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9 novembre 2018

Ambiente e Territorio · Alpi Orientali · Aree Montane · Italia · Trentino Alto Adige

Il Parco Adamello Brenta conta i danni del maltempo

I danni del maltempo nel Parco Naturale Adamello Brenta. Fonte: pnab.it

Da perlustrare 620 mq e migliaia di km di sentieri

Il Parco naturale Adamello Brenta ha avviato una ricognizione per definire i danni subiti al patrimonio boschivo e infrastrutturale dell’area protetta. La  direzione del Parco informa che la situazione non è ancora sotto controllo nella sua totalità anche perchè alcune strade di accesso alle valli sono state per giorni impraticabili a qualunque mezzo e sono state chiuse.

Il direttore del Parco Cristiano Trotter  ha incaricato gli operai forestali e gli assistenti ambientali di perlustrare, anche a piedi, i settori dell’area protetta e di rendicontare circa i danni ma, viste le difficoltà di accesso e la vastità dell’area parco (620 kmq e migliaia di chilometri di sentieri), prima di giungere ad un quadro accurato ci vorranno giorni.

Dalle prime osservazioni, i danni riscontrati sarebbero stati causati prevalentemente dal vento in area Adamello e dall’acqua in area dolomitica, che, molto probabilmente, si è incanalato a forte velocità nelle valli, provocando numerosi schianti di abeti anche in ampie porzioni in Val di Genova, in Val Nambrone, in Val di Borzago, in Val di San Valentino, e, in forma minore, in Val di Fumo. Quest’ultima è accessibile mentre le altre valli sono per ora chiuse.

Sembrano state solo sfiorate dal maltempo la Val d’Algone, Ritort, Val Brenta e Vallesinella (quest’ultima accessibile dalla Val Brenta per chiusura della strada principale) che risultano sicure e libere.

Nel Brenta orientale il patrimonio boschivo ha subito perdite non trascurabili. Spiega l’assessore alle foreste del Comune di Andalo e assessore del Parco, Alex Bottamedi: “Un’area molto grande a Molveno tra il Palon di Tovre e la Montanara è stata duramente colpita con una perdita di 7.000 mc di bosco, analogamente ad Andalo abbiamo perso 2.000 mc nella zona tra il Pian dei Sarnacli e il Vallon del Piz Galin. A Spormaggiore ci sono stati schianti di 4.000 mc anche in zona Selvapiana e in località Brenzati, sotto la Malga Spora. Le strade di accesso all’area protetta in Val delle Seghe e a Salvapiana sono comunque già state liberate e aperte mentre rimane interrotta qualche strada forestale secondaria.”