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30 dicembre 2019

Ski · Ambiente e Territorio · Alpi Orientali · Aree Montane · Italia · Trentino Alto Adige

Valanga in Val Senales. Aperta un’inchiesta

Valanga in Val Senales. Fonte: Ansa

Da chiarire la presenza di sciatori sul pendio del distacco

La procura di Bolzano ha aperto un fascicolo sul distacco della valanga in Val Senales che ha ucciso una donna di 25 anni e due bambine di nazionalità tedesca.

Secondo quanto segnalato dall’ANSA, sarebbero già stati acquisiti foto e video del pendio. In una prima fase, l’inchiesta dovrà stabile se si è trattato di un distacco spontaneo e, in questo caso, se in qualche modo prevedibile, oppure se la valanga sia stata provocata da altri sciatori durante un fuoripista.

Nelle prossime ore la procura di Bolzano nominerà un perito.

Valanghe: 4 morti in 24 ore in Trentino Alto Adige

Val Senales: soccorsi sul luogo dell’incidente. Fonte: Ansa

Le tre vittime della slavina in Val Senales del 28 dicembre, sono una donna di 25 anni, sua figlia di sette anni, e un’altra bambina della stessa età deceduta all’ospedale Santa Chiara di Trento che era stata rianimata sul posto e portata in gravissime condizioni in elicottero al nosocomio trentino. La tragedia si è verificata sulla pista da sci che dal ghiacciaio, a oltre 3000 metri di quota, porta al fondo valle. La slavina si è staccata nel tratto tra la cosiddetta forcella dei contrabbandieri e il rifugio Teufelsegg. Le vittime, parte di una comitiva di turisti tedeschi, si trovavano sulla pista quando sono state investite dalla slavina. La valanga che si è staccata alle 12.10 nel comprensorio sciistico del ghiacciaio della Val Senales era di grandi dimensioni con una larghezza di circa 150 metri ed una lunghezza di circa 500 metri. La slavina si è riversata sulla pista “Teufelsegg” ed ha coinvolto diversi sciatori. Sono intervenuti i militari del soccorso alpino della Guardia di Finanza in servizio di vigilanza piste con un’unità cinofila, il soccorso alpino, i vigili del fuoco dei paesi limitrofi, la Croce bianca e quattro elicotteri di soccorso, il Pelikan 2, L’Aiut Alpin Dolomites, l’elicottero della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Bolzano e l’elicottero di soccorso Christophorus 7 dal Tirolo.

Un’altra valanga si è staccata ieri  alle 11.30 a Punta Cervina nelle Alpi Sarentine, a 2600 metri di quota. Un escursionista è stato estratto dai suoi compagni dalle masse nevose che lo avevano travolto. E’ rimasto lievemente ferito ed è stato trasportato all’ospedale di Bolzano. Una terza valanga si è staccata alle ore 13 al Col de Riciogogn nel parco naturale Fanes-Senes-Braies nelle vicinanze di San Vigilio di Marebbe, ma non ha travolto escursionisti. Una quarta valanga si è vertificata in Val Passiria: una persona è in grave stato di ipotermia.

Nei giorni scorsi il pericolo valanghe in Alto Adige lungo la cresta di confine era marcato, ovvero di grado 3 sulla scala di 5. A rendere pericolose le condizioni è il forte vento che da alcuni giorni soffia in quota e che causa accumuli di neve ventata che possono in parte facilmente subire un distacco.“I nostri collaboratori la mattina presto hanno valutato la situazione e non c’erano pericoli. Se avessero avuto dei dubbi non avrebbero certo aperto la discesa a valle” ha riferito Thomas Konstantin Stecher, Direttore delle Funivie Ghiacciai Val Senales che non esclude che la valanga “sia stata causata da sciatori fuori pista”. (Fonte: Ansa, 29 dicembre 2019)

Sempre ieri, un’altra  valanga, sulle Dolomiti del Brenta, in Trentino. Travolte quattro persone. Morto un 28enne. L’incidente sul Brenta è avvenuto nella zona del rifugio Tuckett: la vittima, originaria di Tuenno, si trovava nella zona dello Spallone dei Massodi. Il 28enne stava salendo con ramponi, picozza e gli sci sullo zaino lungo lo scivolo Massari insieme agli altri tre scialpinisti quando un distacco nevoso ha travolto due di loro trascinandoli a valle fino alla base del canalone, senza seppellirli. Gli escursionisti sono stati estratti dalla neve dagli uomini del Soccorso alpino intervenuti con le unità cinofile. Due di loro sono rimasti illesi, un altro è stato trasportato dall’elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento in leggero stato di ipotermia mentre per il giovane 28enne non c’è stato nulla da fare. (Fonte: Il Messaggero, 29 dicembre 2019)