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4 aprile 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

L’ex marine americana Kirstie Ennis, amputata di una gamba, tenta l’Everest

Foto: arch. © Kirstie Ennis

Il suo obiettivo è scalare tutte le “Seven Summits”

Kirstie Ennis, ex sergente del Corpo dei Marine degli Stati Uniti, è partita ieri per la regione del Monte Everest, con l’obiettivo di diventare  la prima donna con una gamba amputata sopra il ginocchio a raggiungere la  vetta più alta del mondo nella stagione primaverile.

Secondo quanto riferito a THT da Ram Thapa Magar, amministratore delegato di HST Adventures, Kirstie – insieme a Christopher Pollack, proprietario di Myrmidon Expeditions – è partita per Lukla. La 28enne ha perso l’arto in un incidente in elicottero, mentre prestava servizio per il Corpo dei Marine degli Stati Uniti in Afghanistan nel 2012.

“Subire un’ amputazione sopra il ginocchio è come diventare di nuovo bambini”, spiega Kirstie. “Devi imparare nuovamente tutto – a stare in equilibrio, a camminare, a correre, ad adattarsi ai diversi terreni. Anche  solo imparare a fidarsi delle protesi, richiede tempo. Mentirei se dicessi che è semplice, o se dicessi che non è doloroso.”

Dopo aver perso la gamba, Kirstie ha iniziato a fare snowboard. Atleta da tutta la vita (e con base in Colorado), Kirstie  ha scoperto di avere un vero talento per questa disciplina. Poi è venuta la passione per l’alpinismo.

Kirstie e altri membri della spedizione all’Everest a Lukla mercoledì 3 aprile 2019. Foto: Ram Thapa Magar

Ora Kirstie  è determinato ad affrontare le montagne più alte per ciascuno dei 7 continenti, le “Seven Summits”. Con già quattro vette al suo attivo, per il 2019 mira all’Everest (8848 m), il “tetto del mondo”.

Con la spedizione, Ennis spera anche di raccogliere fondi  per la sua fondazione no profit, che fornisce sostegno per progetti che hanno come obiettivo “l’educazione, l’opportunità e la riabilitazione nell’outdoor”.

Il team sarà guidato da Jamie Morton, una guida militare internazionale con base nel Regno Unito insieme a Christopher. La spedizione, organizzata congiuntamente da HST e Myrmidon Expeditions, comprende  altri membri tra cui Pete Newland (Regno Unito) e Sam Taylor (Kenya). Sam, il primo keniota a scalare con successo il Monte Manaslu, punta ad essere il primo alpinista del Kenya a salire in cima al “tetto del mondo”. Un altro membro del team, Rizza Ali, 19 anni, ambisce a diventare il più giovane del Kashmir a scalare il Monte Everest.

Le salite di Kirstie Ennis, fino ad oggi:
– Kilimangiaro, 5.895 m – la cima più alta in Africa (Seven Summits)
– Elbrus, 5.642 m – la cima  più alta in Europa (Seven Summits)
– Carstenz, 4.884 m – la cima più alta in Oceania (Seven Summits)
– Aconcagua, (6962 m) – la cima più alta del continente Americano (Seven Summits)
– Iliniza Norte, 5.126 m  – Ecuador
– Tentativo sul Denali, 6.194 m – USA
– Tentato sul Cotopaxi, 5.897 m – Ecuador