MENU

16 settembre 2019

Running · Trail Running · Alpi Occidentali · Aree Montane · Italia · Valle d'Aosta

E’ di Luca Papi e Anouk Baars la prima edizione del “Tor des Glaciers”

Tor des Glaciers 2019: Luca Papi a Courmayeur. Foto: Roberto Roux

Il varesino naturalizzato francese e la sudafricana firmano la prima edizione del trail più duro al mondo.

Luca Papi ha lasciato il suo più diretto avversario, il belga Richard Victor, una ventina di chilometri più indietro, vincendo la prima edizione del 1° Tor des Glaciers in 134 ore e 10 minuti. In terza posizione il tenace giapponese Masahiro Ono, che è sempre stato nelle posizioni di testa.

Accolto al traguardo da sua moglie e dal loro bambino, Papi è sembrato reduce da una gara corta. Senza affanno, divisa da runner in perfetto ordine, sorriso sulle labbra e braccia alzate al cielo.

“Un viaggio faticoso ma bellissimo, dove ho visto paesaggi meravigliosi e ho incontrato sempre persone molto gentili”, sono state queste le sue prime parole. “Le difficoltà maggiori le ho provate in discesa, alcune davvero dure, ripide”. E le prime notti di neve e vento? “Ho la fortuna di non soffrire Il freddo, sono sempre andato avanti in maglietta e pantaloncini; qualche volta ho indossato una giacca a vento e solo una volta i pantaloni lunghi”. Percorso complicato?. “Anche a fare gare seguendo semplicemente le tracce di un Gps sono piuttosto abituato, pure se in questi giorni ho attraversato territori davvero immensi e selvaggi e non sempre è stato facile individuare la strada giusta al primo colpo. Comunque Il Tor des Glaciers è una superba esperienza, da ripetere”. Incontri lungo il percorso? “Tantissima gente gentile ai rifugi e anche sui sentieri alti. Al Rifugio Coda ho incontrato Olivero Bosatelli, Mi è stato poi di grande aiuto fare un po’ di strada con lui, fin quando i nostri sentieri si sono divisi”.

La Baars  taglia il traguardo della gara in rosa, con il tempo di 183 ore

Tor des Glaciers 2019: Anouk Baars al traguardo. Foto: Simone Fortuna

Anouk Baars ha conquistato il titolo di prima donna dell’impegnativa corsa di endurance trail  (450 km e 34 mila metri di dislivello) Tor des Glaciers.

L’atleta, che  si autodefinisce un po’ olandese, un po’ venezuelana e un po’ sudafricana (vive a Johannesburg), ha un trascorso professionale di fashion designer, ma da qualche anno è mamma a tempo pieno e corre in continuazione.

“Come ho trovato il Tor des Glaciers? Una gara magnifica per i paesaggi e la gente ma durissima per l’aspetto tecnico. È stato come fare una seria infinita e continua di skyrace, senza soste. Discese ripide e salite impegnative ogni giorno, più volte al giorno. Di solito queste gare sono belle e dure. Il Tor de Glaciers è stata bello e durissimo”, racconta Anouk.

Anouk è uscita da Parco Bollino di Courmayeur con una buona andatura da corsa sciolta e gli ultimi 500 metri sono stati tutto un susseguirsi di saluti e abbracci ad amici ma anche a gente sconosciuta assiepata ai bordi della strada che attraversa la cittadina.