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15 luglio 2019

Ambiente e Territorio · Alpi Orientali · Aree Montane · Italia · Trentino Alto Adige

Trentino. Orso M49 catturato ma subito in fuga

Fonte: Ansa

Preso in Val Rendena, evaso da centro a sud di Trento

L’orso M49, colpito da ordinanza di cattura firmata dalla Provincia di Trento, è stato catturato la scorsa notte nella zona della val Rendena, ma dopo essere stato rinchiuso nel Centro Casteller, a sud di Trento, è riuscito a scappare scavalcando un muro elettrificato.

Lo ha reso noto questa mattina il governatore del Trentino, Maurizio Fugatti. Il plantigrado fuggiasco si sarebbe diretto nella zona del gruppo montuoso della Vigolana, sopra Trento, dove è attivamente ricercato dai forestali con i cani.
M49, catturato grazie ad una trappola a tubo, era stato trasportato al Centro faunistico del Casteller, dove era stato rilasciato in una zona recintata ed elettrificata a 7.000 volt.

Nonostante questo, l’orso è riuscito a salire su un muro altro 4 metri e mezzo e l’ha scavalcato dandosi alla fuga.

“Se M49 si avvicinerà a zone abitate, i forestali hanno l’autorizzazione ad abbatterlo”, ha detto il governatore del Trentino, Maurizio Fugatti. “Il fatto che l’orso sia riuscito a scavalcare una recinzione elettrificata con sette fili a 7.000 volt, certificata dal ministero e da Ispra – ha sottolineato Fugatti -, dimostra il fatto come queste esemplare fosse pericoloso e ci fosse un problema di sicurezza pubblica tale da giustificare l’ordinanza di cattura, scelta non appoggiata dal Ministero”.

Agricoltori e allevatori in piazza contro l’orso M49 e i lupi

Un migliaio, tra agricoltori e allevatori, il 12 luglio scorso hanno manifestato  a Trento esasperati dall’orso M49 e dai lupi. Hanno lamentato gli attacchi dei predatori che assediano abitazioni, famiglie, campi e allevamenti facendo strage di pecore, capre, vitelli, asini, devastando stalle ed alveari e minacciando la sicurezza delle persone.

L’iniziativa della Coldiretti, ha portato in piazza anche la capretta Cappuccetto rosso sopravvissuta agli attacchi. Esposti striscioni e cartelli con le scritte #Stoconcappuccettorosso, “i nostri animali non sono meno importanti di quelli selvatici”, “senza l’uomo la montagna muore”, “agricoltura uguale presidio del territorio” e foto di mucche che dicono “il Trentino è anche nostro”. Alcuni mostrano le immagini dei loro animali sbranati. Se non si risolve il problema – hanno affermato – si rischia la fine di un’economia di montagna che da sempre tutela l’ambiente e promuove le produzioni agricole Made in Italy più sostenibili.
Fonte: Ansa