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8 giugno 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Le guide valdostane Roberto Rossi e Matteo Calcamuggi in cima al Denali con un cliente

matteo-calcamuggi-Denalli 2019: Matteo Calcamuggi, Roberto Rossi e Mario-Jose Marescalchi. Fonte: Ansa

Le due guide alpine hanno raggiunto la vetta della montagna più alta del Nord America il 30 maggio scorso. Con loro, l’amico-cliente Mario Jose Marescalchi

Dopo François Cazzanelli, altre due guide alpine valdostane firmano un exploit in Alaska conquistando il Denali (6.191 metri).

Si tratta di Roberto Rossi e Matteo Calcamuggi, saliti dalla via Orient Express. In vetta il  30 maggio scorso, sono stati impegnati sulla montagna più alta del nord America per otto giorni, affrontando temperature fino a -30 gradi e ripidi pendii ghiacciati. Con loro c’era anche l’amico-cliente Mario Jose Marescalchi di Pisa.

Nel 2017 Rossi e Calcamuggi avevano compiuto l’ascensione dell’Alpamayo e del Tocllaraju sulla cordigliera andina in Perù.

Il racconto di Matteo Calcamuggi, postato sulla sua pagina facebook due giorni fa:

“A distanza di due anni dall’avventura sull’Alpamayo, Roberto, Mario ed io ci ritroviamo nuovamente nel nulla a tirare come asini 40kg di slitta a testa più altri 20 sulle spalle.
Nei giorni seguenti costruiamo muri così alti che a confronto la muraglia cinese pare una semplice miniatura, qui non si scherza manco per il cazzo, spostiamo neve, sciogliamo neve, mangiamo neve, caghiamo in un secchio, mangiamo roba liofilizzata americana, prendiamo in faccia il vento gelido, poi il caldo e poi nuovamente il freddo.
Le mani iniziano ad aprirsi, quando il sole va via dal campo alto verso le 20.15 il freddo ti congela anche il neurone.
Ridiamo, ci incazziamo, discutiamo e poi dormiamo anche 16 ore di fila nei giorni di vento e tempesta.
Potremmo essere in qualsiasi altra parte del mondo a consumare i nostri soldi e il nostro tempo libero ma nello stesso tempo siamo cocciutamente contenti di essere quassù al campo 4, a 4300 m, su questo cazzo di montagnone talmente estremo che alle 23.42 il sole illumina ancora a giorno il Messner couloir e la cima, un luogo quasi senza tempo se paragonato al ritmo solare delle alpi.
Otto giorni dopo aver posato per la prima volta piede e lamine sul Kahiltna Glacier e con nostra sopresa ci abbracciamo sulla cima a 6191 m, stanchi dalle 12 ore di scalata lungo la via Orient Express che sale direttamente per 1900m sopra il campo 4.
Ora è tempo di muovere le chiappe per non rimanere congelati quassù, il campo base, l’aereo del ritorno e la primavera di Talkeetna con i suoi fusti di birra sono ancora lontani.”