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22 luglio 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Nirmal Purja attaccherà la vetta del K2 mercoledì 24 luglio

Nirma Purja al Concordia, CB K2. Fonte: N. Purja/facebook

Tenteranno anche  Esteban “Topo” Mena e Carla Pérez

Quando sembrava che la stagione sul K2 fosse giunta al termine, a causa del ritiro della maggior parte delle spedizioni per l’alto rischio valanghe nella parte superiore della montagna, l‘ex Gurkha dell’esercito britannico Nirmal Purja ha raggiunto il  campo base dove ha già iniziato il suo tentativo alla vetta. Ci proveranno anche gli ecuadoriani Carla Perez ed Esteban “Topo” Mena, senza utilizzare l’ossigeno supplementare..

“Nims” è reduce dalla scalata di G1 e G2 realizzata in tre giorni. Ha già al suo attivo 9 ottomila ed è sempre più vicino a completare il suo ambizioso progetto: scalare i Quattordici ottomila in sette mesi.

Nirmal ha raggiunto la cima del G1 il 15 luglio e del G2 il 18, dopo aver effettuato in soli tre giorni il  trekking dal Nanga Parbat al campo base del Gasherbrum, che di solito viene compiuto in otto. Se tutto procede secondo i piani, nei prossimi giorni potrebbe raggiungere la vetta del K2, ottenendo un altro record: le vette di G1, G2 e K2 in otto giorni.

Martedì 16 luglio, una valanga ha trascinato via cinque sherpa che  stavano attrezzando la via nel Collo di Bottiglia, e mercoledì 17, un’altra valanga ha ferito due sherpa. La stagione sembrava conclusa senza alcuna cima.

Nirmal ha già iniziato la salita del K2. Dovrebbe aver raggiunto  Campo 2; domani dormirà a Campo 4 e spera di raggiungere la vetta  mercoledì 24.

In linea di massima,  il suo piano è quello di sistemare le corde nella parte alta in team con altri quattro sherpa (due di Seven Summit Treks e due della sua  squadra). L’idea è che il resto degli alpinisti che sono sulla montagna li seguano il giorno dopo. Il punto critico sarà la traversata che si trova alla fine del Collo di Bottiglia, dove c’è molta neve, quindi molto pericolosa.

K2. Fonte: Seven Summit Treks/facebook

Dalla sua pagina facebook, Adrian Ballinger ha spiegato con molta chiarezza la situazione della sua squadra, a cui si unirà a C3:

“Scalando senza ossigeno supplementare Carla Pérez e Esteban «Topo» Mena non saranno in grado di aiutare molto a sistemare le corde o ad aprire una traccia, compito che cadrà, quasi certamente su Nirmal e sulla sua squadra, che lo useranno. Carla ed Esteban hanno  l’appoggio di due sherpa (Palden e Pemba) che usano l’ossigeno e possono aiutare a sistemare le corde fisse. “

Conclude Ballinger: “Sarò felice di prendere parte a questa spinta al vertice se i compagni di squadra e le condizioni lo permetteranno”

Nirmal Purja, ieri ha motivato così la sua decisione:

“Mentirei se dicessi che non sono affatto nervoso a guidare il team che sistemerà le corde in cima al K2.
Ho visto i video e le immagini [degli scalatori che in questi giorni hanno provato la parte superiore] e sono pienamente consapevole dei rischi. So anche che alcuni grandi alpinisti che ammiro si sono ritirati.
La mia carriera all’interno di UKSF / SBS mi ha insegnato molte cose. Sono abituato a correre rischi …
… Ora ho completato nove ottomila in questa stagione, prendendo innumerevoli decisioni difficili, ma sempre in sicurezza, per  me e  per il mio team.
Come ho detto, se fosse stato solo per il mio progetto, avrei scalato la vetta del Broad e poi avrei seguito il resto degli scalatori al K2, ma ancora una volta non lo faccio solo per me. Quando ho raggiunto il campo base del K2, ho scoperto che la maggior parte delle squadre se ne stava andando, e il resto degli scalatori sono rimasti perché pensavano che la mia squadra avesse la possibilità di sistemare le corde fino in cima. Ho preso la decisione di tentare il K2.
Questa mattina presto andrò a Campo 2 con la mia squadra, il giorno successivo a Campo 4 e poi inizieremo a sistemare le corde, dalle 22.00 del secondo giorno con il piano per raggiungere la vetta il 24″.

Secondo quanto reso noto dall’operatore Seven Summit Treks, il 25 luglio dovrebbero tentare la vetta, anche due brasiliani, due tedeschi, un austriaco, un bulgaro, un ceco, un polacco e uno statunitense, accompagnati da cinque sherpa e tre portatori d’alta quota pakistani.