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21 febbraio 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Invernali sugli 8000. La situazione su K2 e Nanga Parbat

K2, inverno 2019. Foto Vassily Pivtsov. Fonte: facebook

Da venerdì, i fortissimi venti inizieranno a placarsi sul K2

Venti impetuosi si stanno abbattendo in questi giorni sul campo base del K2, con picchi fino a 200 km/h in vetta, ma da domani le condizioni meteo dovrebbero iniziare a migliorare.

Annunciata anche una breve finestra favorevole che dovrebbe consentire ai team di ritornare in azione sulla montagna.

Nel frattempo, alcuni grandi alpinisti si sono espressi sulle reali possibilità di vetta sul K2.

Il fuoriclasse Denis Urubko sostiene che le due squadre non abbiano possibilità di raggiungere la vetta del K2 quest’anno: “Txikon è fermo alla base, i ragazzi di Pivtsov hanno fatto un deposito in cima alla Piramide Nera… È impossibile salire in vetta al K2 senza un acclimatamento significativo, senza una via ben preparata. Il primo marzo finisce l’inverno e non hanno tempo. Non hanno possibilità di vincere il K2 quest’anno. Ma ci saranno altre spedizioni… la montagna aspetterà”.

Nell’intervista rilasciata al magazine polacco Wspinanie, Urubko ha dichiarato: “Sono stanco di queste spedizioni; ma ho ancora dei progetti per i prossimi 3 anni! Una nuova via sul Gasherbrum II in estate, in inverno Broad Peak ed infine K2 in inverno. Penso di finire la mia carriera con l’invernale sul K2 “. “La cosa più importante è trovare un buon partner. Uno che abbia lo stesso obiettivo, che vuole fare la stessa cosa e che si impegni nella scalata. Al momento non ho un compagno con cui andare sul K2 in inverno.”

CB del K2. Fonte: K2winterclimb2019

Per Reinhold Messner, saranno le condizioni meteorologiche a decidere. Messner spiega che “la spedizione russo-kazaka-kirghisa ha raggiunto i 7.000 metri mentre quella guidata dal basco Alex Txikon, formata da cinque sherpa e un altro alpinista spagnolo [Felix Criado] ha raggiunto il Campo 2”.

Messner nota che non c’è collaborazione tra i due gruppi perché, a suo parere, i due metodi per affrontare la montagna sono radicalmente diversi: “Mentre la prima spedizione avanza con un metodo tipicamente sovietico, basato su molti giorni di sacrificio e lavoro costante, anche in condizioni avverse, il secondo si muove di meno e solo allora può essere veloce. Txikon cerca di riservare il più possibile le energie, fisiche e mentali. “ Approfondimento

Il polacco Krzysztof Wielicki, il primo a salire un ottomila in inverno, nell’augurare  buona fortuna alle due squadre, si è espresso sulla strategia:  “Credo che il tentativo vero inizierà intorno ai 7.600 metri. Quando raggiungeranno i 7.800 metri e arriveranno sotto il Collo di Bottiglia, inizierà la vera competizione, e penso che l’arbitro sarà il tempo”.

“Penso siano un po’ in ritardo se vogliono finire entro la fine di febbraio [questa conversazione si è svolta il 6 febbraio] … Penso che non si possa tentare la cima da 7.200 metri, è un’altezza troppo bassa. Non so se avranno tempo di allestire un altro campo; in inverno è molto difficile partire da 7.300 metri per raggiungere la cima a 8.600 metri e ritornare.”

“Per questo motivo, a mio parere, devono stabilire il Campo 4 vicino al Collo di Bottiglia o al bivacco, ma  devono essere molto ben acclimatati e per questo devono passare due o tre notti a 7.300 metri. E, prima di tutto, devono raggiungere questa altezza.”.  Approfondimento

Invernale al K2 2019. La squadra spagnola

Invernale al K2 2019: Alex Txikon. Foto: A. Txikon/facebook

 

La squadra guidata dal basco Alex Txikon, nei giorni scorsi è stato impegnato a proteggere il CB:

“Ci stiamo preparando per l’uragano che ci colpirà nei prossimi giorni. Venti fino a 90 km / ora sono previsti al campo base e un uragano di categoria 4, con venti di 210 km/ora in vetta al  K2. Per questo motivo, abbiamo costruito un muro di neve largo 20 cm e alto 1,80 cm nella parte meridionale del campo base. Passato  l’uragano è previsto bel tempo, e saremo in grado di continuare a lavorare. Prima di pianificare il futuro, dobbiamo  occuparci del qui e ora e proteggerci dall’uragano. Abbiamo costruito un muro protettivo con merli per ripararci dal vento. Ci siamo ispirati all’ingegnere Vauban, che ha rivoluzionato le fortificazioni difensive durante il regno di Luigi XVI”.

Per ora il team di Txikon ha portato a Campo 1 circa 96 chili di materiali utili per continuare ad attrezzare e allestire  fino a Campo 4.

Invernale al K2 2019. Team russo-kazako-kirghiso

Parte del team russo-kazako-kirghiso. Fonte: K2winterexpeditionkz.ru

Anche il team composto da alpinisti di Kazakistan, Russia e del Kirghizistan è bloccato al campo base in attesa di migliori condizioni meteorologiche.

I tre alpinisti kazaki di rinforzo, Ildar Gabbasov, Ahat Smailov e Sahipoviç Temirbae, giunti in Pakistan il 9 febbraio, sono finalmente arrivati al CB. Ora la squadra è al completo.

Il team ha pubblicato recentemente alcuni bei video d’azione.

Il gruppo guidato da Vassily Pivtsov, ha superato la Piramide Nera, sullo Sperone degli Abruzzi. Il team è riuscito a raggiungere i 7.130 metri di quota e ha anche depositato del materiale a 7.100 metri,  avamposto di quello che sarà il C3, che di solito viene posizionato tra 7.200 e 7.300 metri.

Aggiornamento di venerdì 22 febbraio:
La squadra si sta preparano per salire al Campo Base Avanzato. Le condizioni meteo a 5000 metri sono normali, il vento non è forte. Oggi dopo pranzo tutto il team, suddiviso in  due gruppi, riprenderà l’azione sulla montagna. Il primo gruppo (Pivtsov, Aubakirov, Daničkin, Abildaev, Braun) sta progettando di salire a Campo Base Avanzato, C1 C2 C3 e oltre, in base alle condizioni meteo, Il secondo gruppo (Muraviov, Sepelin, Gabbasov, Smailov, Temirbaev) agirà in base alla situazione.
L’uscita era già prevista per ieri ma, a causa dei forti venti (vedi video), l’azione è stata rimandata ad oggi.

Invernale al Nanga Parbat 2019. Dopo valanghe e terremoti, altra neve

Oggi nevica al CB del Nanga Parbat, dove l’italiano Daniele Nardi e il britannico Tom Ballard,  continuano a sperare in un tempo più clemente per tentare  la salita invernale dall’inviolato Sperone Mummery.  “A volte bisogna avere il coraggio di attendere il momento giusto …Non è forse la base per le grandi cose?”, scriveva ieri Nardi.

Invernale al Nanga Parbat 2019: Fonte: Daniele Nardi/facebook

Il 18 febbraio, cinque portatori hanno rifornito il team di ulteriori attrezzature e cibo italiano. Nardi: “Sono arrivati molto tardi e hanno dormito al campo base. Senza la loro dedizione noi non potremmo essere qui. Non è solo una questione di paga ma di stima e volontà”

“Siamo stati a C2 diverse volte di recente – spiega Daniele – ma sempre, la minaccia di valanghe ci ha fatto tornare indietro senza permetterci di trascorrere lì la notte. Siamo persino rientrati da C1 perché non avevamo una buona sensazione, ben riposta, visto che un’enorme valanga ha inghiottito la nostra via di salita poco dopo. Aspettiamo… Dopo tutto, la pazienza è una virtù”.
Per una buona acclimatazione i due scalatori dovrebbero dormire almeno una notte, se non due, a 6.200 metri.

Nei giorni scorsi, nell’area di Chilas, proprio sotto il Nanga Parbat, si sono avvertite due forti scosse  di terremoto  che hanno fatto tremare anche il campo base. Il racconto-video di Daniele Nardi

Invernale al Nanga Parbat 2019: Nardi e Ballard al CB, il 16 febbraio. Fonte: D. Nardi/facebook