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18 settembre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Freestyle e Freeride · Ski · Vertical · Resto del Mondo

Spedizioni autunnali sugli 8000. Aggiornamenti da Everest, Lhotse, Dhaulagiri, Cho Oyu, Manaslu

Bargiel, Jornet, Lavaud, Mingote, Nims, Soria, Piolini  … Aggiornamento sulle spedizioni autunnali

Inizia l’avventura per gli himalaysti che hanno scelto l’autunno per soddisfare la loro sete di vetta. La maggior parte dei team si trova al Manaslu, ma ci sono squadre anche al Dhaulagiri, Cho Oyu, Lhotse ed Everest.

Ecco un aggiornamento sulle principali spedizioni in corso…

Everest

Kilian Jornet è all’Everest e ha anche un permesso per il Lhotse. Questo è ciò che sappiamo. Tutti quelli che gli hanno chiesto cosa aveva in mente hanno ricevuto la stessa enigmatica risposta che apre la porta a tutte le possibilità. Tra le varie voci,  alcuni avanzano l’idea che Kilian intenda aprire una nuova via da Campo 2, altri ipotizzano voglia realizzare la celebre traversata Everest-Lhotse (obiettivo dello scomparso Ueli Steck). Oppure potrebbe essere un nuovo tentativo di record di velocità? Staremo a vedere…

Il catalano Kilian Jornet ed il polacco Andrzej Bargiel sulla via per il CB dell’Everest. Foto: A. Bargiel/facebook

Ice Fall del Khumbu, 2019. Fonte: Andrzej Bargiel/instagram

Andrzej Bargiel è al lavoro sull’Ice fall del Khumbu. Punta alla scalata del “Tetto del Mondo” senza ossigeno supplementare e soprattutto alla discesa integrale con gli sci dalla vetta, come già fatto lo scorso anno sul K2. Le foto pubblicate sui suoi canali social lo ritraggono al lavoro con il suo team sull’Ice Fall del Khumbu. “Non è così facile … –  scrive Bargiel sul suo Instagram – Stiamo ancora cercando di trovare la via più sicura per montare Campo 1. Al mattino  ci sveglia il sole, ma la sera il tempo è brutto.”

Il polacco  ha programmato l’arrivo in vetta prima della fine di settembre.

Al campo base, Bargiel ha trovato i suoi connazionali, i membri della spedizione organizzata dal comitato Winter Himalayan Polish che hanno come obiettivo la salita del Lhotse, come preparazione al tentativo invernale sul K2 programmato per l’inverno 2020/2021. I polacchi si stanno attualmente acclimatando sulle pendici più basse della montagna.

Cho Oyu

Nirmal Purja al CBA del Cho Oyu con il suo compagno di scalata Gesman sulla sinistra. Foto: Bremont Project Possible

Per  Nirmal “Nims” Purja e il suo progetto di scalare i quattordici 8000 in sette mesi, gli ostacoli sono principalmente amministrativi perché non sa ancora se potrà ottenere il permesso per scalare lo Shisha Pangma in autunno. Nel frattempo, con una mossa imprevista, “Nims” ha cambiato tattica: ha lasciato  improvvisamente il campo base del Manaslu per trasferirsi al CBA del Cho Oyu (il 1° ottobre la montagna verrà chiusa alle scalate). Per chiudere il suo progetto, l’ex Gurkha dovrà affrontare anche il  Manaslu dove, come all’Everest la scorsa primavera, troverà la folla.

Dhaulagiri

Sul Dhaulagiri, gli Sherpa di Seven Summit Treks hanno fissato le corde fino a C2 (6400 m). Quasi metà degli alpinisti membri del team SST hanno raggiunto il Campo Base (4.639 m) ) la scorsa settimana.

Il maltempo, previsto  per i prossimi giorni, non permetterà alcuna progressione da C2. I tentativi alla vetta sono programmati tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

Foto: Bertrand Carlier. Sophie Lavaud. Fonte: facebook

La francese Sophie Lavaud (al CB del Dhaulagiri dal 15 settembre) e l’ottantenne spagnolo Carlos Soria (in viaggio per il CB), puntano rispettivamente al loro dodicesimo e tredicesimo 8000.

Carlos Soria raggiungerà il campo base con un volo in elicottero da Pokhara. Soria ha trascorso quasi due settimane nella regione dell’Everest: “Dopo 12 giorni nella valle del Khumbu, circa 150 km e 9.000 m di dislivello, siamo arrivati a Lukla, concludendo il periodo di acclimatazione e allenamento in questo luogo meraviglioso.”, ha comunicato l’alpinista sui social il 13 settembre.

Carlos Soria, settembre 2019. Fonte: C. Soria/Twitter

Il team del catalano Sergi Mingote ha iniziato da Yak Karha (4 900 m), il trekking di avvicinamento al Campo Base della settima montagna più alta del pianeta. L’arrivo  al CB del Dhaulagiri è previsto per venerdì 20 settembre.

Mingote è in spedizione con i catalani Lluís Cortadella  e Agustín Abanades, l’italiano Mattia Conte e il brasiliano Moeses Fiamoncini. L’alpinista prevede di installare tre campi in quota. La parte più tecnica e impegnativa del percorso (una sezione mista di ghiaccio e roccia.) sarà a 7.300 metri di altitudine.

 

Kathmandu, settembre 2019. Fonte: Sergi Mingote/facebook

Il suo obiettivo è scalare i quattordici 8000  senza ossigeno supplementare in 1.000 giorni. Ne ha già conquistati sei in un anno (Broad Peak, K2, Nanga Parbat, Gasherbrum II, Lhotse e Manaslu).

Manaslu

CB del Manaslu, 18 settembre 2019. Foto: Seven Summit Treks/facebook

Al Manaslu, il team di Sherpa di Seven Summit Treks, sotto la direzione dell’EOA (Expedition Operator Association), ha già fissato le corde fino a Campo III (6800 m)

Attualmente tutti gli alpinisti membri di Seven Summit Treks sono a riposo al Campo Base dopo l’inizio delle rotazioni per acclimatarsi tra il CB e Campo 2. Le condizioni meteo non sono delle migliori, nevica e piove per la maggior parte del tempo. Si prevede di ritornare a lavorare sulla montagna dopo il 20 settembre.

Due italiani, Cristina Piolini e Francesco Bon (Eighthousand Pink Mountain), ieri erano a Campo 2 (6.400 m). Insieme ad una spedizione spagnola hanno già allestito Campo 3.
La Piolini tenterà anche la prima discesa integrale femminile con gli sci dalla vetta. Nella discesa, sarà supportata da Francesco Bon. Se il suo progetto andasse a buon fine, “sarebbe la prima donna al mondo a portare a termine un’impresa di questo tipo dalla vetta del Manaslu”, precisa il suo ufficio stampa.

Cristina Piolini e Francesco Bon. Fonte: facebook