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12 febbraio 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical

Krzysztof Wielicki: “Buona fortuna ai due team che stanno tentando l’invernale al K2”

Fonte: K2 Winter Climb 2019/facebook

L’alpinista polacco parla delle due spedizioni che stanno tentando l’invernale al K2

L’alpinista polacco Krzysztof Wielicki non fa parte di nessuno dei team che quest’inverno sono impegnati sul  K2, ma la sua opinione ha un peso significativo. E’ stato il primo alpinista a salire un Ottomila in inverno, l’Everest, nel 1980, con Leszek Cichy, oltre a realizzare la prima salita di altri due: Kangchenjunga nel 1986 con Jerzy Kukuczka e Lhotse il 31 dicembre, in solitaria, nel 1988.

Inoltre, ha guidato la spedizione  invernale polacca al K2 dello scorso anno. Molti lo considerano il “padre” degli ottomila invernali. Si tratta di uno dei pochi alpinisti sopravvissuti del periodo d’oro dell’alpinismo polacco. Per i suoi meriti apinistici, lo scorso anno, Wielicki,  insieme a Reinhold Messner, è stato insignito del premio Princess for Sports 2018.

Reinhold Messner e Krzysztof Wielicki al Premio Princesa de Asturias de los Deportes 2018. Foto: Dario Rodriguez

Dario Rodriguez di Desnivel,  ha parlato con lui delle strategie delle due spedizioni impegnate quest’inverno sul K2: la squadra russo-kazako-kirghiso guidata da Vassily Pivtsov e Artem Braun e quella spagnolo-polacco-nepalese condotta da Alex Txikon.

Qual è la tua opinione sulle strategie al K2 quest’inverno?
Io non sono lì, quindi so solo quello che leggo su Internet. Auguro buona fortuna alle due squadre e spero che tutti tornino a casa. Se saliranno l’ottomila, sarà fantastico; se no, ci ritorneremo. Li ammiro, sono squadre molto forti, in particolare quella russo-kazako-kirghiso, e Álex Txikon ha gli sherpa. Mi sembra solo strano che abbiano messo due linee di corde fisse una accanto all’altra. È un po’ strano in alpinismo. Significa che i russi e Alex non condividono la stessa filosofia.

Credo che il tentativo vero inizierà intorno a 7.600 metri. Quando raggiungeranno i 7.800 metri e arriveranno sotto il Collo di Bottiglia; lì  inizierà la vera competizione, e penso che l’arbitro sarà il tempo.

Penso che siano un po’ in ritardo se vogliono concludere la spedizione entro la fine di febbraio [la conversazione Wielicki/Rodriguez si è svolta il 6 febbraio] … Penso non si possa tentare la cima da 7.200 metri, è un’altezza troppo bassa. Non so se avranno tempo di allestire un altro campo; in inverno è molto difficile partire da 7.300 metri per raggiungere la vetta a 8.600 metri e ritornare.

Quindi, a mio parere, devono allestire il Campo 4 vicino al Collo di Bottiglia ma  devono essere molto ben acclimatati e per questo è necessario passare due o tre notti a 7.300 metri. E, prima di tutto, devono raggiungere questa altezza.

Tutto dipende dal tempo, gli equipaggi sono forti, sufficienti per portare a termine l’ascensione. Ma il meteo è il meteo…

Cosa ne pensi di Alex Txikon con gli Sherpa?
Non è la prima volta che scala con loro, è un po’ strano per noi della comunità alpinistica, forse siamo un po’ delusi da questo approccio. O scala da solo o lo fa con gli sherpa, non lo so… Temo che gli sherpa non andranno con lui in cima in una situazione rischiosa. Se ci sarà bel tempo, forse, ma se le condizioni non saranno buone non credo che rischieranno la vita perché stanno lavorando, è la loro professione, sono lì per soldi, tornare a casa e andare alle spedizioni che ci saranno sull’Everest in primavera e guadagnare. Immagino che Alex dovrà salire in cima con il suo compagno. Osserveremo tutti Alex e il team russo-kazako-kirghiso, a cui auguro tutto il meglio.

Krzysztof Wielicki e Jerzy Kukuczka, nell’invernale al Kangchenjunga (1986)

Alex dice che i cinque sherpa che lo accompagnano non sono sherpa, ma alpinisti nepalesi …
Ok, allora devi domandargli se li paga o no. Se la risposta è sì, non c’è motivo di chiamarli partner. Nell’alpinismo classico gli scalatori sono legati dalla corda e dalla passione, non dal denaro. Devi chiedere ad Álex…

Cosa penseresti se gli sherpa usassero l’ossigeno?
Mi sembra normale, devono sopravvivere. Perché non lo useranno? È vero che per la comunità alpinistica è un po’ strano … ma è Alex che deve rispondere a queste domande.

Prima hai detto che le due squadre sono un po’ in ritardo …
Vanno al giusto ritmo per il momento, ma iniziano a rallentare… Non hanno molto tempo. I russi si sono dati il termine di fine febbraio, hanno solo due settimane.

Il tempo migliorerà a marzo?
Noi siamo partiti l’8 o il 9 marzo e non era meglio di febbraio. È ancora inverno. Se sei abbastanza fortunato di avere una buona finestra meteo, le temperature potrebbero essere un po’ più alte, ma il vento rimane.