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20 settembre 2017

Walking · Abruzzo · Italia

Il piccolo Tibet d’Italia

Questo viaggio è nato perché una parte di me ha origini Abruzzesi. Siamo sempre propensi a cercare fuori dall’Italia l’avventura, il paradiso naturale, quel posto lontano da tutto e tutti ma che ti insegna e trasmette qualcosa di magico. Io questo posto l’ho trovato in Italia al cospetto del Gran Sasso.

Con mio fratello siamo partiti per un bel trekking sulla montagna più alta degli appennini. Nostro padre ci ha sempre raccontato della sua magnificenza ma mai c’eravamo andati. Dopo aver imboccato l’autostrada A24, percorso un breve tratto appaiono le sue immense pareti, cugine delle lontane Dolomiti. I paesi che si incontrano hanno tutti un loro fascino e mentre li attraverso veloci in macchina penso a quanto sarebbe bello avere più tempo e fermarsi a conoscere i loro magnifici borghi.

Ad un certo punto ci appare un insegna che ci comunica una galleria. Spero di essermi sbagliato e invece leggo bene: 10 km di lunghezza. Mentre attraversiamo “la pancia del Gran Sasso” ( la galleria passa proprio dentro la montagna ), scopriamo che questa galleria è la 3a più lunga d’Italia, da cui si accede anche ai laboratori sotterranei dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare costruiti nel 1982. Percorsa la galleria si è affascinati dall’immensità dei prati che nel passato ospitavano immense greggi di pecore pronte a percorrere i grandi sentieri della transumanza.

Passato Assergi (ultimo paesino prima dei pianori al cospetto della montagna) la strada sembra entrare in un mondo diverso dove la natura è la sovrana incontrastata. All’improvviso, mentre il nostro sguardo è distratto da diverse mucche che pascolano sulla strada, ci riappare il Gran Sasso dove la neve caduta di notte avvolge come fosse un vestito candido le sue pendici: siamo a Campo Imperatore. Ci fermiamo e scendiamo dalla macchina: uno spettacolo del genere merita una foto ma soprattutto qualche minuto di contemplazione. 

Ora capisco perché questi luoghi vengono soprannominati anche piccolo Tibet.

Riprendiamo il viaggio e in pochi minuti parcheggiamo vicino all’Hotel Campo Imperatore, famoso per essere stato l’ultima prigione di Benito Mussolini nel 1943, prima di essere stato liberato dai Tedeschi.

Da qui parte il nostro breve trekking verso il Rif. Duca degli Abruzzi: procedendo per un facile sentiero si arriva in poco tempo nel cuore della montagna, dove il rifugio in sasso ancora chiuso sembra accoglierci. Non c’è nessuno se non un paesaggio mozzafiato e un silenzio che solo l’anima più nobile può ascoltare. Ciò che questo posto ti trasmette non si può trascrivere con semplici parole: dovete andarci!

Ci sediamo e ci prendiamo il tempo per parlarci. Era un pò di tempo che non lo facevamo. A volte senza rendersene conto il tempo per noi ci sfugge sempre pieni del “dover fare”. Tra una chiacchiera e l’altra ci accorgiamo che è ora di pranzo e decidiamo di mangiarci i panini che ci siamo preparati. Soddisfatti dei panini decidiamo di tornare indietro verso la macchina: un ultima vista ai magnifici paesaggi mozzafiato che vengono donati allo sguardo mi fa salire un pensiero alla mente che devo subito appuntare su un foglio di carta:

“E’ la semplicità che fa l’incanto, è l’attimo che crea la vita, è l’incontro che fa nascere l’amore. Date importanza alle piccole cose. Sono quelle che fanno magica e speciale la nostra vita. La paura permette di conoscere il nostro coraggio. Affrontiamola con serenità, accogliamola nel nostro cuore come fosse un sorriso, una carezza. Credete in voi e nella vita, sempre. Solo quando crediamo, quando concepiamo qualcosa di veramente nostro è allora che creiamo veramente e viviamo la nostra vita. Ricordate: non conterà il risultato finale, non conterà come andrà a finire ma ciò che provate, che imparate durante il tempo vissuto. Siate sempre presenti nella vostra vita. Pensate a quante cose fate senza rendervene conto – me compreso. Pensate a quante volte mentre fate qualcosa, dite qualcosa o ascoltate qualcuno e avete altri pensieri in testa che vi portano lontano dal momento presente. Rischiamo di perderci la vita, la nostra vita se siamo sempre presenti altrove. E’ difficile? E’ impossibile uscire dagli schemi tradizionali? Facile non è di certo ma credo vivamente che prima di utilizzare il termine impossibile nella nostra vita dobbiamo almeno provarci. La vita è il dono più bello che abbiamo. Non buttiamolo via guardando la vita passare. E ricordatevi che il nostro dovere è verso il nostro dono. Qualunque esso sia, abbiate il coraggio di viverlo fino in fondo!Ogni essere umano credo fortemente che sia speciale e unico! “

Con questo pensiero saluto il Gran Sasso con un arrivederci: spero proprio di tornarci presto.