MENU

1 aprile 2012

Alpinismo e Spedizioni · in evidenza · Mountain Bike · action · Alpinismo e Spedizioni · bicicletta · Everest · imprese · salita con la bicicletta dell'Everest · Simone Moro · Striscia la notizia · Vittorio Brumotti · Alpinismo e Spedizioni · Vertical

REVOCATI I PERMESSI A VITTORIO BRUMOTTI Uno scandalo internazionale blocca la salita dell'Everest con la bici

Per commentare la notizia della rinuncia forzata di Vittorio Brumotti alla salita e discesa dell’Everest (8.848 m) con la sua bicicletta abbiamo scelto un’immagine realizzata appositamente per Mountainblog dal disegnatore Moreno Chistè.

La vignetta di Moreno – una carriera alle spalle come disegnatore Disney e Warner Bros e oggi attivo a livello internazionale nell’illustrazione editoriale e commerciale – coglie allo stesso tempo l'”irriverenza” e la giocosità della sfida sportiva del gesto di Brumotti, tanto contestato in questi giorni, al punto che quello che è accaduto con il ritiro dei permessi sembra quasi essere frutto dell’ira di questo yeti (o “nume tutelare”?) della montagna che Moreno ha immaginato evidentemente contrariato!

Tornando alle ultime notizie, i permessi concessi sarebbero stati revocati a causa di uno scandalo internazionale legato alla vendita di orologi con incastonate pietre trafugate sulla vetta.

Il Governo nepalese aveva rilasciato, per la prima volta nella storia, il permesso di appoggiare le ruote di una bike sulla vetta dell’ Everest, ma ieri pomeriggio a Kathmandu, durante un briefing presso la “Mountaineering Section” del Ministero del Turismo nepalese, è giunta l’inaspettata notizia: negati i permessi a causa di uno scandalo scoppiato pochi giorni fa. Pare che un’azienda americana avrebbe messo in vendita degli orologi con incastonati nel quadrante alcuni pezzi di pietre trafugate sulla cima dell’Everest.

Sulla vicenda è stata aperta una commissione d’inchiesta governativa e sono stati annullati tutti i permessi per imprese e record non esclusivamente alpinistici sulla montagna più alta del mondo.

Simone Moro, capo spedizione dell’impresa di Brumotti, spiega: “Sono stati giorni concitati, caratterizzati da trasferimenti, sdoganamenti di materiale, preparazione delle attrezzature con le relative prime riprese video. Come un macigno ci è piombata addosso questa brutta sorpresa, inaspettata, imprevedibile. Al regolare e classico permesso di raggiungere la cima dell’Everest a piedi è stata allegata una specifica appendice per la bicicletta con il limite però di 7.900 metri di quota, che rappresenta il colle sud, l’ultimo campo alto prima del balzo finale verso la cima.

A Brumotti sarebbe dunque stato permesso di salire l’Everest portandosi ed utilizzando parzialmente la sua bici ma solo fino a quella quota. Da lì avrebbe potuto continuare esclusivamente a piedi senza il trasporto o l’impiego del mezzo a due ruote. Nessuna azione di convincimento e trattative serrate hanno portato al cambiamento della decisione delle autorità nepalesi”.

Brumotti e Simone Moro hanno dunque accettato questa decisione e, nel rispetto del limite imposto, Vittorio Brumotti ha deciso di rientrare in Italia ritenendo inutile realizzare un parziale record e non l’impresa dichiarata, annunciata e pianificata. Con lui rientrerà in Italia anche tutto lo staff tecnico al seguito.

Fonte: www.striscialanotizia.mediaset.it

Tags: , , , , , , , ,

  • Gingillo

    Bel pesce d’aprile

  • E meno male che si sono accorti delle pietre trafugate, prima che ci salisse Brumotti! Il CAI lo avrebbe accusato ( anche ) di ladrocinio ?! A tal proposito una domanda agli amici “brontosauri”: visto che l’Everest è territorio sacro agli alpinisti e riservato a chi va su con “etica” by fair means e senza secondi fini, mi spiegate chi ha trafugato quei pezzi di pietra in cima ?