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11 aprile 2019

Ambiente e Territorio · Alpi Occidentali · Aree Montane · Italia · Valle d'Aosta

Sequestrato il bar “Rocce Nere” di Plain Maison, sulle piste da sci di Cervinia

Carabinieri sequestrano il bar Rocce Nere a Cervinia. Fonte: Ansa

Gli investigatori ipotizzano che la struttura sia al centro di una lottizzazione abusiva

I carabinieri della compagnia di Chatillon/Saint-Vincent stanno eseguendo il sequestro del bar ‘Rocce Nere’ di Cervinia, gestito dalla Cervino spa.

La struttura secondo gli investigatori è al centro di una lottizzazione abusiva. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Aosta su richiesta del pm Luca Ceccanti, nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione in appalti pubblici che ha per epicentro il comune di Valtournenche.

L’indagine aveva portato in carcere, tra gli altri, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Fabio Chiavazza e vedeva tra gli oltre venti indagati anche Federico Maquignaz, presidente della Cervino spa (società che gestisce gli impianti della località turistica).

Dall’ordinanza che nel novembre scorso aveva portato in carcere Fabio Chiavazza era emersa l’ipotesi di reato di concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio a carico dell’ex responsabile dell’ufficio tecnico di Valtournenche e del presidente e amministratore delegato della Cervino spa.

Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione del bar Rocce Nere sulle piste da sci, in località Plan Maison, secondo la procura di Aosta Chiavazza – tra il febbraio e il marzo 2018 – aveva operato per consentire la realizzazione di tre piani fuori terra a fronte dei due consentiti dagli strumenti urbanistici; un intervento che “modificava strutturalmente in modo completo l’immobile preesistente per quanto riguarda volumetria, sagoma ed elementi tipologici”, con un’altezza massima passata da 9 metri ai 12,52 della nuova costruzione.

Bar Rocce Nere a Cervinia

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