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20 giugno 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical

Thomas Huber torna alla Nord Latok I con Simon Gietl e Yannick Boissenot

Thomas Huber. Fonte: facebook

La Nord del Latok I (7.145 metri), nel Karakórum pakistano, è ancora un problema irrisolto, dopo 40 anni e 30 spedizioni

L’anno scorso l’attenzione dei media è stata focalizzata sul Latok I (7145 m). La sua cresta settentrionale è un vecchio progetto ancora irrisolto, dopo oltre 40 anni e una trentina di spedizioni, da quando nel 1978 Jeff Lowe, Jim Donini, George Lowe e Michael Kennedy rinunciarono a circa 150 metri dalla vetta, dopo 26 giorni in parete.

Nel 2018, tre spedizioni hanno tentato di realizzare la salita integrale del versante Nord del Latok I.
La stagione si concluse tragicamente con la morte di Sergey Glazunov e il salvataggio in estremo del suo compagno Alexander Gukov.
Glazunov comunicò di essere giunto in vetta il 23 luglio, anche se Gukov sostenne che la cosa più probabile è che avesse scalato l’intera cresta senza  completare il traverso che lo separava dalla cima.

Latok 1 e i punti raggiunti da Alexander Gukov (fine della cresta Nord) e Sergey Glazunov (cima)

Successivamente, tentarono la Nord anche  gli sloveni Ales Cesen, Luka Strazar e il britannico Tom Livingstone. Il trio raggiunse la vetta. La notizia, riportata immediatamente da tutta la stampa specializzata, fu smentita dagli stessi protagonisti, che precisarono di aver deviato dal crinale dopo averne salito i tre quarti, raggiungendo la cima dal versante Sud.

Nulla di fatto nel 2018 neanche per la terza spedizione, composta da Thomas Huber, Simon Gietl, Yannick Boissenot e Rainer Treppte. I due tedeschi, l’italiano e il francese furono gli ultimi ad arrivare, ma dopo aver fatto diverse scalate per acclimatarsi su altre vette, non ebbero l’opportunità di concludere il loro tentativo sulla Nord del Latok I per le proibitive condizioni meteo.

Il sogno di una vita di Huber

Ghiacciaio Choktoi (Karakórum). Foto arch. Thomas Huber

Non era la prima volta che Thomas Huber tornava a casa a mani vuote dal ghiacciaio Choktoi, dove si trova il campo base del Latok. Era già stato lì con suo fratello Alex in diverse occasioni, ma per una ragione o per l’altra non ha mai raggiunto l’obiettivo,  diventato ormai il sogno di una vita, o per lo meno dal 1997, quando ha completato la prima salita della parete Ovest del Latok II (7.108 m) con Conrad Anker e Toni Gutsch.

Nel 1999, ha scalato il Latok IV (6.456 m) con suo fratello Alex Huber. Successivamente,  realizzarono grandi salite su altre vette del Karakórum, come il vicino Ogre o la Torre Sin Nombre. Nel 2014 e nel 2016, Thomas  pianificò altre spedizione al Latok I (la prima fu annullata a causa dell’instabilità politica del Pakistan).

Nord Latok I. Foto: Thomas Huber

La cresta Nord del Latok I è celebre per complessità e grandezza: le difficoltà sono continue per i 2400 metri di cresta e una volta completata la scalata, si deve affrontare un traverso orizzontale di circa 300 metri, a più di 7000 metri di quota, per raggiungere la vetta.

Poche ore fa Thomas Huber ha postato sulla sua pagina facebook quanto segue: “Tra 3 settimane ritorneremo in questa fantastica valle di Choktoi con Simon Gietl e Yannick Boissenot…. il centro del mio universo come scalatore…. circondato dai giganti di Latok 3, Latok 1, Ogre 2 e Ogre”.