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2 Febbraio 2021

Alpinismo e Spedizioni · Vertical

Nirmal Purja ringrazia e rivela ulteriori dettagli sulla prima invernale del K2

Nirmal Puria. Fonte: facebook. Foto: Sandro.G.H

Nims ringrazia tutti per il sostegno e in un’intervista rende noti alcuni particolari sulla storica impresa al K2. L’ex Gurka nega che tenterà il Manaslu quest’inverno

“Sono passate due settimane da quando il nostro team è salito in vetta al K2 –  scrive Nirmal Purja sui suoi canali social – Un enorme grazie a tutti per i vostri gentili messaggi di congratulazioni e supporto da tutte le parti del mondo. Sono immensamente grato per aver potuto condividere questo momento speciale e raggiungere le comunità di tutto il mondo in mezzo a una pandemia, trasmettendo un forte messaggio di solidarietà e positività. Tra tanti calorosi ricevimenti di benvenuto, siamo grati al riconoscimento giunto delle autorità, tra cui il governo del Nepal e del Pakistan, che ha posto l’attenzione su molti argomenti chiave, dove abbiamo avuto l’opportunità di esprimerci in base alle nostre esperienze e prospettive. Il progetto ha accelerato anche le relazioni tra i due paesi. Abbiamo avuto conversazioni davvero positive sull’accessibilità del para-alpinismo himalayano, progetti incentrati sulla sostenibilità in Himalaya, l’apertura di nuove vette e vie, opportunità di formazione per i locali ecc. Spero in alcuni approcci positivi a sostegno dei giovani talenti in entrambi i paesi e che saremo in grado di aprire la strada alle nostre generazioni future.”
A distanza di due settimane dalla prima invernale del K2 firmata il 16 gennaio da una squadra di dieci nepalesi, guidati da Nirmal Purja e Mingma G, i due leader e i loro compagni – Gelje Sherpa, Mingma David Sherpa, Mingma Tenzi Sherpa, Pem Chhiri Sherpa, Dawa Temba Sherpa, Dawa Tenzin Sherpa, Kili Pemba Sherpa e Sona Sherpa sono ancora occupati in un continuum di celebrazioni, prima in Pakistan e poi in Nepal … Pare abbiano eventi programmati fino al 18 febbraio.

Dopo il successo sul K2, sia Mingma G che Nirmal avevano reso noto qualche praticolare sulla salita. In un’intervista via Skype rilasciata a Rock and Ice, Purja (l’unico a completarla senza ossigeno supplementare), fornisce ulteriori elementi.

Nel corso dell’intervista, Nirmal ha negato categoricamente che tenterà il Manaslu quest’inverno, contrariamente a quanto divulgato dal campo base del Manaslu, poichè sarà occupato nelle celebrazioni già in calendario, inoltre, precisa che la sua attrezzatura d’alta quota è ancora in Pakistan.

Di seguito, alcuni dettagli pubblicati sulla testata americana.

Nims Purja before his winter attack on K2 on January 5, 2021. Photo: Nimsdai / Red Bull Content Pool.

Ossigeno supplementare

Nirmal Purja assicura: “ho sempre progettato di scalare senza ossigeno supplementare”. Nims afferma di non aver mai utilizzato l’ossigeno supplementare  durante la spedizione.

Spiega anche perché sono trascorsi alcuni giorni prima di rivelare di aver scalato il K2 senza ossigeno supplementare. L’ex Gurka, lo avrebbe fatto per non rubare la scena ai suoi compagni e ai nepalesi in generale, poiché ritiene che questa sia  un’impresa del Nepal, non indiviuale.

Il giorno del vertice

Altre informazioni interessanti fornite dallo scalatore più veloce della storia, riguardano il racconto della lunga giornata in vetta:

“Ci siamo alzati verso mezzanotte e abbiamo iniziato a preparare l’attrezzatura e l’acqua bollente. Siamo partiti verso le 2:00 del mattino. C’era un po’ di vento e faceva molto freddo. Siamo andati in vetta direttamente da Campo 3. Faceva così freddo che alcuni membri del team avevano pensato di ritirarsi. È stato un lavoro duro, ad essere onesti.”

“Personalmente, dato che salivo senza ossigeno supplementare, mi chiedevo se sarei stato in grado di tenere il passo con i miei compagni di squadra e di  guidarli verso la vetta. Ma abbiamo continuato a lavorare sodo, insieme. Siamo arrivati ​​in vetta piuttosto tardi, alle cinque meno un quarto.”

“La cosa più importante è stata fermarsi a dieci metri dalla vetta: ci siamo abbracciati e siamo saliti in cima cantando. Questa è stata la parte più emozionante dell’intera spedizione. Ci sono state lacrime. Abbiamo raggiunto la vetta tutti insieme. Era un messaggio potente e lo sentivamo tutti. Poi siamo tornati al Campo 3 verso le undici di sera.”

“Avevamo la squadra con i migliori alpinisti del mondo, quindi abbiamo spinto. Il Collo di Bottiglia era tutto blu ghiaccio e c’era un grande seracco. Ma ho sentito che quello era il nostro giorno. Quindi abbiamo continuato a salire. Non puoi  fare nulla per i rischi oggettivi. In termini di pericolo soggettivo, conoscevamo il nostro livello e le nostre capacità, conoscevamo i rischi che potevamo evitare e tutto il resto.”

Contro le critiche

Alla domanda, perchè sono riusciti dove nessuno era riuscito prima, Nirmal risponde semplicemente così: “perché siamo i migliori alpinisti del mondo”. E aggiunge che “hai bisogno del meglio per far accadere una cosa del genere; e questo è un fatto; non prenderla come un’affermazione arrogante … è la realtà.”

Allo stesso modo, Nims rivendica il valore della salita di squadra, che ha sistemato le proprie corde fisse sulla via e si difende dalle critiche che hanno descritto la spedizione come “non pura” o realizzata con l’ossigeno supplementare: “a tutta quella negatività, voglio solo dire : devi rilassarti un po’”. “Non commentare dal divano da qualche parte nel mondo quando non conosci la storia completa”, aggiunge e sfida “Se pensi di poter fare di meglio, non parlare da casa; vieni e mostraci un modo migliore per farlo “.

K2. Fonte: Mingma G/facebook