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7 novembre 2018

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Portatori pakistani: i padroni, non celebrati, delle montagne

Ali Fazal. Fonte: AFP

Il portatore pakistano Ali Fazal è l’unico uomo al mondo ad aver raggiunto la cima del K2 tre volte e senza ossigeno supplementare. Eppure l’impresa è passata quasi inosservata

È l’unico uomo ad aver scalato tre volte  il K2,  la seconda montagna più alta del pianeta, tuttavia l’

impresa di Ali Fazal è passata per lo più inosservata, come quelle di molti altri  suoi compagni portatori che rischiano la vita sulle vette più alte del Pakistan.

Essendo uno dei pochi portatori d’élite del paese, specializzato in spedizioni in alta quota, il quarantenne ha trascorso quasi due decenni sulle vie più dure e letali del Pakistan, progettando linee, trascinando attrezzature e cucinando per le spedizioni commerciali.

Con i suoi 8.611 metri, il K2 non è alto come l’Everest (8.848 metri), ma la sua estrema difficoltà gli ha valso il soprannome di “Montagna Selvaggia” e dozzine di alpinisti hanno perso la vita sui suoi pendii insidiosi e gelidi.

Ali ha conquistato il K2 nel 2014, 2017 e 2018, e senza ossigeno. “È l’unico alpinista ad aver effettuato una tale impresa”, conferma a AFP Eberhard Jurgalski, consulente del Guinness World Records.

Nonostante ciò, Ali non si aspetta di passare alla storia. “Sono felice ma ho anche il cuore spezzato perché il valore della mia impresa non sarà mai riconosciuta”, ha dichiarato a AFP.

In effetti è passata inosservata, anche nella comunità alpinistica, cosa che non succede i suoi colleghi della Corea del Sud e del Giappone.

Ali Fazal è uno dei tanti portatori d’alta quota – discreto ma indispensabile.

Scelti per la loro resistenza e la loro conoscenza di questo territorio estremamente ostile, i portatori tracciano il percorso che gli scalatori stranieri seguiranno e sistemano le corde per facilitare la loro salita. Trasportano cibo e materiali sulla schien, cucinano e montano le loro tende.

Spesso si sentono dimenticati quando gli alpinisti stranieri ripartono per il loro paese. “Quando arrivano, sono pieni di buoni propositi, fanno molte promesse … Ma una volta raggiunti i loro obiettivi, dimenticano tutto”, spiega Ali.

Un incidente, in particolare, lo ha lasciato con l’amaro in bocca: arrivato in cima al K2 con un alpinista occidentale, gli è stato chiesto di scattare una foto, dove l’alpinista veniva ripreso con la bandiera in mano, da solo. “Ci ha ordinato di fare una foto e stare lontani”, dice. L’episodio ha dato origine a una disputa tra lo scalatore e uno sherpa nepalese presente.

Ali Fazal. Fonte: AFP

Molti portatori pakistani si considerano anche trattati peggio rispetto ai loro omologhi del Nepal. Questi ultimi vengono pagati 100 dollari al giorno mentre  i pakistani ricevono solo dai 30 ai 40 dollari per lo stesso lavoro, o anche meno. In caso di incidente, è improbabile che beneficino dell’evacuazione in elicottero. E l’assicurazione sulla vita che li copre è molto più bassa di quella degli sherpa nepalesi.

Fazal Ali, come molti dei suoi colleghi, è nato nella remota valle di Shimshal, nella punta settentrionale del Pakistan, vicino al confine cinese.

Nel suo villaggio alpino con solo 140 famiglie, sono cresciuti diversi grandi alpinisti tra cui Rajab Shah, il primo pakistano ad aver scalato le cinque vette del paese di  8.000 metri, o Samina Baig, il primo pakistano ad aver conquistato l’Everest.