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13 gennaio 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Spedizioni invernali 2019-2020. Aggiornamenti da Everest, Broad Peak, Gasherbrum I, K2

Distribuzione degli 8000 tra Karakorum e Himalaya. Fonte: wikipedia

Aggiornamenti da Himalaya e Karakorum

Le squadre impegnate nelle invernali sugli ottomila stanno facendo progressi.

Di seguito, gli ultimi aggiornamenti da Everest, Broad Peak, Gasherbrum I e K2.

Everest

Invernale all’Everest 2019-2020: Jost Kobusch. ©terragraphy/Fonte: facebook J.Kobusch

Jost Kobusch, il 27enne scalatore tedesco che quest’inverno intende scalare l’Everest dalla cresta Ovest, in solitaria e senza ossigeno supplementare, ha allestito  Campo 1.

Da ieri sera, le condizioni meteo sono peggiorate in quota, con venti di almeno 80 km/h a 7000 metri.

“Kobusch dovrà fare molta attenzione … – scrive Stefan Nestler sul suo blog –  La mancanza di ossigeno aumenta la frequenza respiratoria. Ciò provoca disidratazione, il metabolismo funziona peggio e le estremità non ricevono ossigeno sufficiente e questo aumenta il rischio di congelamenti alle dita.” La sua scalata in solitaria, secondo quanto reso noto da Kobusch ieri, sui suoi canali social, dovrebbe iniziare il 22 gennaio.

Ieri 12 gennaio, il GPS di Jost Kobusch lo segnalava nuovamente al Campo Base.

Kathmandu: Alex Txikon prepara i materiali. Fonte: A. Txikon/facebook

Nel frattempo, lo spagnolo Alex Txikon è arrivato in Nepal per affrontare l’Everest per la terza volta in inverno dopo le spedizioni fallite del 2017 e del 2018. Txikon and Co. hanno ritirato i permessi per l’Ama Dablam (6812 m), dove avverrà l’acclimatamento,  e l’Everest.
Come Kobusch, anche Txikon intende affrontare la scalata del “Tetto de Mondo” senza ossigeno supplementare, ma a differenza di Jost, ha in programma di farlo in team e attraverso la via normale, sul versante Sud della montagna.

Dalla pagina facebook di Txikon, ieri 12 gennaio: “Arrivare a Kathmandu è stato pazzesco !! Alcune borse sono arrivate in ritardo, abbiamo dovuto fare e rifare i carichi e gestire i permessi! Una pazzia in soli due giorni. Andiamo!

Broad Peak: raggiunto Campo 2

Invernale al Broad Peak 2019-2020 Urubko-Bowie-Hintsa: rientro al campo base. Foto: Don Bowie/instagram

Al Broad Peak, Denis Urubko e Don Bowie venerdì sono rientrati  al campo base dopo due giorni di “duro lavoro” e dopo aver aperto la via per il Campo 2.

Il commento di Denis Urubko: “Don ed io abbiamo lavorato duramente e in soli 2 giorni siamo arrivati a 6200 metri! … La via per C2 è aperta, siamo felici “.

Denis Urubko e Don Bowie rientrati al Campo Base dopo aver raggiunto C2. Fonte: Denis Urubko/facebook

Il giorno dopo, Bowie ha scritto sul suo instagram:
“L’adattabilità e la resilienza del corpo umano sono sorprendenti. Quando siamo arrivati qui al campo base 2 settimane fa, sembrava così freddo e inabitabile, era difficile immaginare di passarci anche solo qualche giorno, figuriamoci 2 mesi. Ma siamo appena tornati al campo base dopo aver scalato alcuni giorni sulla montagna, raggiungendo i 6150 m in condizioni difficili, con temperature fino a -35 ° C (-45° percepiti con vento freddo). E ora, il campo base sembra un santuario, con pasti caldi e sacchi a pelo caldi (Lotta Hintsa lo ha persino definito un “resort”). Ma la cosa divertente è che il campo base non è cambiato affatto. È freddo e inospitale come quando siamo arrivati, anzi, più freddo. Siamo noi che siamo cambiati, anche se leggermente, in qualche modo ci siamo adattati per resistere ancora un po’ di più e forse anche per trovare conforto dove nessuno lo ha trovato prima.”

Gasherbrum I: Moro e Lunger fermati da un crepaccio

Invernale al Gasherbrum I 2019-2020, Simone Moro e Tamara Lunger. Foto: Matteo Zanga. Fonte: S. Moro/Facebook

Al Gasherbrum I, l’altoatesina Tamara Lunger e il bergamasco Simone Moro si sono fatti strada attraverso la cascata di ghiaccio sopra il campo base. “Finalmente”  il primo vero giorno di brutto tempo invernale. Neve e vento forte, talmente forte in quota che la Montagna sembrava ululare. La visibilità sul ghiacciaio è quasi nulla ed é difficile distinguere i contorni e le profondità. La nostra traccia è coperta ma speriamo che le bandierine e la traccia Gps ci permettano di riaprire il cammino appena le condizioni miglioreranno. Sembra che almeno per altre 24 ore il meteo resterà molto brutto e dunque ne approfittiamo per riposare…, ha scritto ieri Simone su Facebook.

I due alpinisti venerdì, nella terza giornata consecutiva di lavoro, sono stati fermati da un grande crepaccio, che attraversa longitudinalmente l’intero ghiacciaio e che può essere superato solo con una scala. Dal racconto di Moro: “Siamo riusciti a rubare ancora qualche centinaio di metri attraversando ponti pericolanti di ghiaccio, saltando crepacci, consumando nervi e fegato pur di avanzare. Alla fine gli sforzi sembravano ripagati ma la sorpresa finale è arrivata. Ormai alla stessa altezza del Plateau un gigantesco e profondissimo crepaccio ci ha sbarrato la strada e la probabile gioia. Ho cercato il punto più stretto per valutare un eventuale salto ma la distanza era comunque troppa. Ho valutato 2,5 mt quel punto stretto, troppo per farlo in salita e con le racchette ai piedi. Abbiamo vagato per mezz’ora ala ricerca di un’alternativa ma non l’abbiamo trovata. Quel crepaccio taglia longitudinalmente tutto il ghiacciaio. Unica soluzione possibile una scaletta metallica di 3 metri che ricordo di aver visto al campo base vicino al campo militare a metà ghiacciaio Abruzzi. Siamo dunque tornati al Campo base e domani ci spariamo 8 ,5 km per andarcela a prendere e poi in spalla la porteremo con noi lungo tutto il tragitto tra crepacci e seracchi fino al grande e spero ultimo crepaccio finale. Speriamo sia sufficientemente lunga per attraversare l’abisso …”

K2

Imagine Nepal Winter K2 Expedition 2019-2020. Fonte: Mingma G. Sherpa/facebook

Con la partenza da Skardu, sotto la neve, è iniziato il viaggio verso il K2 per il nepalese Mingma Gyalje Sherpa e per i suoi sei compagni di scalata.   Mingma intende tentare la scalata invernale del K2 (8.611 metri) senza ossigeno supplementare.

La squadra è arrivata ieri ad Askole, dove oggi riposerà per  riprendere il cammino domani.  Ci sono voluti sette veicoli per trasportare i rimanenti rifornimenti, portatori e membri del team.

Il trekking di avvicinamento al campo base del K2 inizia proprio da qui, nel  remoto villaggio di Askole, dove il sentiero si snoda lungo la grande valle del Braldu, prima di salire il ghiacciaio del Baltoro,. a Concordia.