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7 luglio 2020

Ambiente e Territorio · Alpi Occidentali · Aree Montane · Europa

Come proteggere il Monte Bianco e il suo ecosistema? Macron promette soluzioni

Massiccio del Monte Bianco visto da Valmorel (FRA). Fonte: wikipedia

Il presidente francese in soccorso del Monte Bianco, per dimostrare di fare dell’ecologia una priorità della sua agenda

Lo scorso febbraio, il presidente francese Emmanuel Macron, ha visitato l’Alta Savoia e ha dichiarato di voler proteggere il massiccio del Monte Bianco dal riscaldamento globale e dalla massificazione. Da allora, e durante il lockdown a seguito della pandemia di coronavirus, si è lavorato per dar forma ad un decreto che dovrebbe essere firmato entro l’autunno e che includerà alcune restrizioni.

Alle pendici del Monte Bianco si trova la Mer de Glace, che con i suoi  sette chilometri di lunghezza è il ghiacciaio più grande di Francia. Un sito emblematico, vittima del riscaldamento globale. La Mer de Glace rappresenta una grande attrazione turistica. I turisti vi possono accedere facilmente con la ferrovia Chamonix-Montenvers a cremagliera. La località Montenvers, collocata un po’ a monte della lingua terminale del ghiacciaio, offre un eccellente punto di osservazione sulla Mer de Glace.
Si stima che il ghiacciaio si sia ridotto di circa due chilometri dal 1850 e abbia perso 120 metri di spessore nel secolo scorso. Infatti, tra il 1950 e il 2000, la temperatura media del massiccio è aumentata di 4 gradi Celsius.

“Non immaginavo un disgelo così veloce, è impressionante … La mancanza di decisioni ci ha portati a questa situazione”, ha esclamato il presidente accompagnato da guide ed esperti della zona.

Il presidente  ha così anticipato l’istituzione dell’Ufficio francese della biodiversità (OFB), e una serie di misure per preservare il Monte Bianco e il suo ecosistema.

Macron ha anche annunciato che istituirà un’area protetta per il massiccio del Mont Blanc, entro la fine dell’anno. Redatta, inoltre, la bozza di un nuovo documento che pochi giorni fa è stata presentata ai sindaci del territorio e ad altri attori importanti. Misure che le associazioni ambientaliste hanno ritenuto insufficienti.

Secondo alcune fonti, il decreto identificherà le attività che si potranno svolgere nel massiccio del Monte Bianco e in quali condizioni. L’alpinismo, ovviamente, è un’attività prioritaria che sarà mantenuta e migliorata, secondo determinate regole. Il progetto includerebbe per l’alpinismo un limite massimo di tre persone a cordata.
Ammessi anche lo sci di montagna, l’escursionismo e la mountain bike,  così come la combinazione di parapendio e alpinismo, sebbene in questo caso sia d’obbligo per i piloti  richiedere preventivamente le autorizzazioni, se la destinazione del loro atterraggio sarà la parte superiore della montagna.

Da evitare episodi, che tutti ricordano ancora, come l’atterraggio di un aereo privato leggero vicino alla cima del Monte Bianco,   l’abbandono di materiali nel mezzo del massiccio, i tentativi di salita senza l’attrezzatura adatta o con bambini molto piccoli o animali domestici. Tra i problemi emersi, per cui si chiedono provvedimenti, anche l’eccessivo inquinamento causato dal passaggio di troppi camion pesanti nel tunnel del Monte Bianco.

 

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