondo me, ora dovrebbero  fare un’altra uscita, passare la notte al 7300 e andare almeno fino a Campo 4, anche senza dormire qui. Fare un deposito e ritornare giù. Solo in questo modo la spedizione avrebbe una possibilità di successo.  Potrebbe non esserci abbastanza tempo.

A causa del tempo o della fine della spedizione? Il team di Pivtsov e Braun hanno in progetto di scalare fino alla fine di febbraio.

D’ora in poi ci saranno più nevicate e le finestre meteorologiche saranno di meno o più corte. Si dice che siano di 3 giorni, ma di solito è un pomeriggio, un giorno e fino a mezzogiorno del terzo giorno. Quindi, in totale, si hanno a disposizione 48 ore.

Il secondo problema è il periodo invernale effettivo sul K2

I russi credono che duri fino alla fine di febbraio.

K2, inverno 2019: terza spinta. Fonte: K2WinterExpeditionkz.ru

Txikon dovrebbe rimanere fino alla fine del calendario invernale, ma i russi ce la faranno o no?

Credo che se dovessero tentare di  raggiungere la vetta con una sola notte a 7300 m, senza ossigeno, sarebbe troppo rischioso. La possibilità di farlo entro la fine di febbraio c’è, ma le probabilità di riuscita sono poche.

E Txikon? Ha più tempo a disposizione, ma ne trascorre gran parte al campo  base.

Alex non è preparato affatto e l’esperienza dei sue due tentativi all’Everest in inverno dimostra  che ha commesso quache errore. O  teorico o nella pianificazione e nella logistica. In entrambi i tentativi, non ha nemmeno scalato la Sella Sud.

Ora, solo attendendo al campo, non riuscirà ad acclimatarsi. L’acclimatazione la dà solo uno sforzo attivo. E’ follia anche sistemare  corde parallele,

Non sappiamo con certezza se gli sherpa di Alex useranno l’ossigeno. Fino ad ora, non c’è stato bisogno, ma cosa succederà sopra – non lo sappiamo. Molte persone pensano che ciò possa accadere, considerando le precedenti spedizioni invernali del basco. Come cambierebbe la situazione?

Anche se Txikon non  utilizzasse l’ossigeno, i vicini Sherpa, dotati di bombole, gli avrebbero sicuramente dato sicurezza in più – avrebbe avuto il loro supporto in caso di problema.

K2 inverno 2019: A. Txikon con parte del suo team. Fonte: facebook

Non sei contrario a salire il K2 in inverno con l’ossigeno?

Credo che anche se il K2 fosse scalato con l’ossigeno, sarebbe un successo e la fine di un’era. Continuo a sostenere la tesi che al K2 in inverno – a causa della temperatura, della pressione, della diminuzione della capacità di lavoro – un lungo tempo a un’altitudine tale senza ossigeno può essere possibile, ma certamente non sicuro.

Riguardo le condizioni invernail sul K2, potresti  illustrare la portata della sfida di scalare e ritornare dalla cima del K2?

Appena sopra la il Campo Base Avanzato inizia un approccio simile a un niestrome – ci sono già messo la corda. Le corde portano fino alla cima della Piramide Nera. Come abbiamo già detto, i giochi sonoo appena iniziati – l’area non è tecnicamente difficile, ma è difficile orientarsi tra vento, altitudine e basse temperature. Comunque l’azione sopra la Piramide non andrebbe, devi tornare indietro. Sai quante uscite dalla cima della piramide alla ABC devono essere fatte? 96! Ecco quante volte devi superare. Sei estremamente stanco, non puoi fare un solo errore.

Appena sopra il Campo Base Avanzato (ABC), inizia l’approccio; le corde ci sono già. Le funi conducono fino alla cima della Piramide Nera. Come già detto, è solo da lì che inizia il vero gioco – non è tanto difficile dal punto di vista tecnico quanto difficile scegliere al via. Il vento, l’altitudine e le basse temperature iniziano ad incidere duramente. Tuttavia, oltre all’attività sopra la Piramide, bisogna anche tornare indietro. Sai quante discese dalla cima della Piramide al ABC devono essere fatte? 96! E’ necessario spostarsi così tante volte sulle corde…Di solito, si è già molto stanchi, se il tempo peggiora e devi fare 96 discese, non puoi commettere un solo errore.

Sperone Abruzzi. Fonte: thoughtco.com

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